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L’eterno ritorno

22 maggio 2008


Periodo, questo, di cambiamenti, traslochi, rinascite.

Jung direbbe: processi di trasformazione.

Proprio ora, una mattina, mi appare dal nulla una mail da una persona che non sento da dieci anni. Non so neanche come ha fatto a trovarmi. Mi dice che sta bene, che ha un figlio e una moglie, mi chiede se sono felice. Mi chiedo se lui è felice. Rispondo con frasi di circostanza per nascondere il panico.

E oggi è riapparso un altro fantasma dai meandri della rete, questo dopo ben venticinque anni. Si è materializzato attraverso una serie di circostanze, e improvvisamente mi ritrovo a rileggere le sue parole, e risento la sua voce, che so essere rimasta la stessa, ma come addolcita di antiche asprezze. Un fiume. Mi dice, tra l’altro: “Ci sei sempre stata”.

Nella mia vita, tanta gente è scomparsa nel nulla. Non c’è mai stato bisogno di una ragione. Ma ora, come per un accordo, alcuni stanno tornando, nel bene e nel male. Quelli che hanno continuato ad esistere nei sogni, o negli incubi, hanno di nuovo incrociato la mia strada, a dispetto del tempo e della distanza, come spettri o ricordi dorati.

Il passato non passa veramente. Nè quello che avrei voluto seppellire, nè quello al quale ho attinto nei momenti duri. Sentimenti eccessivi, o come mi scrive uno dei miei fantasmi, “eccesso di senso”. Eccessi da frequentare, riserve di bene e di male, eterno ritorno.

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13 commenti

  1. Il passato non passa veramente… Già, perciò bisogna, nei limiti, saperci fare pace… O litigarci furiosamente… Insomma, vietato nascondersi!!!
    Che belli questi ultimi post…

    P.S.: Non è che hai intenzione di scendere nel Bel Paese tra il 17 e il 24 agosto, vero??? Ovviamente puoi rispondermi in pvt…

    Baci bellissima…


  2. a volte tornano, è vero per qualcuno ci siamo state e sempre ci saremo, e così l’inverso, però ultimamente mi sto chiedendo se questi uomini che riappaiono nella loro vita, i miei quando sono in crisi, non siano semplicemente dei vampiri, mettono a repentaglio la mia stabilità e poi dopo aver dato un bello scossone alle mie certezze, dopo essersi fatti consolare, scompaiono per tornare alla loro vita e io devo ricominciare daccapo.

    Lo so che la “colpa” è la mia dovrei alzare barriere, dovrei dire basta, ma haimè non ce la faccio, questa continua fame d’amore mi rende insaziabile


  3. forse sarebbe meglio dire vulnerabile,


  4. @Antonio: Qualcuno citerebbe i corsi e ricorsi storici di Hegel, ma, per dirla con Guccini, noi non citeremo…

    Il passato non esiste, esiste un eterno divenire che è anche ciclico, e per rinnovarsi e crescere bisogna anche tornare sui propri passi per poi distanziarsene.
    Forse la vita sta cercando di darmi una mano in questo.

    Il 17 agosto io riparto dal Bel Paese!!! Scrivimi!

    @Zefirina: Si guarda indietro forse nei momenti di crisi, di debolezza, di solitudine, di disagio. Non è sempre così, a volte sono semplicemente le circostanze, incontri per caso una persona che non vedevi da anni, e le cose sono cambiate ma in fondo in fondo sono le stesse, e capire dove e come sono cambiate o sono le stesse è un processo profondo e un percorso importante.
    Ci sono anche i vampiri e gli zombie, quelli che devono provare qualcosa, i mortiviventi, i golem. Ma i più sono come noi, assetati di vita, amore, conferme, attaccati al tempo traditore come unica àncora, fragili e pericolosi.


  5. @ zefi
    avevi detto giusto
    non si può dire: da oggi basta! non mangio più! – oppure: ho assaggiato tutte le pietanze, non c’è più nulla da scoprire.

