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Muta

20 marzo 2009


da lacerata arteria

pulsante

in infiniti fiotti

dissanguandomi scrivo

rosse volute

meandri

rappresi in coralli

dolce morire

la tua pelle l’ho appesa

hai perso, hai perso

la sfida

io muto la mia

rinasco

serpente

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22 commenti

  1. cambio spesso pelle
    ma le cicatrici non si cancellano
    rimangono lì per sempre
    incise sul mio cuore


  2. Ciao Artemisia, bellissima…ma chi la scrive tu?
    Un carissimo abbraccio e un saluto
    Franca


  3. Anche io in questo momento sto sanguinando copiosamente.
    Lei mi ha scritto di non scriverle più.
    Mi sento come un sedicenne rifiutato e sono entrambe le cose.
    Si può essere più stupidi, autolesionisti, caparbiamente autodistruttivi di così?

    sto male

    Jos


  4. @Zefirina: La pelle è solo l’involucro superficiale, le cicatrici sono più profonde, si mascherano ma sono lì sotto, e a volte si riaprono.

    @Franca: Se non è firmata è mia. Grazie.

    @Jos: Purtroppo si può.
    We are accidents waiting to happen, no?

    Mi odierai, ma te lo dico: passa.


  5. Indimenticabile. Quel “la tua pelle l’ho appesa” in particolare mi era rimasta impressa.
    Quanto al serpente, potremmo metter su un banchino di mute usate anzi vintage.


  6. L’ho riletta svariate volte, e se questa poesia ha a che fare con il vissuto (intendo con un episodio determinato, piuttosto che ad una costante tipica del vivere) in essa vi è una sorta di catarsi finale, che determima un rimarchevole magnetismo, rappresentato dell’ultima parola: “serpente”; figura di forza e di saggezza (perfino nelle sue accezioni maligne ha un chè di luminoso).
    Tutto, in questo calare di parole e figure una sull’altra, mi pare che confluisca in essa con la forza di un quieto furore.

    Mi permetto poi di rivolgermi a Jos (che spero perdoni l’invadenza)per dirgli che soffrire, nel suo frangente, di questa ferita aperta, non significa essere, né stupidi,né autolesionisti, né caparbiamente autodistruttivi, ma vivi.
    A seguito di ciò, mi sento di ribadire ciò che ti ha detto Artemisia (che pur non consolando, credimi è vero). Il tempo, da questo momento in poi,lavora, lentamente, incessantemete, inesorabilmente a tuo favore. (perdona ancora l’intrusione).
    Mauro.


  7. @Lophelia: Già me lo vedo, il banchino vintage, e noi che presentiamo le varie mute:
    questa è molto pratica, double face…
    quest’altra è subacquea, impermeabile…

    😉

    @Mauro: La poesia ha a che fare con il vissuto in entrambe le accezioni che tu nomini, soprattutto nell’ultima (costante del vivere).
    Diciamo che ha a che fare con la faticosa acquisizione, pagata cara, di rinascere dalla morte. Si parlava dell’ideogramma cinese, ti ricordi.
    Quanto al serpente, rinascita, manifestazione divina, simbolo della “cura”, rigenerazione, numinoso appunto.

    Hai perfettamente ragione anche per il “quieto furore” (ambiguo in questo anche il titolo).

    Io i tuoi commenti li incornicerei.


  8. Ciao Artemisia,spero che hai passato una buona domenica, e adesso che so che la poesia è tua…non posso che dirti che è molto intensa…un’altro aggettivo nn lo trovo!
    Ciao
    Franca


  9. Franca, intensa va bene.
    🙂


  10. é molto forte, molto piú di tante altre che hai scritto (e forse é solo una mia impressione)
    mi fa male quel “hai perso, hai perso” che proprio perché rafforzato dalla ripetizione mi fa fa pensare …

    certi serpenti non perdono mai le sfide perché neanche sapevano quello che potevano diventare. il che ovviamente mi fa dire “peggio per loro”.
    peró fa male.


