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Tra le righe

2 settembre 2008


Due finestre aperte all’aria calda del pomeriggio, quattro pareti di libri. Due sedie, due paia di occhi, venticinque anni dopo, centinaia di parole che s’inseguono mai dette, nuovi rapporti di forza da collaudare. Trovare rifugio tra due frontespizi è facile quasi come perdersi di vista, come doloroso e splendido è ritrovarsi e sapere che non ci perderemo più, dopo venticinque anni e quattordicimila volumi, foreste di parole da abbattere per fare luce e in cui smarrirsi.

L’epistolario Heidegger-Arendt aperto sulla scrivania, ne parliamo. “Hai visto che porco? Che divario di sensibilità, di attenzione? Lei gli era così infinitamente superiore.”

La risposta mi muore in gola e si fa grumo informe che non riesco a inghiottire. Annuisco. Pausa.

Incontro il suo sguardo improvvisamente stupito di una nuova consapevolezza, che tenta di celare con un battito di ciglia. Accarezzo le pagine, senza accorgermene. Lui chiude il libro piano, per non farmi male. Non chiede niente, non ne ha bisogno.

E il conforto dei bambini che giocano, al piano di sotto.

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16 commenti

  1. come sempre (come nel post precedente che non ho fatto in tempo a commentare) mi emoziono sempre nel leggere le tue parole.
    forse perche intuisco il non detto, quello che, appunto, appare tra le righe.

    e’ questa capacita’ di leggere tra le righe uno dei tratti che ci accomuna credo. e non sempre e’ una cosa che fa bene…


  2. pensando alla faccia da furetto e agli occhietti spiritati che ha in quella foto la rivelazione non stupisce poi molto…


  3. @Henry: No, non sempre è una cosa che fa bene, anzi spesso fa male, ma io non la cambierei per niente al mondo.

    @Lophelia: Oddio lipperlì non avevo capito che ti stavi riferendo a Heidegger!

    😀


  4. avevo anche pensato di specificarlo
    😀


  5. arte: il problema e’ che anche volendo non si puo’ cambiare.
    io confesso che qualche volta mi piacerebbe proprio riuscire a spegnere qualche interruttore per riuscire a godermi tutto senza interpretare, senza leggere tra ste benedette righe. anche perche’ non e’ mica detto che quello che si legge e’ poi stato veramente scritto.
    interpretare e’ mescolare noi stessi alla realta’.


  6. henry: anche io pensavo di poter intravedere tra le righe, invece credo che sia solo astigmatismo


  7. quanto feeling in pochi gesti e in brevi silenzi. e quanta forza in poche parole.

    Ma il mio mantra sará: foreste di parole da abbattere per far luce.
    e il motto: Interpretare è mescolare noi stessi alla realtá.
    (accordando una lincenza poetica alla presunta esistenza della realtá)


  8. mi piace l’immagine del libro che viene chiuso piano per non farti male


  9. @Henry: È (anche) per questo che siamo gemelli, nel bene e nel male.

    @Mucca: Va bene che un tuo commento era attesissimo, ma insomma se devi fare di questo spirito…

    😉

    @Claudia: Via col disboscamento, facciamo luce, ma lasciamo anche qualche piccola oasi di cose non dette

    @Napolino: Grazie.

    Per tutti quelli che mi leggono prima di domani : Pensatemi intensamente alle 12, devo presentare una cosa ad un congresso e per questo sono insonne e scrivo cavolate… tutti insieme, per favore, ho bisogno di energia positiva: domani alle 12!!!


  10. mucca….mucca….la tua battuta mi ha fatto pensare (che poi forse non era neanche una battuta no?)

    forse hai ragione…forse in alcuni casi e’ solo una forma di astigmatismo…ma se e’ cosi’ mi chiedo: esistono delle lenti che possano aiutare a non “interpretare” il fra le righe in modo sbagliato?

    credo di si; si chiamano “dialogo” ed e’, credo, l’unica cosa che conta.
    peccato pero’ che non sempre sia facile inforcarle quelle lenti…pero’ a volte succede…


  11. Ecco ora mi sento in colpa perchè ho preso il commento profondo e serissimo di Mucca per una battutaccia… e mancano due ore alla presentazione…
    Questo può avere effetti catastrofici

    Rileggerò tutto a mente calma

    0_0


  12. per come sto adesso la risposta mi sarebbe venuta fuori

    tagliente


  13. io trovo questo la scena descritta in questo post molto icastica…

    (pare voglia dire incisivo, efficace)

    🙂


  14. e allora, com’è andata? buffa coincidenza, oggi alle 12 c’era la conferenza stampa dell’iniziativa di cui fa parte la mia mostra, di cui fate parte anche tu e Claudia (presto ne parlerò sul blog)… “per fortuna” io non immaginavo che avrei dovuto parlare, è stato un trauma ma almeno mi sono risparmiata l’ansia preliminare
    +_+


  15. quante cose alle 12 di oggi!
    come sono andate???


  16. @Lophelia, Claudia: al prossimo post…

    :)))



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