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Dura lex sed lex

9 aprile 2008

(foto: raptortheangel)

Alcuni ottimisti parlano di un massimo di cinque mesi. Io, invece, credo che la pena da scontare sarà più lunga. Io dico che, se mi dessero sei mesi, ci farei la firma. In realtà, temo l’ergastolo. I capi d’accusa sono pesanti, aggravati dalla ripetizione del reato: illusione preterintenzionale, mancanza aggravata di obbiettività, rifiuto colposo e plurimo di confrontarsi con la verità. Le prove a mio carico sono schiaccianti.

Il pubblico ministero è un osso duro, come le pietre di cui ama adornarsi. I suoi ragionamenti non fanno una grinza. Andrà fino in fondo. Per il mio bene, ma anche per statuire un esempio. È dura e pura, e animata solo da un amore sviscerato per la giustizia.

Il difensore è a posto, di chiara fama e manto pezzato. Non so se mi crede. Ha un linguaggio un po’ contorto, ma conosce bene la legge. Mi fido di lui. So che chiederà tutte le attenuanti del caso. Dirà che sono stata provocata, che, almeno io, non ho lasciato in giro morti o feriti. Purtroppo, però, i precedenti penali ci sono, numerosi e molto indicativi di una tendenza a recidivare. Al massimo, riuscirà a negoziare uno sconto della pena per buona condotta durante le precedenti detenzioni. Si appellerà alla clemenza della corte.

Il giudice però è il Grillo Parlante. Lo temo moltissimo, soprattutto perchè crede molto nello scopo educativo della pena. È noto, oltre che per la sua passione per le macchine d’epoca, per la sua inappellabile severità.

La giuria popolare è eterogenea. Poeti, musicisti squattrinati, attori e saltimbanchi, persino qualche persona seria. I più, lo so, proveranno pietà per me, anche se questo non servirà ad accorciare la pena.

Se poi dovessi svenire, ci sarà anche un medico in sala.

La rappresentante della stampa è dalla mia parte. I suoi servizi metteranno in evidenza il caso umano, anche se verranno relegati in una fascia oraria disagiata. Quanto alla fotografa, so cercherà di riprendermi dall’angolazione migliore.

Non resta che aspettare la sentenza. Se mi va bene, tra un anno ne sarò fuori.

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16 commenti

  1. tranquilla: essendo rea confessa puoi scegliere il patteggiamento; hai diritto ad uno sconto di pena di un terzo, per cui nella peggiore dell’ipotesi sono trent’anni, niente ergastolo!
    Certo, difficile evitare le aggravanti, (vista la recidiva), ma se l’avvocato è bravo riuscirà a compensarle con le attenuanti (vista la buona fede) e vanno pari.
    Il pubblico ministero è un bastardo, anzi una bastarda (con rispetto parlando) chiederà una pena esemplare come monito per tutte e tutti, ma qualcuno dovrebbe informarla che, nei paesi in cui vige, la pena di morte non incide sul numero dei reati commessi.
    Il medico ha già pronti i sali.
    La copertura stampa sarà discreta, niente riprese in aula nè domande ai parenti, solo la cronaca nuda e pura come l’imputata. Le foto la ritrarranno in tutto il suo splendore e i fan tiferanno per l’assoluzione e poi le scriveranno lettere appassionate in carcere.
    Ma detto tutto ciò, il Grillo Parlante crede nella rieducazione, (è un magistrato di vecchia scuola, fedele alla Costituzione) pensa che la pena debba essere occasione formativa e non vendetta: capace ti eviti il carcere e ti condanni solo ai lavori forzati.

    🙂

    p.s. se invece finisci in galera, col sovraffollamento che c’è rischiamo di dividere la cella…

    p.s. (2) tira fuori il passaporto e chiedi di avere il processo in Italia: qui (ricorderai) la certezza della pena è relativa, i gradi di giudizio infiniti, sarà un po’ lunga l’attesa, ma magari cade pure in prescrizione!


