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Edith Södergran

18 febbraio 2009

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1892 – 1923

Amore

(Kärlek)

La mia anima era un abito azzurro colore del cielo;

l’ho lasciato su uno scoglio, sul mare

e sono venuta da te, e somigliavo a una donna.

E come una donna mi sono seduta alla tua tavola

e ho bevuto una coppa di vino, e respirato il profumo delle rose.

Hai detto che ero bella, che somigliavo

a qualcosa che avevi visto in sogno.

Ho dimenticato tutto, la mia infanzia e la mia patria,

sapevo solo che le tue lusinghe mi tenevano prigioniera.

E tu, ridendo, hai preso uno specchio e mi hai detto di guardarmi.

Ho visto che le mie spalle erano fatte di stoffa

e si stavano sbriciolando,

ho visto che la mia bellezza era malata,

e che desiderava solo una cosa: sparire.

Oh, tienimi stretta tra le tue braccia,

che io non abbia più bisogno

di niente.

(la traduzione è mia)

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23 commenti

  1. Pacata irrequietezza…


  2. Oh, tienimi stretta tra le tue braccia,
    che io non abbia più bisogno
    di niente.

    basta questo….basta poco.


  3. @Mauro: Io ci leggo questo: Quando si lascia alle spalle l’anima e si è solo corpo non si è una donna, le si “somiglia” soltanto, si è un simulacro che si sbriciola e ridiventa vivo e intero solo in quell’abbraccio sperato.

    @Henry: Ma “basta” poi veramente?


  4. beh non é della semplice stretta tra le braccia che parlo ma di quella che fa si che non si abbia piú bisogno di niente.

    quella a me basterebbe e come!


  5. Eh appunto.
    Ed è per quello che siamo i gemelli terribili.
    E i savi che ci bacchettano (e in fondo ci bacchettiamo da soli)

    🙂


  6. ha vissuto solo 31 anni…


  7. @Iko: Sì.
    Era l’epoca della tubercolosi, quando la vita era breve e si sapeva ancora scrivere. Oggi nessuno muore più, e nessuno sa più scrivere.


  8. Grazie Artemisia, mi assento un solo giorno e tu cosa mi fai trovare?
    Grazie…intanto ho gustato quello che tu offri col tuo post…poi ti dovrò dire ancora tante cose, ma siccome certi alimenti richiedono una lunga assimilizione…aspetto…e intanto cercherò io di assimilare il tuo cibo!Un forte abbraccio col cuore, che ti scaldi in quella che ancora è la fredda stagione e a risentirici!!
    Franca


  9. Grazie a te Franca. Hai ragione, ci vuole tempo per gustare e assimilare, e ci sarebbero tante cose belle da leggere e da capire…
    Per di più adesso sono raffreddatissima, meglio per te che l’abbraccio è virtuale!


  10. … la bellezza di Edith mi ha colpita.


  11. Sì, qui è un po’ Bergman.


  12. Ciao Artemisia, la poesia che hai postato è troppo bella, come è bella Edith..
    Stasera, riprenderò in mano Chiari di bosco..ne ho bisogno…sono un po’ annebbiata…ho bisogno di immergermi un po’…
    Un caro saluto e una buona serata
    Franca


  13. Cara amica, la tua è una signora traduzione, chissà come deve suonare nella sua lingua originale, se già è bella in italiano! E che lingua strana è la nostra, basta veramente una briciola per rovinare tutta la melodia delle parole.
    Poscritto: sai, un po’ mi indispone il tuo cambio di casa. Non riesco ancora ad ambientarmi. Non so se è per il doppio link (non ho ancora sostituito il vecchio con il nuovo, altra mia malata tendenza) che mi fa pensare agli odiati scambi sotterranei della metropolitana. Sono troppo pigro… ma se hai deciso così, verrò ugualmente a trovarti.
    Un bacio
    Ady 🙂


  14. @Franca: Fa sempre bene schiarire le idee, decantare i pensieri, come il vino.
    Buona serata!

    @Ady: Sostituisci subito il link e ti si aprirà davanti una nuova linea della metro, diretta alla mia fermata.
    Io sono pigrissima, e per molto meno sarei capace di abbandonare un blog… quindi apprezzo doppiamente la tua fedeltà. Perchè mi ci riconosco molto.

    Lo svedese è una lingua molto melodiosa. È molto simile al norvegese, per questo lo capisco ma non so parlarlo.

    Bacione.


  15. Buona Domenica Artemisia!
    Ciao
    Franca


  16. E’ bellissima.
    E mi è venuto da piangere sull’ultimo verso.


  17. P.S. Probabilmente lo conosci già ma nel dubbio ti segnalo questo link:
    http://pollesello.blogspot.com/2007/01/il-giorno-si-raffresca-edith-sdergran.html


  18. @Daniele: Invece non lo conoscevo, e questo Piero è bravissimo.


  19. Complimenti! Buonissima la tua traduzione di “Kärlek”!


  20. Aarghh! Il traduttore!
    Ma come mi hai trovata??
    (Pensa se scrivevo: “questo Piero non sa tradurre…”)

    Ti ringrazio, e come vedi dai commenti l’interesse per questa poetessa è enorme.
    Ma è pubblicata in italiano?


  21. Wow, come sono contento di cotanto vostro incontro!!!
    22 passi colpisce ancora! ;o)


  22. E che è, Cupido?

    😀


  23. Dell’amore per la poesia, yes!!! ;o)



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