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La cena del cuore

18 settembre 2008

“Dopo che fosti partita, venne l’affetto. La cena del cuore è pronta quando l’ospite se n’è andato.”

(Emily Dickinson, lettera a Mrs. Holland)
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10 commenti

  1. ed è la solita zuppa mi verrebbe da dire, scusa se abbasso il livello.


  2. Sì, ma oltretutto si è anche raffreddata.


  3. che triste peró che sia cosí!
    perché non dire, non fare, non celebrare, quando si puó?


  4. Nella mia intenzione, il post tentava di illustrare quel senso di dissonanza temporale che io provo sempre quando incontro raramente, e brevemente,persone molto care.

    Quello che no si riesce a dire, che non si riesce a fare. Perchè ci vuole tempo, e quel tempo non si ha, insieme.

    È come mettersi a preparare un menù elaborato e poi mangiarlo in piedi, con le valigie in mano, o addirittura quando l’ospite è già partito.

    Henry, certo che bisogna fare così. Bisogna sconfiggere il tempo, almeno provarci. Dare tutto di sè, e non averne paura.


  5. @ henry:
    perché a volte siamo presuntuosi e non ci rendiamo conto che non siamo padroni del tempo


  6. giusto, mucca. non siamo padroni del tempo. succubi, anzi.
    ma possiamo imparare ad adattarci, adeguandoci perfettamente. e sfruttare appieno ciò che contiamo, artificialmente, con secondi e minuti.


  7. @Mucca: Non siamo padroni di niente. Eppure, il tempo (o l’illusione di esso) è tutto ciò che abbiamo.
    E allora l’unica soluzione mi pare quella di superarlo, trasformandolo in un tempo nostro, tempo vissuto e non contato.

    @Principe: “Sfruttare appieno” significa forse anche trasformare in tempo vissuto, interiorizzare l’artificialità delle lancette in un tempo tutto nostro?
    🙂


  8. @arte, principe

    è quello che intendo, non potendo sapere quanto tempo abbiamo è importante viverlo pienamente e nemmeno adattarci, ma imparare a conoscerlo, a misurarcisi


  9. negli ultimi anni della mia vita, specie quella amorosa, ho avuto solo scampoli di tempo ho imparato ad apprezzare e sfruttare al meglio anche quelli.Però capisco quello che ha provato la mia scrittrice preferita


  10. @Mucca: Misurarsi col proprio tempo, mi piace.

    🙂

    @Zefirina: Lipperlì non avevo mica capito quella della scrittrice preferita, pensavo: Virginia Woolf? The Hours?
    Grazie cara!
    🙂

    Di scampoli di tempo ne ho avuti tanti anch’io, in amore e no. Alcuni scampoli, se ben ritagliati, e se di stoffa morbida, sono più belli e colorati del vestito di tutti i giorni.

    Da uno scampolo si può ricavare il vestito delle grandi occasioni…

    Poi, mia nonna diceva che l’importante è cambiarsi (anzi lei diceva RIcambiarsi)

    😉



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