    Il passato non passa perché ci appartiene e gli apparteniamo, è la nostra libreria. Con i libri che continuiamo a leggere e quelli che abbiamo messo in seconda fila, ma che poi riscopriamo quando spostiamo quello davanti…


  6. panta rei…tutto scorre…la pesone tornano ma non sono mai uguali a come le abbiamo conosciute e spesso invece il rischio e’ di “sentirle” per come erano un tempo, perche’ in fondo i sentimenti, quelli veri, quelli non passano.
    secondo me ci vuole una forza incredibile per capire che quello che noi proviamo per qualcuno e’ diverso dall’oggetto del nostro sentire.
    ovviamente quando si vive insieme il sentire cambia con l’oggetto, si cresce insieme, quando invece si crea una rottura allora si crea una biforcazione: il nostro sentire si cristallizza, l’oggetto continua ad evolvere per conto suo e si rischia molto nel cercare di sovrapporre due realta’ che oramai sono diverse.


  7. @Mucca: Tutte le mucche sanno che ad esempio l’erba del vicino È sempre più verde…

    😀

    Mi piace quest’immagine della libreria, proprio adesso sto riordinando la mia (altro processo di trasformazione), e salta fuori di tutto.

    @Henry: Panta rei, tutto scorre, È vero, ma anche “niente è nuovo sotto il sole”… sono gli stessi elementi, ma combinati in sempre nuove costellazioni, circostanze, fasi, situazioni. Una parte di noi resta uguale, una parte è diversa. È vero quello che dici sul rischio di credere che tutto sia come prima. Per fortuna non lo è mai. Neanche con la persona alla quale vivi accanto ogni giorno.

    Sì, idealmente crescere insieme, ma anche imparare a riconoscersi per come siamo diventati diversi e innamorarsi ogni giorno nuovamente di questa setssa persona…


  8. “la felicita’ inizia ogni giorno”


  9. tre cose:

    – questa foto mi angoscia, preferivo quella del post precedente

    – 5 anni fa ho scritto una mail a una che non vedevo (e non vedo tuttora) da più di vent’anni.
    io la cerco perché vorrei, per citare Jonathan Coe, “chiudere il cerchio”.
    ma lei. giustamente, è restia e non sono ancora riuscito a dirle nulla e anzi ci ho rinunciato.
    scrivo racconti e post su di lei e la sogno una volta alla settimana in compenso.
    forse non è vampirisomo solamente ma necessità di esprimere qualcosa che prima, vent’anni fa, neanche si era in grado di sentire o di capire.

    – io fino al 17 agosto sono praticamente a tua disposizione…


  10. @Francesco:

    1)La foto è un po’ angosciante in effetti. Nelle mie intenzioni doveva rappresentare il mito della caverna, le idee perfette e le ombre che vediamo passare… no eh?

    2)Vorresti chiudere il cerchio o vorresti la quadratura del cerchio? A volte me lo chiedo anch’io, su me stessa.

    3)A mia disposizione? Dove ho messo il frustino?

    😉


  11. pensa invece a me questa foto non angoscia anzi mi piace pensare che dal buio di una grotta si possa intravedere la luce, una speranza.
    Anche io a volte vorrei scrivere o sentire qualche persona cara per chiudere il “cerchio” come in quel film con Bill Murray Broken Flowers, ma non so se servirebbe a molto, io sono cambiata in questi anni, cosa potrebbero dirmi della me di allora che non so?
    Arte purtroppo da me tornano solo i vampiri!


  12. @Zefirina: Si vede che tu hai il sangue dolce, come io con le zanzare…

    😉


  13. il passato non passa ma, come ha scritto qualcun’altro, quello che è successo una volta sola in realtá non è mai successo.

    certo comunque che la posta elettronica ci espone Molto più di quanto abbia fatto la posta cartacea per decenni!



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