  2. potresti sempre invocare la seminfermita’ mentale e cavartela con un po’ di terapia.

    e poi comunque conoscendo alcuni membri della giuria voglio vedere con che coraggio ti condannano.


  3. @Iko: L’unica luce nel tunnel è che divideremo la cella da ergastolane, mi sa.
    (stesso avvocato, sospetto…)

    @Henry: Grazie per la seminfermità mentale!!!
    😀

    Credo che il giudice in questione creda molto nella funzione formativa della terapia, forse ho qualche speranza…

    Sì, voglio vedere con che faccia mi condanneresti!


  4. salvo che il giudice in questione per terapia intende mazzate nelle reni… 😀


  5. Henry, mi sa che il giudice non ha gradito… ha sospeso il giudizio, la corte di è ritirata per deliberare…
    aspetto la mazzolata

    😉


  6. ego te absolvo

    intanto non si sa mai

    se proprio ti mettono dentro ti porterò le arance

    ti puoi sempre appellare alla facoltà di non rispondere oppure potresti addurre la scusa che ti sei persa anche a te stessa (cito un ex che era svanito nel nulla, alla mia richiesta di spiegazioni mi dette questa: si era perso anche a se stesso)


  7. @zefirina,: rido rido rido! il tuo ex è un genio!
    degno di questo mio: “scusa, potevi dirmelo che sei sposato”, “non me lo hai chiesto”


  8. @Zefirina, Iko: mi state facendo morire dal ridere…
    😀
    😀
    😀

    (e lo scopo terapeutico del post è raggiunto…)


  9. Il difensore credo si appellerà proprio all’infermità mentale.
    Anche perché, conoscendo ormai il genere di reato, di fronte a questi casi si trova a dover scegliere se accettare: il capo d’accusa inchioda la cliente, sulla reiterazione non gli sono stati forniti gli atti dei procedimenti precedenti e sicuramente non ha intenzione di richiederli, dovesse veramente ricredersi dell’incarico.

    Nella sua arringa alla corte parafraserà un testo consultato per caso e si affiderà a queste poche parole:
    – Perdonatela, perché non sa quello che fa!

    (La via di una difesa più argomentata potrebbe essere controproducente: i giurati, non capendo niente del discorso, pieno di incisi e richiami non troppo chiari, si troverebbero di fronte alla scelta di una condanna esemplare, punendo così anche l’avvocato, che ormai screditato, rinuncerebbe al proseguo della carriera).


  10. Dalla seminfermità ormai siamo già all’infermità…

    (Comunque, come appunto dicevo, quest’avvocato è un po’ contorto, ma buono e anzi quasi Santo Subito!


  11. ergastolo? esagerata!!

    io me la sono cavata con un anno e ora sono fuori in semi-libertà…

    ogni pena ha la sua fine e ricorda poi che in carcere si ha tanto di quel tempo per leggere.
    nel tuo caso però io propenderei per una condanna simbolica, tipo quando hanno fatto fare per un giorno la spazzina a Naomi Campbell.
    che ne diresti di un anno senza computer?


  12. iko un po’come nella barzelletta:
    scusi sa l’ora??
    si!!!

    la battuta dell’ex ormai è un cult fra la cerchia degli amici, la usiamo alla grande 😉


  13. @Francesco: Ora, a parte che il paragone con Naomi Campbell da un lato mi lusinga anche, se mi dessero una pena simile accetterei subito (basta che non devo andare con Briatore).

    Un anno senza computer però nooooooooo….

    😉

    @Zefirina: Nessuno è mai sposato, e se lo è, è in crisi.

    😀


  14. @arte lo so lo so non lo sapessi ma lo so che è così


  15. ma il movente e l’arma del delitto quali sono????
    baci…
    P.S.: ho ucciso il mio blog. ma l’omicidio è del tutto colposo… poi saprete…


  16. Antonio…per il movente si va sulla psicanalisi, e quanto all’arma del delitto, le parole sono pietre.



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