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Luna puella pallidula

4 giugno 2008

(foto: Assiolo)

Luna puella pallidula,
luna flora eremitica,
luna unica selenita,
distonia vita traviata,
atonia vita evitata,
mataia, matta morula,
vampirisma, paralisi,
glabro latte, polarizzato zucchero,
peste innocente, patrona inclemente,
protovergine, alfa privativo,
degravitante sughero,
pomo e potenza della polvere,
phiala e coscienza delle tenebre,
geyser, fase, cariocinesi,
luna neve nevissima novissima,
luna glacies-glaciei
luna medulla cordis mei,
vertigine
per secanti e tangenti fugitiva
la mole della mia fatica
già da me sgombri
la mia sostanza sgombri
a me cresci a me vieni a te vengo

(Luna puella pallidula)
Andrea Zanzotto
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22 commenti

  1. AAAGHHHHH FANTASTICAAAAA!!!
    Perche io non scrivo cose cosi’???

    uffa!

    grazie!


  2. E’ semplicemente magnifica… dice tutto quello che c’è da dire, io non penso che avrebbe potuto fare di meglio. E come lo dice! Sembra che conosca anche ogni minima fibra interiore del corpo celeste… che possa prevederne ogni movimento, ogni sussulto. Caspita, è una dichiarazione d’amore.
    baci, Arte

    @henry: direi che non hai proprio di che lamentarti… anche tu scrivi delle poesie meravigliose 🙂


  3. @Henry, Ady: Questa poesia ha una storia. Forse è – anche – la ragione per cui sono qui ora, perchè scrivo poesie, perchè sono quella che sono.
    Una volta ero una puella pallidula alla quale questa poesia fu data come tema in classe.
    Il che dice tutto sull’insegnante. A proposito di persone che ti cambiano la vita, a proposito di quello che dicevamo (si può insegnare/imparare la poesia?)


  4. arte la mia quasi nipote ha un prof di lettere in seconda media che le insegna (a lei e agli altri alunni) a scrivere poesie li ha portati persino ad un torneo….

    io lo trovo fantastico!!

    tvb lunella pallida


  5. uffa! come puoi aver avuto una professoressa che proponeva tracce del genere se io dal primo giorno della supplenza vorrei far capire alle alunne che il latino è anche questo e, presa dalle attivitá curriculari, non ci riesco??:
    Catullo – Carmina Catulli – Liber I – 7
    Quaeris, quot mihi basiationes
    tuae, Lesbia, sint satis superque.
    quam magnus numerus Libyssae harenae
    lasarpiciferis iacet Cyrenis
    oraclum Iovis inter aestuosi
    et Batti veteris sacrum sepulcrum;
    aut quam sidera multa, cum tacet nox,
    furtivos hominum vident amores:
    tam te basia multa basiare
    vesano satis et super Catullo est,
    quae nec pernumerare curiosi
    possint nec mala fascinare lingua.

    Mi chiedi con quanti baci, Lesbia,
    tu possa giungere a saziarmi:
    quanti sono i granelli di sabbia
    che a Cirene assediano i filari di silfio
    tra l’oracolo arroventato di Giove
    e l’urna sacra dell’antico Batto,
    o quante, nel silenzio della notte, le stelle
    che vegliano i nostri amori furtivi.
    Se tu mi baci con cosí tanti baci
    che i curiosi non possano contarli
    o le malelingue gettarvi una malia,
    allora si placherà il delirio di Catullo.


  6. @Zefirina: Che bello. Pensa come si divertono, io mi sarei divertita (in seconda media, al liceo no, lì era già troppo tardi per divertirsi e troppo presto per fregarsene)

    Bacione.

    @Claudia: Professoressa?? Chi ha parlato di professoresse? Ben lungi, cara mia, ben lungi!

    😀

    C’era anche questo elemento qui, lo ammetto…

    Se mi avesse fatto leggere quel Catullo ad esempio sarei morta.


  7. mi ricordo quando disse: ” il verso finale rimanda chiaramente ad una simbologia sessuale” e noi lì come degli allocchi…di chiaro in quel senso avevamo allora ben poco! (parlo per me e per diversi altri)


  8. Disse questo??? E io dov’ero???
    Rimozione clamorosa!

    Allocca.


  9. Zanzotto mi piace tanto.
    La raccolta Meridiani è uno dei miei piccoli tesori…


  10. @Lapilli: Io ho una vecchia edizione degli Oscar Mondadori, non la scambierei per niente al mondo.

    🙂


  11. Mi piace molto ciò che ho letto di Zanzotto fino ad ora. Questa poesia è sicuramente visionaria, sognante quanto molto inconsistente e vuota. Credo che ricerchi il bello ma in sostanza non possiede tanto dietro questi splendidi versi. La luna è il soggetto più amato, vissuto, raccontato ma anche maltrattato, pasticciato e banalizzato dell’intera storia della poesia; non so come farebbe se dovesse comporre un’ode su dei soggetti meno ‘aulici’, come consigliò Neruda. Per esempio delle vecchie scarpe. Per esempio lo spazzolino da denti o gli spaghetti alla carbonara.


  12. @Michele: Io invece credo che la ricerca del bello sia l’ultima delle preoccupazioni di Zanzotto. Credo soprattutto che questa poesia NON parli della luna, che non sia aulica, e credo soprattutto che Zanzotto non avrebbe avuto nessun problema a scrivere un’ode allo spazzolino da denti.

    Ciao.

    🙂


  13. …soprattutto!

    😉


  14. adooooro Zanzotto!

    🙂

    p.s. quella è la luna su Malmoe?


  15. @Francesco: È l’atonia vita evitata.


