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Fino alla tenebra più profonda

13 novembre 2008

Scrivo diversamente da come parlo, parlo diversamente da come penso, penso diversamente da come dovrei pensare, e così via fino alla tenebra più profonda.

Franz Kafka, lettera a Felice 1914

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14 commenti

  1. sicuramente mi riconosco in “penso diversamente da come dovrei pensare”…


  2. almeno lui lo ammetteva…
    (molto diffuso anche il pensare diversamente da come si crede di pensare)


  3. Questo ragazzo ha le idee un pò confuse… ;o)
    Povero Kafka, chissà cosa scriverebbe oggi sulla nostra liquida società del non-senso spettacolarizzato…
    Proprio stamane l’ho pensato, a Kafka… Stavo uscendo dalla metro, e ai tornelli c’erano i controllori… Ho l’abbonamento, quindi non rischio di accartocciare il biglietto sul treno anzichè tenerlo, come dice il regolamento sul retro, fino all’uscita… Quindi ero tranquillo… Uno studentello invece era visibilmente agitato perchè i controllori non lo lasciavano uscire.. Diceva che gli avevano rubato il portafogli dove teneva l’abbonamento, e sinceramente non so su quali basi i controllori non dovessero credergli… Mi sono infuriato, ho detto ad uno di loro che i controlli vanno fatti all’ingresso, non all’uscita quando oramai del
    servizio si è già fruito, poi ho chiesto loro a che cosa era servita la spesa dei tornelli nuovi se poi c’era ancora bisogno di controlli manuali, e infine ho minacciato di chiamare la polizia per sequestro di persona se non avessero lasciato andare il ragazzo. Lo hanno fatto, ma mi hanno guardato tutti male come se io fossi complice dell’indimostrabile reato del ragazzo. Io, manco a dirlo, non ci ho messo un secondo per pronunciare un VAFFANCULO collettivo, girare i tacchi, e andarmene…
    Ma c’è ancora qualcuno in Italia che crede di vivere in un paese civile??? Qui a scrivere diversamente da come si parla, e a parlare diversamente da come si pensa, non sono solamente i raffinati insighters, ma un pò tutta la popolazione!


  4. @Antonio
    Quache anno fa, sono stato fermato dai carabinieri per eccesso di velocità. Mi sono giustificato dicendo che ero inseguito da 2 balordi che mi volevano rapinare e/o malmenare e ho anche aggiunto che era un piacere vedere la loro rassicurante presenza (dei carabinieri intendo).

    Non so su quali basi, ma non mi hanno creduto!

    😀


  5. @Gargoyle: Io mi riconosco in tutto, ma specialmente in quello che dici tu.
    Il punto è capire come dovremmo pensare.

    @Lophelia: Sì, lo ammetteva. Ma leggere Kafka per me ha questo di molto consolante e al tempo stesso inquietante: che ammetterlo non serviva a cambiare, anzi, era una delle sue poche certezze in cui cullarsi.

    (molto diffuso anche lo scrivere diversamente da come si crede di scrivere, specialmente tra gli aspiranti scrittori)

    😉

    @Antonio: Presumo che il nesso con Kafka sia l’istanza di controllo e l’accusato innocente, o forse tutta la situazione era kafkiana…

    Domanda: ma era almeno un bel ragazzo??

    @Frank: Non so su quali basi avrebbero potuto crederti…


  6. Antonio, hai fatto benissimo.

    Tra l’altro non si capisce perche’ i mezzi di trasporto pubblici, in quanto pubblici, uno li debba pagare. Spostarsi dovrebbe essere un diritto di tutti.


  7. I trasporti pubblici li paghiamo pagando le tasse, no?
    Se tutti le pagassero, e si facesse davvero una politica ambientale, sarebbero gratis.

    E tutto questo cosa c’entra con Kafka?
    😀


  8. meno male che sono io quello che deraglia, eh?
    che poi, parlando di trasporti pubblici calza a pennello.
    comunque sono parzialmente d’accordo con Fabio anche se il problema, almeno a Milano, è che i mezzi ormai li usano solo gli immigrati, gli studenti e gli anziani, più qualche modella e io.
    naturalmente generalizzo ed esagero ma la tendenza è quella e, su certe linee e in alcuni orari, si può tranquillamente farla rientrare nell’ambito delle situazioni “kafkiane”, tanto per rientrare in tema…


  9. @Francesco: Nutrivo infatti una segreta speranza che il Deragliatore per antonomasia riuscisse a farci rientrare sui binari, tanto per restare in metafora…

    Lo hai fatto in maniera elegante.

    (Però ammetti che tu usi i trasporti pubblici soprattutto perchè ci sono le modelle)

    😉


  10. @frank: il confine tra il logico e l’illogico si chiama “buon senso”… E tu in quell’occasione l’avevi lasciato dietro per la troppa velocità! ;o)


  11. Nella sua inettitudine e inadeguatezza, Kafka ha purtuttavia espresso efficacemente come pochi la realtà dell’uomo. E’ riuscito quindi a esprimere con compiutezza un senso: sia pure un senso negativo, un non-senso (il Castello è il più bel brutto libro che abbia mai letto). Il povero Franz si doleva e si salvava nel medesimo tempo, scrivendo.


  12. Sì, Alberto, è vero.
    E condivido anche il giudizio sul Castello, e certamente Kafka lo avrebbe condiviso.
    Si doleva e si salvava nell’unico modo che conosceva, cioè la lingua come unica chiave dell’esistenza (molto ebraico in questo).
    Sono sicura che se ci fossimo incontrati in un caffè, io e il dottor Kafka, ci saremmo innamorati di botto. E sarebbe andata a finire malissimo.

    🙂


  13. tre pensieri, tra cui un ringraziamento.

    questa citazione mi ha fatto tornare in mente una frase di non so chi che lessi (vi risparmio il contesto) anni fa: “credi ancora quello che pensavi un tempo? non lo credo più, ma continuo a pensarlo.”

    a Napoli (!!!) mi beccarono ai tornelli di uscita della metropolitana (che è un treno) e mi fecero una multa perchè non avevo pagato il biglietto. Ero dovuta andare dalla stazione di Mergellina a quella centrale perchè il treno per Roma aveva cambiato fermata (senza preavviso) e dentro la stazione non vendono i biglietti…

    non avevo mai considerato un’ovvietà: i trasporti pubblici dovrebbero essere gratis, visto che sono pagati dalle tasse (basterebbe aumentarle di 10 euro all’anno a tutti e si coprirebbero le spese). Grazie a voi per avermelo fatto notare!


  14. @Iko: Bè, io direi che basterebbe aumentarle del 10 % non a tutti, ma ai ricchissimi (e ce ne sono tanti) per risolvere molti dei problemi relativi ai trasporti. E non se ne accorgerebbero nemmeno…

    La frase può darsi che tu l’abbia letta (senza saperlo) in qualche mio diario!



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