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Corpo di donna

11 ottobre 2008

(foto: Morpheus 79)

“Adesso, non c’è niente che vorrebbe?”
“No”.
“L’amore?”
“L’amore poi!”
“Allora mi dica, se non è l’amore, che cos’è che desidererebbe di più?
Il tono di Nami era quello di un bambino che vuole a tutti i costi un giocattolo. Sugi, spinto dalle sue parole, provò a chiedersi che cosa voleva davvero in quel momento. Non c’era niente in particolare che desiderasse. Se proprio dovessi dire qualcosa, sarebbe il corpo di una donna, pensò restando in silenzio. Ecco, forse l’unica cosa che desiderava era un corpo di donna, una qualunque, purchè pulita e sincera, che lo aiutasse a scivolare, stanco ma appagato, in un sonno profondo.
“A che cosa pensa?” gli chiese ancora Nami. “La prego, mi dica sinceramente a che cosa sta pensando!”
Allora Sugi di colpo decise di dirglielo senza tanti giri di parole. Gli pareva che qualunque risposta le avesse dato, anche la più cruda, parlando con lei si sarebbe purificata.
“A un corpo di donna” disse Sugi.
Mentre pronunciava queste parole, gli sembrò di percepire da qualche parte una stella cadente.



Inoue Yasushi, “Amore”

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9 commenti

  1. Mi è piaciuta molto l’onesta e semplice essenzialità del suo desiderio 🙂

    Non conosco questo scrittore. Me lo consigli?


  2. È uno scrittore giapponese del quale io ho letto solo tre racconti, che sono raccolti sotto il titolo “Amore” (Adelphi).
    Il suo stile è molto essenziale. A me piace.

    Io credo che a volte le domande più semplici abbiano una risposta molto semplice, ma che rispondere con sincerità possa essere molto difficile.


  3. Forse perchè è dalle risposte alle domande più semplici che emerge maggiormente quello che siamo?


  4. Certo. Ed è quello che siamo che è più difficile da esternare. È più facile parlare di quello che vorremmo essere.


  5. oh anche io ho letto questo libro, bellissimo, breve ma intenso


  6. Arte, ritorno al tuo blog proprio mentre rifletto, con il Conte, sulla semplicità e le interpretazioni, specialmente le sovra interpretazioni, sulla leggerezza, esistente, nascosta e irresistibile, altro che insostenibile!


  7. @Zefirina: Sì.

    @Claudia: Bentornata brasileira! L’insostenibile leggerezza del Conte la conosciamo benissimo.

    😉


  8. Ah, sapere essere cosi’ sinceri, almeno con se stessi, sempre.

    Bel frammento.


  9. Grazie, Fabio.

    La sincerità, soprattutto con se stessi, è un’arte durissima da imparare.

    Sincerità, semplicità.

    Essere zen.



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