  11. Di poesia, com’è noto, io non capisco nulla… Ma vorrei vederti più come una fenice, inviolata perchè ricrea continuamente il suo presente… O come un delfino, allegro e spensierato perchè sa dimenticare i suoi dolori. Ma nè la fenice nè il delfino fanno la muta… Quindi mi sforzo di vederti come serpente… Una bella pitonessa, rossa, viola e verde.
    ;o)


  12. @Henry: Non è una tua impressione.
    E la ripetizione, più che rafforzare, indebolisce. È come quando i bambini credono che ripetere le cose le faccia diventare vere (e non solo i bambini)

    @Antonio: Allora scelgo la Fenice. L’unico problema è che è un animale che in realtà non esiste.


  13. Ciao Artemisia, tornando qui…per lasciarti i miei saluti, rileggo ogni volta la tua poesia…è ermetica, e perciò ogni volta posso leggerci altro…che prima non avevo letto.
    Ti auguro una buona settimana…
    Anche per me il papavero ha un significato particolare, ultimamente ho fatto anche un sogno dove vi compariva..
    Ciao
    Franca


  14. Bella.
    Non può essere altrimenti, si cambia, meglio ci si rinnova, ma ricreare continuamente il presente no, no! (e qui rafforzo)
    E la pelle vecchia sarebbe un affare truffaldino venderla, consumata, dura e fragile, non è più riutilizzabile.

    Mica è una corazza!…


  15. ideogrammi cinesi?
    I Ching?
    Jung?

    Jos


  16. @Franca: Io invece recentemente ho avuto un incubo ispirato all'”oscura notte dell’anima” e probabilmente anche alla storia che sta disegnando Mauro. Parlava del buio, c’era, tra l’altro,anche una serratura con due chiavi minuscole che dovevo inserire per aprire un cancello e salvarmi, e miracolosamente ci riuscivo (non che risolvessi molto però)

    @Mucca: Questo è un commento che mi piace molto. Ricreare il presente no, hai ragione, no no no. (Ripetiamo tutti in coro: no, no e poi no.) Rinnovarsi sì.
    🙂
    La vecchia pelle certo che sarebbe truffaldino venderla, infatti io e Lophelia lo faremmo per bassi fini di lucro, magari qualche pollo ci casca.

    😉

    @Jos: Guarda, non avevo pensato al nesso quando ne ho parlato, mi pare in un commento da Cometa, ma ovviamente il nesso c’è, hai indovinato. O forse, più semplicemente, in Jung c’è tutto.


  17. Ciao Artemisia, quando si parla di sogni e di tutto quello che appartiene alla notte mi si invita a pranzo…lo sai che sono una appassionata.
    Ti dico solo, che io non so a cosa tu fai riferimento dicendo alla fine che però non risolvevi molto…però ti salvavi, e devi essere contenta di questo…almeno in questo momento, dopo non puoi sapere cosa il tuo inconscio partorirà, sei giovane…(almeno per certi percorsi …sei giovane..) la storia che sta illustrando Mauro, che riguarda il buio devo dire che non ho ancora avuto un attimo proprio tranquillo per seguirlo bene..dico soltanto, che quando si iniziano i percorsi di introspezione e si riescono a ricordare i sogni…c’è quasi sempre il buio, perchè il buio è appunto l’inconscio…proprio oggi, stavo sistemando tutte le mie cartellette….ho centiania e centinaia di sogni che ho raccolto per la mia analisi…e non so dirti nemmeno quanti erano al buio…sii serena..io non immagino oggettivamente cosa tu possa aver passato…e come stai ora…posso solo dirti che non è proprio così grave quello che tu mi dici di questo incubo.
    Un saluto affettuso…e spero di non essere stata troppo invadente
    Ciao
    Franca


  18. Cara Franca, non so se mi salvavo. Cioè sapevo, anche mentre riuscivo ad aprire il lucchetto, che comunque non mi sarei salvata.
    Evidentemente, bisogna far luce.


  19. Ciao Artemisia, per ora mi limito a darti un saluto augurandoti come al solito una buona giornata…non sono riuscita a mettere un commento alle foto (diciamo che non è che non sono riuscita, non era un’operazione immediata come i commenti e ho rinunciato)ma le ho notate subito e volevo dirti che hai una bimba molto molto bella…e questo se non è tutto è sicuramente molto!
    Franca


  20. È moltissimo, quasi tutto.


  21. L’esistenza è mutazione.
    ciao, cometa


  22. Vero. Sai che l’estate scorsa abbiamo fatto un incontro tra amici proprio col titolo “Mutamento”?



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