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Ognuno di noi

7 aprile 2008


foto: Lophelia

“Ogni volta che abbiamo a che fare con un altro essere umano, abbiamo sempre in mano un pezzo della sua vita. Può trattarsi di poco: uno stato d’animo passeggero, un’allegria che soffochiamo o risvegliamo, una sofferenza che leniamo o rendiamo più acuta. Ma può trattarsi di così infinitamente tanto.
Ognuno di noi ha in suo potere di rendere felice o meno la vita di un altro.”

(K.E. Løgstrup)

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26 commenti

  1. parole sante.
    e tutto questo e’ terribile e bellissimo allo stesso momento.
    la cosa incredibile e’ che alle volte basta cosi’ poco…


  2. E’ il bello della vita!


  3. @Henry: Sì, anche a me quando ci penso fa un po’ paura, anzi direi forse sgomento.
    Forse siamo più consci dell’effetto che hanno gli altri su di noi che di quello che abbiamo noi sugli altri. Io, almeno, in questo senso devo lavorare un po’.

    @Carla: Il bello, e a volte il brutto. Dipende.


  4. È la mia riflessione di questi giorni, lo spunto preso da una lettura.
    Come dice arte, spesso non pensiamo al pezzo di vita che chiediamo, prendiamo agli altri o, come ho letto, non sempre proviamo ad andare allo stesso passo di chi abbiamo accanto, o proviamo a vedere le cose da un’altra posizione.
    E voglio allontanarmi dalla paura, perché altrimenti mi sentirei come su un campo minato.
    È questione di fare allenamento, lo diceva qui Iko tempo fa. Imporsi, senza essere altri da se stessi, di ritrovare certe attenzioni (io l’ho intesa così).


  5. @ Lophelia: Bella la foto!


  6. è verissimo, ma se siamo di quelli che hanno il potere di scatenare fiumane di confidenze, dobbiamo solo stare attenti a “sentire”, a volte basta anche solo questo


  7. @Mucca: Lo sgomento di cui parlavo è un po’ quello che sento sempre quando vedo o sento cose molto belle. Ad esempio quando io parlo e ho la sensazione che l’altra persona mi capisca, o di capire esattamente cosa sta dicendo l’altra persona.
    Ritrovare certe attenzioni.
    Basta poco, molto poco.

    Come dice Zefirina, a volte basta solo saper ascoltare.

    @Zefirina: Io scateno fiumane ma sono fiumana io stessa, c’è a volte un travolgimento reciproco!
    A volte invece mi è successo che qualcuno si è aperto con me, mentre io non sono riuscita ad aprirmi con lui/lei.


  8. Mi capita a volte, durante le visite in corsia, di assistere a questa specie di violenza fatta di parole sbrigative dette da alcuni medici per eludere la paura o l’insistenza di alcuni pazienti… Lì sicuramente si gioca a nervi scoperti, ma spesso la cosa è veramente intollerabile perchè gratuita e oltrettutto a volte tollerata dai colleghi in nome del “rispetto professionale”… Io penso che per far star bene gli altri bisogna stare bene in noi stessi, altrimenti si alimenta solo la loro infelicità…

    Arte, se non sbaglio lì parlavamo della lista nozze, no?


  9. posso fare la damigella?!
    sicuro troverei un abitino adatto 🙂


  10. @Antonio: “Gratuita”… parola calzante: non costa niente fare del male con una parola, non costa niente neanche fare del bene. Una cosa che non ho mai capito è perchè alcuni si preoccupino tanto di “non illudere” l’altro, molto più che di non fargli del male. Come se consolare e illudere fossero la stessa cosa.
    Come se fossimo tutti degli idioti.

    Giusto, la lista di nozze! L’avevo dimenticata… era da Cozzari, no?

    @Iko: Damigella aggiudicata, ma solo a patto che tu faccia coppia con Sergio in frac.

    😀


  11. pensiero stupendo.

    Sono d’accordo al 100%. Io ci tengo alle vite degli altri.


  12. uh ma quanti bei matrimoni ci sono in programma… 😀


  13. siamo tutti materiale sensibile…a volte ci si rende conto del “male” fatto inconsapevolmente ad un altro solo quando ci si trova nella situazione capovolta, almeno a me è successo.


  14. @Chiara: “Le vite degli altri” è un film bellissimo che mi ha insegnato molto, e sono sicura che è piaciuto anche a te.

    @Henry: Io spero che almeno uno diventi realtà (e non dico quale!)
    😀

    @Lophelia: Verissimo. Forse il problema è che la nostra sensibilità aumenta proporzionalmente alla nostra vulnerabilità, cioè alla posizione di “inferiorità” nella quale a volte la vita ci mette… essere quello che ama di più, insomma. Allora ci appare dolorosamente chiaro come doveva sentirsi l’altro quella volta in cui ci dava quasi fastidio la sua presenza.
    Anche a me è successo (faccio outing).


  15. mi è piaciuto così tanto che ieri l’ho fatto vedere agli studenti 🙂

    ps. non hai linkato il mio blog ma 1 solo post 😉


  16. @Chiara: Io quando lo vidi pensai subito a te e ai tuoi studi.
    Che bello.
    🙂

    Ho linkato solo un post?? Ecco perchè non scrivevi mai altro… e io che mi preoccupavo…

    (che figura)

    😀
    😀


  17. Quanta verità in poche semplici frasi.
    Tutti dovremmo averle ben impresse nella memoria, ogni attimo della nostra vita.


  18. per quanto mi è possibile cerco sempre di rendere felici gli altri, ma non sempre ci riesco.


  19. @Astralla: Che piacere la tua visita!
    E sono d’accordo con te.

    @Napolino: Io credo che nelle nostre intenzioni tutti noi vogliamo sempre rendere felici quelli di cui ci importa qualcosa. Il problema forse è essere maggiormente consapevoli dell’effetto che hanno nostri gesti e parole, apparentemente insignificanti, positivi o negativi, nei confronti di chiunque ci sia vicino, anche brevemente, anche per caso.


  20. se già riusciamo a non renderli infelici è un bel successo
    🙂

    vabbè, troppo pessimista: se già riusciamo a regalare un sorriso è un bel successo (la felicità è roba ardita)


  21. @Iko: Già se non ci prendiamo a pesci in faccia è un successone!!
    😀

    La felicità è roba da livello avanzato, io ad esempio, anche se non si direbbe, sono una grande estimatrice dell’allegria (anche detta letizia).


  22. perché affanarsi?


  23. Arte, sono ripassata. ed ho letto il post del medico. Mai mi ero resa conto così a fondo di quello che poteva essere ricevere una notizia del genere. Quando capita ad un altro, per quanto ti possa essere vicino o vicinissimo affettivamente, lo accetti con sgomento e subito cercando le parole per consolare. Ma tu hai reso il senso di rabbia e di scoraggiamento, anche di repulsione del diretto destinatario.
    è che purtroppo un medico deve continuare a spiegare sul livello logico e operativo.
    Mah. Quanto si lega a quello il tuo ultimo post.


  24. @Claudia: Sì, i due post sono legati, perchè siamo tutti esseri umani prima che medici o pazienti o antropologi, e qui secondo me sta la nostra forza e la nostra debolezza.
    In fondo, entrambi i post parlano di relazioni, e di quanto sia importante essere emotivamente generosi. Nel post del medico non volevo in verità concentrarmi sulla brutta notizia, ma su come tutti noi siamo una rete di relazioni, un tessuto umano interconnesso, e tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri.


  25. Bellissima quest’atmosfera (Lophelia) e davvero bellissima questa riflessione…
    E proprio questo che ci rende cosi’ fragili e forti in modo cosi’affascinante…Si’, sara’ anche brutto in certe situazioni, ma pensandoci bene ci fa riflettere anche sul fatto che siamo cosi’ uguali e piccini:-)

    Ma mi sa che mi sono persa roba in questi giorni pigri di assenza: ma chi si sposa??:-D
    Via, ripensaci, chiunque tu sia…;-P

    SI


  26. Chi si sposa? Io e Antonio, tanto per cominciare, ma non abbiamo ancora fissato la data. È un matrimonio contrastato dalla presenza dell’Innominato e da diversi bravi, io poi sono una madonnina infilzata, insomma ci siamo capite.

    😉



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