  16. Lungi dunque era un professore!!
    e tu alunna innamorata….
    ci sono arrivata: allocca 🙂


  17. @Claudia: Ebbene sì.


  18. Questa non è poesia! Questo è logogrifo, gioco di parole, quesito da Sfinge della “versificazione”, sequenza che non ha anima né senso! Che si possa leggere un componimento del genere e che (cosa peggiore) una tale aberrazione possa essere apprezzata, è il segno eclatante della degenarazione del gusto e dell’arte.
    Un solo verso vero, e la discussione non si pone: “Che fai tu luna in ciel? dimmi che fai” (Leopardi) http://www.odanteobenigni.it/?p=1084


  19. Luna puella pallidula


  20. provaprovaprova


  21. Ciao vecchio babbione! Sì, dico proprio a te!! E lo SAI!!! Come io SAPEVO che saresti venuto qui a leggere!!!! E ci ho azzeccato, eccome!!!!! Ah, ovviamente non faccio nomi, l’importante è che sappiamo entrambi chi tu sia… Allora, sempre dietro a ROSICARE, tanto per cambiare? Guarda che fa male al fegato roderselo così: l’anno prossimo sono 70, dovresti cominciare a fare un qualche controllino alla prostata, comprare pannoloni, approfittare delle offerte Amplifon, e soprattutto passare meno tempo davanti allo schermo del PC ché già porti gli occhiali; piuttosto esci un po’ di più, Vigonza fa rima con “patonza” (mea culpa, ormai hai dimenticato da anni che significa) (sempreché tu l’abbia mai saputo). Se un’auto si ferma a Secinaro e non ne scende nessuno… Sei tu 🙂 Comunque, ti riporto la risposta che avrei voluto scriverti in quella pagina col sondaggio dove Benigni era 2° a pari merito con quell’altra là: “Con un nome o con un altro, ovunque in rete qualcuno osi fare un apprezzamento su Benigni arrivi sempre tu… Quanto ci metterai a rispondermi dopo che ti sarà stata notificata via mail l’ennesima risposta che non lascerebbe l’ultima parola ai detrattori di Benigni? Stiamo a vedere!”. Alla fine, ho preferito chiedere al “poeta” di cancellare sia la tua risposta (che nessuno avrà, ahimè, il (dis)piacere di poter leggere) che il mio commento, ma la mia successiva risposta eccola qua, finalmente pubblicata e da te letta! In ogni caso, vedo che hai smorzato la tua attività a seguito dei miei continui sputtanamenti dell’anno scorso, in particolare quello epico in cui ti fingevi persone diverse ma ti avevo sgamato davanti a tutti… Ah, che ricordi! E che goduria! Ad ogni modo ogni tanto do ancora un’occhiata in giro nel caso mi sia sfuggita qualche altra tua attività, od anche solo qualche pagina in cui vieni nominato, e non perdo occasione di spiegare a tutti chi “tu” sia veramente, con tanto di esempi e collegamenti alle relative pagine Internet, giusto per darti l’equo contrappasso per quel che tenti (t’illudi) di fare ad un grande Benigni, da cui non puoi che essere adombrato. Sai che non ho ancora capito, premettendo che ambedue le ragioni sono comunque concrete e reali, se il motivo principale per cui giri per la rete a parlar male dell’artista toscano (quello dei 2 Oscar, 4 David di Donatello, 6 Nastri d’Argento, 8 Lauree honosir causa ed una dozzina d’altri riconoscimenti internazionali), reclamizzando il tuo sito ed il tuo incunabolo, sia una comprensibile invidia che ti divora da dentro, in quanto un libraccio (lo sconosciuto poema mitologico in terzine dantesche edito da MarsiIio (ma esiste una casa editrice che si chiama così?!)) che non caga nessuno e che da nessuno verrà ricordato ti lascerà sempre all’ombra come meriti essendo tu solo un vetusto professorone spocchioso ricoperto di polvere, oppure si tratti più semplicemente di mero interesse economico, visto che sei ben conscio del fatto che al di fuori dei 4 gatti (e 3 cani, per citare la tua fine ironia da 1^ elementare che hai mostrato quando ti avevo smerdato pure sull’italiano (con la minuscola, neh!)) della tua cerchia di “Furî” le vendite del tuo libricino (ma si sa, a nessuno interessano le lezioni di uno “pseudointellettualoide”, la scuola dell’obbligo è bastata, sarà per questo che la gente preferisce Benigni a te, perché lui non si atteggia a professorino e riesce diversamente da te e da molti altri professori delle superiori ad arrivare al cuore della gente, suscitandole interesse ed emozioni, facendole amare Dante, non facendoglielo disprezzare come fanno i pieni di sé come te) sono pari a 0, così come la notorietà del tuo nome. Anche se, devo ammetterlo, in questo senso qualcosa sei riuscito a fare: con le decine di commenti negativi che ti sono arrivate su YouTube a seguito delle tue risposte, sei riuscito a farti proprio una bella pubblicità, e tutto da solo! Ooooochei, direi che ti ho umiliato abbastanza, sempre ammesso che tu sia arrivato a leggere fin qui. E se così fosse, spero non ti sia stancato troppo gli occhi. Dubito che qualche giornale, che non sia un qualche quotidiano locale, dedicherà mai un articoletto in 23^ pagina alla tua futura dipartita, ma se mai dovesse capitarmi di leggere la notizia da qualche parte, non temere: farò un brindisi. In tuo onore??? Macché: alla faccia tua!!! Baci XXX


  22. Caro Critico, non so con chi tu ce l’abbia, ma cerca di non fare la figura dell’ignorante: la Marsilio Editori di Venezia è una della più importanti case editrici italiane. Per il resto non so che dire…



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