h1

Bosforo

30 dicembre 2007

Sospesi tra due rive di velluto
profumate d’ibisco
iridescenti d’alghe sul riflesso
dell’altra riva
siedono i commensali.
Tra catene di sguardi
come mandorle duri
guizzi di denti
frustano di piacere il loro sangue.
Denso sussurro d’acque li tormenta
resine scure e carezze di miele.


Nero

cala il sipario di una petroliera.

Si spegne
il lampo di magnesio della luna
e l’attimo si perde tra le rive
affogando in silenzio.
E riemergono i pesci

oltre la linea d’ombra dei piloni
tra le scaglie d’argento,
pesci, e relitti, e ciglia di sirena.
Cambia il tempo.
E un lume solitario
danza lontano verso il Corno d’oro.

Annunci

19 commenti

  1. Arte, questa poesia è incredibile.
    Le ‘catene di sguardi’ mi hanno fatto pensare a collane indissolubili di legami, di carne arsa dal sentimento della vita.
    Non sarò la persona giusta, ma questo voglio dire: se non hai toccato il cielo del genio di un’opera d’arte al di là dello spazio e del tempo, ci sei andata certamente molto vicino. Così mi pare.
    Grazie.


  2. Arte…le tue poesie non le commento più perchè le parole mi s’incagliano…mi associo a michele.

    Tanto che son qui ti auguro un futuro pieno di cose belle e di felicità, che so quanto sei sensibile alle cose belle…
    Auguri!!!


  3. No, scusate ragazzi, calma che mi fate veramente arrossire.

    @Michele: Addirittura il cielo del genio!!

    O-O

    Che dire…ti ringrazio molto. “Carne arsa dal sentimento della vita” poi è bellissimo. Sono contenta che tu abbia capito.

    @Kabalino: E invece i tuoi commenti per me sono sempre un grande onore, per la tua sensibilità e perchè sei tu.

    Ricambio di cuore.


  4. Mi sembra un’ambientazione anni ’30-40… Quasi come in “Casablanca”, anche se geograficamente non ci siamo… Che bel gioco di luci, sospese, esotiche, lontane, e sullo sfondo il profilo nero di due volti vicini e affrontati… mi svuoto quel tanto che basta per accogliere il nuovo anno…
    Grazie arte, inizierò con una “splendida” poesia…
    Un bacio, tanti tanti auguri…

    P.S.: Fabio, con la bocca piena di cioccolato con scorze d’arancio, mi fa cenno di salutarti…


  5. ho rivisto instanbul
    mi sono ricordata di quanto sono stata felice
    grazie

    quando leggo le tue poesie è come sognare ad occhi aperti, vedo le immagini che scorrono così come le descrivi tu


  6. Urte berri on!


  7. buon 2008, arte. di cuore.


  8. @Antonio: Buon anno anche a voi (mi sembra proprio di vederlo, Fabio a bocca piena…)

    @Zefirina: Grande complimento, grazie.

    @Francesco: On berri!
    (fatti vivo scemo che io mi preoccupo sempre)

    @Matteo: Anche a te, di cuore e di pancia.


  9. Bellissima poesia Arte! (Va beh, dato che passavo di qui non potevo esimermi, ma come sai di poesia non capisco un acca 🙂

    Ma insomma passavo di qui per farti gli auguri: buon 2008!


  10. stai tranquilla, si sopravvive a tutto (e poi magari ti viene quello di cui ti occupi tu)…

    🙂

    ti (vi) faccio un regalo di fine anno, ricopiando parole scritte da qualcuno che mi è molto caro:

    In sostanza, la bugia è razionale, non solo quella del principe, ma anche quella del bambino che nega di aver rubato la marmellata. Però presup­pone uno stato di belligeranza; non è compatibi­le con le’ necessità e i valori della convivenza u­mana. Per superare questo intoppo accade, tan­to più comunemente quanto più la società è civi­lizzata, che la bugia si mimetizzi, si nasconda, si annidi nel cuore dell’uomo (cioè, come direbbe il dottor Freud, venga rimossa); e così si trasfor­mi in ipocrisia: non più un’azione logica, benchéostile, ma un fenomeno psicologico, incontrolla­to e quindi più dannoso.
    Ai moralisti ‘puri’ bisognerebbe chiedere, allora, se di questo fenomeno che sfugge al vaglio della coscienza e ha le sembianze della buona fede, di questo fenomeno, dunque, più o meno inconscio nel senso freudiano del termine, siamo o non siamo moralmente responsabili. Vale a dire, se siamo responsabili solo di ciò che facciamo con piena coscienza; o anche di essere ciò che siamo (per esempio, di essere “tutta una bugia”) e di ciò che facciamo per conseguenza. Nella pedagogia tradizionale la questione veniva regolata in modo molto sbrigativo: se un bambino veniva­ rimproverato di qualche malestro, cercava di scusarsi dicendo: «Non l’ho fatto apposta », la scusa veniva rifiutata con l’inevitabile commento: « Ci mancherebbe altro! ». Volendo con ciò significare che la responsabilità è oggettiva, la buona fede non giustifica, e tocca a noi migliorare noi stessi. Dirlo al bambino è facile, perché migiorare se stesso – imparare, diventare giudizioso e responsabile – è il suo compito specifico. Dirlo all’adulto è più difficile, perché l’adulto ha altre cose per le mani, ma sul piano morale non cambia nulla (« L’uomo è figlio del bambino » – dice Freud): chi rinuncia a migliorare se stesso, è indulgente con se stesso, è compiaciuto di se stesso, assomiglia al fariseo del Vange1o, è un ipocrita, morto alla vita morale,”un «sepolcro imbiancato» (Mt, 23,27).
    Una teoria scientifica dell’inconscio, come quella freùdiana, cambia qualcosa in questo quadro? Forse qualcosa, ma nulla di essenziale.La nozione di inconscio è un presupposto necessario anche se non esplicito,del concetto di ipocrisia, ed è un presupposto necessario, anche se non dichiarato, di qualunque psicologia deterministica (come quella, ad esermpio,che ispira le Massime di La Rochefoucauld e che costituisce l’ordito, il necessario sottinteso del suo pessimismo). Da sempre, quindi, la responsabilità morale è chia­mata non solo a controllare, azione per azione, l’operato del singolo individuo, ma anche a scen­dere nei recessi dell’anima umana, dove la lotta fra il bene e il male avviene in modo più ambi­guo e selvaggio, dove si scontrano esigenze non tanto logiche quanto emotive, estetiche, passio­nali, e dove bugia e verità si scambiano spesso le parti. Quando il teologo parla di grazia, è a que­sto livello che la vede operare.
    Scendere nel proprio abisso interiore per debel­lare l’ipocrisia e conquistare la verità («In interio­re homine stat veritas» dice sant’Agostino) equiva­le a ciò che nel mito è la discesa agli Inferi: un’impresa eroica. Se, più modestamente, ci li­mitiamo a fare qualche sforzo per conoscere noi stessi – premessa indispensabile a qualsiasi mi­glioramento – ricordiamo comunque l’avverten­za del duca di La Rochefoucauld (Massima 458): «Nel giudicarci si avvicinano alla verità più i no­stri nemici che noi stessi».

    da “L’AUTONECROLOGIA DI JONATHAN SWIFT” di Lodovico Terzi – Ed. Adelphi


  11. Sai, ci sono stato per la prima volta a settembre. Poi, dopo solo due mesi, ad inizio novembre, ci sono dovuto ritornare.
    E’ una città che mi è entrata nel cuore.
    La poesia è molto bella e leggendola mi sono ritrovato là.
    E’ come se tu avessi descritto le sensazioni che ho provato in quei giorni…

    Grazie,
    e
    Felice Anno Nuovo!!

    G.


  12. @Fabio: Anche a te, un favoloso 2008.

    @Francesco: Anche se non capisco bene il nesso col post, non posso (possiamo) non condividere le parole di questa citazione.
    Uno potrebbe anche andare ancora oltre.
    Altro che discesa agli inferi, se uno tenta di lottare contro quelle “esigenze” (io le chiamo bisogni)ci vogliono le palle di gente come Simone Weil.
    Ma forse potremmo parlarne altrove.
    Buon anno (ebdi gulli urte!)

    @Gianfranco: Anche a te!
    Anch’io a Istanbul ci sono stata di settembre, poi però non ci sono (ancora) tornata. Ma è solo questione di tempo.


  13. siamo già nel 2008? mi sembra quasi che la mia testa si sia incastrata in un collo di bottiglia. il 2007 mi ha dato gioia ma anche grande incertezza, il primo giorno di quest’anno mi ha fatto scoprire ‘Irina Palm’, un simpatico film su una nonna masturbatrice. se questo è un presagio, non mi piace affatto.
    🙂


  14. ma che bel blog


  15. I miei più sinceri e sentiti complimenti.
    Ciò che scrivi è bellissimo e assolutamente coinvolgente.
    FRANZ


  16. @Michele: Ma che filmazzi ti vai a guardare!!
    Le nonne non si masturbano MAI, sappilo.

    @Festen: Ma che bel nome: “La festa”. Che tu sia il benvenuto.

    @Franz: Ti ringrazio, e ti dò il benvenuto.


  17. Buon 2008 e che il nuovo anno sia come attraversare quel ponte o superare quello stretto, che ci apra comunque verso nuovi paesaggi (anche se come dice De Gregori, oltre il confine non troviamo fiori diversi…)

    pssss arte, quella nonna la pratica a terzi, shhhh


  18. @Mucca: Ricambio gli auguri.

    Sssshhh!!!


  19. sigh… non ho parole…
    ;D
    ;D



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: