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Livsglede

11 dicembre 2008

Ferma ad un semaforo, il cervello perso nelle volute della suite francese n.5, bourrèe, lo vedo. All’inizio penso ad uno scherzo dell’immaginazione, uno di quegli assurdi errori di lettura che si fanno a volte, tipo ogni volta che invece di “maniglione antipanico” leggo “maniglione antipatico”…

Mi strofino gli occhi stanchi, il mascara mi brucia le pupille. La scritta però è sempre quella. È vera. Sul display luminoso di un autobus, a grandi lettere gialle, l’autista ha digitato, al posto della destinazione, la parola “Livsglede”: gioia di vivere. L’autobus è vuoto, evidentemente sta andando al deposito, e attraversa così la città sepolta dalla neve, sfidando il buio e la tristezza con quel grido silenzioso.

Gioia di vivere.

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17 commenti

  1. Quell’autista è un vero poeta – oltre che un mago: ha raccontato una favola diversa a tutti quelli che han visto l’autobus… senza dire una parola.


  2. mi piacerebbe farci un giro su quell’autobus…


  3. @Henry: anche a me.


  4. Ma dai, che bello trovare gente così!


  5. @Endimione: Che piacere ritrovarti!
    Secondo me la portata semiotica di quel gesto è quasi insuperabile nella sua falsa quotidianità.

    @Henry, Gargoyle: Credo che piacerebbe a molti, ma non faceva fermate…
    Anche questo è significativo, ma di cosa?

    @Rodo: Ma io ne vedo tanta, di gente così.

    🙂


  6. sembra proprio una favola di natale


  7. @Zefirina: A questo proposito c’è qui anche un altro autista, un tipo con la lunga barba grigia che ogni anno puntualmente si veste da Babbo Natale e guida il suo autobus…

    ma non era lo stesso


  8. vi ricordate la foto di Piero all’autobus di Champaigne? diceva qualcosa sulla giornata di sole, no?
    mi ricordo che ci raccontò che lui era in bici e lo vide passare. Potrei vederlo, come vedo Arte incantata su quel Livsglede.


  9. io trovo che la città sia magnifica con questa luce dorata, carica di colore… anche se ce n’è ben poca di luce, questo la rende solo più preziosa… il giorno è una lunga alba che si unisce ad un lungo tramonto, con le colline innevate oltre il fiordo che si tingono di un pallido rosato, sullo sfondo di Nidaros, o la luna che brilla nella foschia rosa giusto sopra il fiume e si specchia nell’acqua.
    La poesia la si trova se si ha il tempo e la calma di trovarla.

    da un’erasmus che ha trovato il blog cercando la ricetta della torta di carote, e si è infine permessa di scrivere
    Marta


  10. @Claudia: Io e Piero… che dire, io mi commuovo.

    Grazie di averci associati.

    @Marta: Benvenuta! Sia in questa città che su Pioggia Blu.

    Si è vero, la città è bellissima in questo periodo, lo penso tutti i giorni, con questa lucebuio è veramente magica. Hai visto che luna c’è stasera? È vicinissima, enorme, sembra che ti caschi addosso attirata dalla neve. E la neve che ti scricchiola sotto i piedi, e brilla sotto gli alberi…

    La poesia si trova se le si apre il cuore.

    La mitica torta di carote ti ha portata da me… quasi quasi te ne offro una fetta!

    🙂

    Torna a trovarmi!


  11. mi accodo a chi farebbe volentieri un giro su quell’autobus…Arte se siamo tanti una fermata la fa di certo! 🙂
    quel che hai visto è bellissimo, come quando si fa un sogno bellissimo, con la differenza che invece è vero.


  12. Si ricordo anche io quel post di Piero, sulla didascalia dell’autobus c’era scritto “Smile, it’s sunny!”… Io credo che sia un po’ come vedere un angelo, qualcosa che arriva all’improvviso, ti tramortisce di stupore, altrettanto improvvisamente se ne va, e tu rimani li’ beato per tutto il giorno…


  13. Che buffa questa cosa e soprattutto il sorprendersi.
    È bastato che per gioco o per sfida l’autista mettesse quella parola ed cambiato il modo di guardare le cose. Solo un poco di coraggio.
    Come il sorriso che lasciava un barista l’altro giorno sulla schiuma dei cappuccini e il viso degli avventori di quel bar si illuminava.
    Sì, basta poco.
    🙂


  14. “pauca necesse”…c’é chi ne ha fatto una bandiera….


  15. @Primule: Quell’autobus sarebbe stracolmo, credo.
    Però forse l’importante non importa salire a bordo, ma leggere la destinazione e trovare ognuno la nostra fermata…

    @Antonio: Io credo fermamente nell’esistenza degli angeli. Credo che siano esseri umani ma con un’anima più leggera degli altri. Li incontriamo tutti, anche sui blog.

    @Mucca: La variante norvegese al sorriso sul cappuccino è il cuore sui vetri congelati della macchina… adattamenti geografico-culturali, ma l’esperimento del sorriso funziona anche qui.

    🙂

    @Henry: Ma chi sarà mai quel geniaccio??

    Anch’io voglio la bandiera! Il mio motto sarà: “Ars vivendi”.


  16. @Arte: vero… io un pò ne conosco…
    ;o)


  17. Incrediiiiiibbbile! Anche a me è successa una cosa simile, per non dire uguale! Che strane coincidenze che ci mette davanti la vita!

    Quell’urlo nel silenzio quasi mi rimbomba nella testa bourrèe, come nell’attimo di quell’incontro magico..

    un bacio 😉



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