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Vi giuro

3 ottobre 2007

Vi giuro che mi è successo veramente. Proprio oggi.

Pausa pranzo. Ambiente ipermoderno, tavolini in legno di betulla, vetro, lampade svedesi anni sessanta, luce autunnale. Siedo di fronte alla mia collega, mangio un’insalata condita di lontananza. Ho voglia di vuotare il sacco.
“Devo confidarti una cosa. Sono innamorata.”
Lei sgrana gli occhi. “Davvero? E di chi?”
“È una storia complicata”, inizio io.
“Di me?” fa lei, con tono SPERANZOSO.
Poso la forchetta. Non scherza.
“No, non di te…”
“Ah. Ma poteva essere, no?”
“Eh beh certo, poteva essere, ma non sono innamorata di te.”
“No, perchè a volte una può provare sentimenti così anche per una collega…”
“Come no. Ma non sei tu. Non sono innamorata di te”.
“Hmm. E chi è?”
“Uno. Storia complicata.”

Finiamo di mangiare, in completo silenzio.

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48 commenti

  1. sono sgomento


  2. sono sgomento


  3. hertz: per cosi’ poco? non dimenticarti di chi e’ violante…

    arte: rubacuori!!!


  4. non dovevi parlare dell’aumento dei prezzi?

    🙂


  5. Arte è il re Mida dell’amore… Chiunque tocchi, costui (o costei…) si innamora di lei…
    ;o)))
    Ma fammi capire, questa collega cova segrete passioni per te?


  6. @Hertz: Piccolo!!!

    @Henry: Ma, ancora una volta, Violante è innocente!

    @Francesco: E tu, non dovevi tradurre Da Ponte in foggiano??

    @Antonio: Come no, il re Mida.
    Guarda, non lo so e preferisco non saperlo, la mia vita è già abbastanza complicata così com’è. Meglio fare come se niente fosse.


  7. @Hertz: Piccolo!!!

    @Henry: Ma, ancora una volta, Violante è innocente!

    @Francesco: E tu, non dovevi tradurre Da Ponte in foggiano??

    @Antonio: Come no, il re Mida.
    Guarda, non lo so e preferisco non saperlo, la mia vita è già abbastanza complicata così com’è. Meglio fare come se niente fosse.


  8. pure io sono un disastro con le dichiarazioni. è un talento, o ce l’ hai, o niente. francesco, io da ponte in foggiano voglio proprio sapere come ti è venuto di farlo. angela


  9. ora però voglio sapere di chi sei innamorata. che è sta storia complicata. la tua simpatica collega poteva prima farti vuotare il sacco poi vuotare il suo. e così giocavate a sacco vuoto sacco pieno invece di mangiare silenziosa insalata!!!


  10. ora però voglio sapere di chi sei innamorata. che è sta storia complicata. la tua simpatica collega poteva prima farti vuotare il sacco poi vuotare il suo. e così giocavate a sacco vuoto sacco pieno invece di mangiare silenziosa insalata!!!


  11. Ma non ti eri mai resa conto di un interesse particolare da parte sua?


  12. “…L’amour est un oiseau rebelle
    Que nul ne peut apprivoiser
    Et c’est bien en vain qu’on l’appelle
    C’est lui qu’on vient de nous refuser…”

    firuli’…firula’…

    😀


  13. @Angela: Mai fatta la “dichiarazione” in vita mia. Al momento di parlare mi incarto e passo ai fatti.
    (Non che questo fosse il caso in questa situazione, chiariamo)

    Francesco sarà stato ispirato dalle aspettative del pubblico…

    @Roberta: A questo punto, il colpo di scena sarebbe se io dicessi: Ma di te, sono innamorata di te!

    Ah ah ah 😀

    (tranquilla…)

    @Lophelia: Il problema con le donne è che a volte è molto difficile distinguere l’amicizia da altre cose.
    Non lo so, quindi.
    Diciamo che ha un’evidente ammirazione per me.

    In questo, come in tutto il resto, gli uomini sono molto più semplici.


  14. @Henry: Ti ignoro, proprio.


  15. uffa…e perche’?


  16. a me è capitata più o meno la stessa cosa anche se la collega in questione non è stata così esplicita.


  17. @Henry: Oiseau rebelle…Firulì, firulà… ti diverti eh?
    😉

    @Chiara: E diciamolo! A me è capitato esattamente quattro volte, con questa.
    Parliamone, io credo che sia capitato a molte. Ma magari molte volte si sceglie di non capire.


  18. Uhm… Storia complicata…
    …e dillo, Arte, che ti sei innamorata di me e che io non posso ricambiare perché siamo incompatibili. Su, dillo.
    😀
    Comunque, se la cosa ti può consolare, alla gente che ha sale in zucca non capitano mai situazioni aproblematiche.
    Un abbraccio


  19. Uhm… Storia complicata…
    …e dillo, Arte, che ti sei innamorata di me e che io non posso ricambiare perché siamo incompatibili. Su, dillo.
    😀
    Comunque, se la cosa ti può consolare, alla gente che ha sale in zucca non capitano mai situazioni aproblematiche.
    Un abbraccio


  20. @Ady: non è un segreto per nessuno che Arte(mide) ami A(dy)pollo… ti rincorrerò per selve e valli, mio divino!

    😀


  21. Arte(mide)… Arte(mida)… Arte-Mida… Arte re Mida… vedi che tutto torna???
    ;o)
    Baci!


  22. :D!


  23. Cavoli, ma ora come fai a lavorarci insieme? Io sarei imbarazzatissima. O forse no, in effetti hai già chiarito la situazione.
    Però mi chiedo come abbia fatto la tua collega a credere che tu potessi riferirti a lei, voglio dire, va bene la speranza, ma un po’ di piedi per terra a volte non guastano.


  24. Arte-mina (vagante!)


  25. @arte: hai ragione.
    Ti racconto la mia esperienza (per ora sono a quota 2!!).

    Cena con colleghe:
    X: vi è mai capitato di avere una storia con una donna?
    XX: (tutte): no, mai…
    X: no, così giusto per sapere. Ma proprio mai?
    XX (tutte): mai
    X: però, anche se dovesse capitarvi..voglio dire, nulla di male. Tu Chiara che ne pensi?
    Io: di male niente solo che non penso mi possa capitare.
    X: perchè?
    Io: come perchè?? Perchè sono etero
    X: quindi?
    Io: quindi NON SONO ATTRATTA DA PERSONE DEL MIO STESSO SESSO!
    X: ma potrebbe capitarti, no?
    Io: la vedo difficile…

    La seconda volta, anzi, cronologicamente la prima è stata davvero subdola e non mi è ancora passata del tutto.
    1 anni di corrispondenza via mail con una ragazza…mi sembrava una bella amicizia. Mi viene a trovare e, ecco, praticamente si DICHIARA!
    Io le dico che pensavo fosse interessata a un’amicizia NON a una storia d’amore (!!) e lei SCOMPARE.
    Mai più sentita.


  26. @arte: hai ragione.
    Ti racconto la mia esperienza (per ora sono a quota 2!!).

    Cena con colleghe:
    X: vi è mai capitato di avere una storia con una donna?
    XX: (tutte): no, mai…
    X: no, così giusto per sapere. Ma proprio mai?
    XX (tutte): mai
    X: però, anche se dovesse capitarvi..voglio dire, nulla di male. Tu Chiara che ne pensi?
    Io: di male niente solo che non penso mi possa capitare.
    X: perchè?
    Io: come perchè?? Perchè sono etero
    X: quindi?
    Io: quindi NON SONO ATTRATTA DA PERSONE DEL MIO STESSO SESSO!
    X: ma potrebbe capitarti, no?
    Io: la vedo difficile…

    La seconda volta, anzi, cronologicamente la prima è stata davvero subdola e non mi è ancora passata del tutto.
    1 anni di corrispondenza via mail con una ragazza…mi sembrava una bella amicizia. Mi viene a trovare e, ecco, praticamente si DICHIARA!
    Io le dico che pensavo fosse interessata a un’amicizia NON a una storia d’amore (!!) e lei SCOMPARE.
    Mai più sentita.


  27. @Rodo: Ma scusa, perchè dovrei essere imbarazzata? Casomai, lusingata.
    Imbarazzata potrebbe forse essere lei, ma non mi pare che lo sia. Anche oggi ci siamo fatte un sacco di risate. È molto brava a fare le imitazioni.
    Come mai pensava che mi riferissi a lei? Ci ho pensato. Forse è stato il modo in cui ho iniziato la conversazione, molto imbarazzato. Ma era perchè ero imbarazzata a parlarle di me.

    @Lophelia: Arte MIIII… (pronunciato alla siciliana)

    😉

    @Chiara: Considerando la tua età, quota due non è male.

    La cosa più buffa del tuo racconto è quella frase che tutte ripetono: no, mai!!

    😀

    Ma secondo te, è sempre facile distinguere tra amicizia e amore? (a prescindere dal sesso degli interessati)


  28. @Rodo: Ma scusa, perchè dovrei essere imbarazzata? Casomai, lusingata.
    Imbarazzata potrebbe forse essere lei, ma non mi pare che lo sia. Anche oggi ci siamo fatte un sacco di risate. È molto brava a fare le imitazioni.
    Come mai pensava che mi riferissi a lei? Ci ho pensato. Forse è stato il modo in cui ho iniziato la conversazione, molto imbarazzato. Ma era perchè ero imbarazzata a parlarle di me.

    @Lophelia: Arte MIIII… (pronunciato alla siciliana)

    😉

    @Chiara: Considerando la tua età, quota due non è male.

    La cosa più buffa del tuo racconto è quella frase che tutte ripetono: no, mai!!

    😀

    Ma secondo te, è sempre facile distinguere tra amicizia e amore? (a prescindere dal sesso degli interessati)


  29. @arte: no, non è per niente semplice. Anche se è mi risulta difficile prescindere dal genere degli interessati.
    In alcuni casi in confini (amicizia/amore) sono molto confusi.

    E qui parte un’altra storiella autobiografica 😀 [se ti annoia cancellala! ]

    Alle superiori avevo -come la maggior parte delle ragazze- un migliore amico (mio compagno di classe) che adoravo. Passavo le ore di matematica a scrivergli bigliettini sulla mia vita e lui faceva altrettanto con me.
    Un bel giorno mi arriva un bigliettino con una frase che non dimenticherò mai “posso essere sincero fino in fondo? Chiara, mi attrai sia fisicamente sia mentalmente”.
    Da quel momento, nonostante fossimo entrambi fidanzatissimi, l’amicizia è entrata in una zona grigia indefinibile e bellissima. G. era rimasto il mio migliore amico ma..era anche l’amante che avrei tanto voluto avere. Gli sguardi sono diventati più intensi e durante gli ultimi 2 anni di liceo non ho MAI PIU’ seguito 1 ora di matematica. Andavo a scuola felice e odiavo la domenica. Facevo l’amore con il mio fidanzato pensando a lui.

    Siamo andati avanti così per 2 anni, convinti che fosse un’amicizia un po’ particolare, senza mai concretizzare i nostri desideri. Continuavamo cmq a dirci tutto con la consapevolezza di piacere -molto- all’altro.

    Finisce il liceo e ci troviamo ad una festa insieme. L’amicizia sfuma del tutto e prevale la passione.

    Sai qual è la morale della favola?
    L’amicizia non c’è più stata e l’amore era solo passione. Il tutto si è esaurito velocissimamente e non ci siamo quasi più sentiti.

    Amicizia & amore, in quel bellissimo periodo della mia vita, sono andati di pari passo e non ho mai capito quale fosse la differenza.

    Forse, ora che ci penso bene, non c’è.

    Notte.


  30. @arte: no, non è per niente semplice. Anche se è mi risulta difficile prescindere dal genere degli interessati.
    In alcuni casi in confini (amicizia/amore) sono molto confusi.

    E qui parte un’altra storiella autobiografica 😀 [se ti annoia cancellala! ]

    Alle superiori avevo -come la maggior parte delle ragazze- un migliore amico (mio compagno di classe) che adoravo. Passavo le ore di matematica a scrivergli bigliettini sulla mia vita e lui faceva altrettanto con me.
    Un bel giorno mi arriva un bigliettino con una frase che non dimenticherò mai “posso essere sincero fino in fondo? Chiara, mi attrai sia fisicamente sia mentalmente”.
    Da quel momento, nonostante fossimo entrambi fidanzatissimi, l’amicizia è entrata in una zona grigia indefinibile e bellissima. G. era rimasto il mio migliore amico ma..era anche l’amante che avrei tanto voluto avere. Gli sguardi sono diventati più intensi e durante gli ultimi 2 anni di liceo non ho MAI PIU’ seguito 1 ora di matematica. Andavo a scuola felice e odiavo la domenica. Facevo l’amore con il mio fidanzato pensando a lui.

    Siamo andati avanti così per 2 anni, convinti che fosse un’amicizia un po’ particolare, senza mai concretizzare i nostri desideri. Continuavamo cmq a dirci tutto con la consapevolezza di piacere -molto- all’altro.

    Finisce il liceo e ci troviamo ad una festa insieme. L’amicizia sfuma del tutto e prevale la passione.

    Sai qual è la morale della favola?
    L’amicizia non c’è più stata e l’amore era solo passione. Il tutto si è esaurito velocissimamente e non ci siamo quasi più sentiti.

    Amicizia & amore, in quel bellissimo periodo della mia vita, sono andati di pari passo e non ho mai capito quale fosse la differenza.

    Forse, ora che ci penso bene, non c’è.

    Notte.


  31. finalmente si parla d’amore. L’argomento mi prende assai.
    Ma in definitiva di chi sei innamorata? Diccelo con parole tue!
    😀
    Un abbraccio


  32. finalmente si parla d’amore. L’argomento mi prende assai.
    Ma in definitiva di chi sei innamorata? Diccelo con parole tue!
    😀
    Un abbraccio


  33. @Chiara: non solo non cancello la storiella, ma la trovo molto interessante.

    Diciamo che il confine amore/passione è molto più evidente di quello amicizia/amore, no?

    Sono tutte sfumature, gradazioni infinite. Non dico che sia facile prescindere dal genere, ma forse anche il confine tenerezza/passione è labile.

    @Lucia: Come, finalmente: a me pare che qui non si parli d’altro, questo è un blog noioso!

    Sono innamorata di una persona splendida, ti basta?
    Parlo di lui i tutti i post.

    Ciao cara, un abbraccio.


  34. arte: anche tu?

    lucia: anche lei!


  35. che bello essere innamorate, un po’ mi manca ma non trovo nessuno che faccia scoccare la scintilla…per ora…. sono con i remi in barca
    io non so dirti se ho mai suscitato passioni in qualche donna, anche perchè figurati non capisco mai e ripeto mai quando qualche uomo prova qualcosa che va al di là della semplice amicizia, mi dicono sempre che “so’ de coccio”, forse dipende dall’essere cresciuta con molti fratelli e cugini e aver frequentatoun liceo prettamente maschile, ero sempre considerata un loro simile… venivo coinvolta in giochi da maschiaccio perchè non sono mai stata una femminuccia!!!!
    salvo poi scoprire che i giochi da maschiacci erano il preludio di altri giochi…….

    sono un po’ tarda di comprendonio


  36. @Henry: anche noi! anche voi?

    @Zefi: siamo in due ad essere “tarde”. A me le cose me le devono non solo dire esplicitamente, ma anche ripetere spesso perchè io le capisca e ci creda.


  37. Sembra troppo la sceneggiatura di un film di Resnais, fantastico post. Anche un po’ Smiths a pensarci. Le luci anni ’60 e il cielo autunnale scandinavo rendono tutto ancora piu’ immensamente poetico. Su una scena del genere potrebbe ruotare un intero film per quanto mi riguarda, e sarebbe il film dell’anno.


  38. @Fabio: wow.


  39. Ho trovato questa cosa su Internet e mi sembra azzeccata al tema:

    «Ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, l’amicizia erotica con il maggior numero possibile di donne è la formula ideale del womanizer Tomas, che insieme desidera e teme le donne, quelle che arrivano con la valigia per stare, che offrono la loro vita e dopo aver fatto l’amore a letto ci vogliono rimanere, dormire accanto a lui tenendogli la mano: una cosa per lui insopportabile. Sabina è la sua migliore amica erotica, che la pensa come lui: meglio fare l’amore e rimanere liberi, indipendenti e senza impegni. Secondo la superficiale morale corrente o le ingenue idee comuni (kitsch), Tomas sarebbe considerato un mostro; mentre Sabina pensa che invece è lo stesso kitsch il mostro. Da questo inizio provocatorio prende le mosse l’autore, che osserva le cose da una prospettiva filosofica, ponendo tutto spregiudicatamente in discussione.

    Se fosse vera l’idea del perenne ritorno delle cose – secondo il folle mito di Nietzsche – allora Robespierre tornerebbe sempre a mozzare teste e Cristo ad essere inchiodato in croce, e la vita sarebbe per tutti un grave fardello pieno di doveri e responsabilità. Se invece tutto finirà irreversibilmente, allora si può anche vedere con distacco una morale perversa e anche condonare le stesse amicizie erotiche di Tomas, e la vita sarebbe più facile e leggera, senza responsabilità e conseguenze. Ma questa vita astratta da ogni impegno reale, non sarebbe in fondo un’ombra di vita, una “insopportabile leggerezza dell’essere”?

    Arriva Tereza con una pesantissima valigia e una espressione infantile, e Tomas ne è conquistato: come si può temere una donna tenera e indifesa come un bimbo? Gli piace anche dormire accanto a lei, insomma cede non solo al piacere, ma anche all’amore… pur mantenendo le sue amicizie erotiche. D’altra parte Sabina ha un altro amante, Franz, bello e aitante, ma contrario al suo mondo, un sognatore che crede nel kitsch che lei disprezza. Quando il povero Franz per amor di lei confessa alla propria moglie la loro relazione, Sabina fa l’amore con lui appassionatamente per l’ultima volta… e poi lo lascia!»

    Ebbene, è tutta la vita che vorrei essere Tomas ed è tutta la vita che mi ritrovo a essere Franz.

    Ultimamente però mi è successo qualcosa che mi ha destabilizzato molto.

    Diciamo che ho incontrato dopo cinque anni una donna che cinque anni fa mia piaceva molto. Solo che i nostri tempi non collimavano.

    Siamo usciti a pranzo. Lei è bellissima, molto più di cinque anni fa.

    Guardandomi negli occhi e riavviandosi i capelli dietro l’orecchio (particolare non di poco conto, anzi, particolare assai sensuale) mi dice «Ho capito che si vive una volta sola».

    Io lì mi sono sciolto dentro. La fede al mio dito pesava come il masso di Sisifo, bruciava come camicia di Nesso, era scomoda come il letto di Procuste.

    Ora non passa notte che non faccia sogni assai poco casti su di lei.

    Che fare? Un passo avanti, due passi indietro?

    Jos


  40. Ho trovato questa cosa su Internet e mi sembra azzeccata al tema:

    «Ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, l’amicizia erotica con il maggior numero possibile di donne è la formula ideale del womanizer Tomas, che insieme desidera e teme le donne, quelle che arrivano con la valigia per stare, che offrono la loro vita e dopo aver fatto l’amore a letto ci vogliono rimanere, dormire accanto a lui tenendogli la mano: una cosa per lui insopportabile. Sabina è la sua migliore amica erotica, che la pensa come lui: meglio fare l’amore e rimanere liberi, indipendenti e senza impegni. Secondo la superficiale morale corrente o le ingenue idee comuni (kitsch), Tomas sarebbe considerato un mostro; mentre Sabina pensa che invece è lo stesso kitsch il mostro. Da questo inizio provocatorio prende le mosse l’autore, che osserva le cose da una prospettiva filosofica, ponendo tutto spregiudicatamente in discussione.

    Se fosse vera l’idea del perenne ritorno delle cose – secondo il folle mito di Nietzsche – allora Robespierre tornerebbe sempre a mozzare teste e Cristo ad essere inchiodato in croce, e la vita sarebbe per tutti un grave fardello pieno di doveri e responsabilità. Se invece tutto finirà irreversibilmente, allora si può anche vedere con distacco una morale perversa e anche condonare le stesse amicizie erotiche di Tomas, e la vita sarebbe più facile e leggera, senza responsabilità e conseguenze. Ma questa vita astratta da ogni impegno reale, non sarebbe in fondo un’ombra di vita, una “insopportabile leggerezza dell’essere”?

    Arriva Tereza con una pesantissima valigia e una espressione infantile, e Tomas ne è conquistato: come si può temere una donna tenera e indifesa come un bimbo? Gli piace anche dormire accanto a lei, insomma cede non solo al piacere, ma anche all’amore… pur mantenendo le sue amicizie erotiche. D’altra parte Sabina ha un altro amante, Franz, bello e aitante, ma contrario al suo mondo, un sognatore che crede nel kitsch che lei disprezza. Quando il povero Franz per amor di lei confessa alla propria moglie la loro relazione, Sabina fa l’amore con lui appassionatamente per l’ultima volta… e poi lo lascia!»

    Ebbene, è tutta la vita che vorrei essere Tomas ed è tutta la vita che mi ritrovo a essere Franz.

    Ultimamente però mi è successo qualcosa che mi ha destabilizzato molto.

    Diciamo che ho incontrato dopo cinque anni una donna che cinque anni fa mia piaceva molto. Solo che i nostri tempi non collimavano.

    Siamo usciti a pranzo. Lei è bellissima, molto più di cinque anni fa.

    Guardandomi negli occhi e riavviandosi i capelli dietro l’orecchio (particolare non di poco conto, anzi, particolare assai sensuale) mi dice «Ho capito che si vive una volta sola».

    Io lì mi sono sciolto dentro. La fede al mio dito pesava come il masso di Sisifo, bruciava come camicia di Nesso, era scomoda come il letto di Procuste.

    Ora non passa notte che non faccia sogni assai poco casti su di lei.

    Che fare? Un passo avanti, due passi indietro?

    Jos


  41. Adesso devo stare MOLTO attenta a quello che dico.

    Vediamo:
    Caro Franz (von Assisi?),
    non ha senso opporsi all’assunto hegeliano dei corsi e ricorsi storici, nè al mito dell’Eterno Ritorno di Eliade, e tampoco a Nietszche, che di queste cose se ne intendeva.

    Diciamo che ultimamente, in un simile frangente (simile, non uguale) ho potuto constatare che di buoni propositi è lastricata la via dell’inferno. Che, secondo molti teologi moderni, non esiste.

    Tra Franz e Tomas preferisco Tomas, l’incredulo che deve toccare con mano le ferite, per credere.


  42. uhmmmmm…. cara Arte, che risposta complessa. Mi sembra uno degli esagrammi dell’I Ching.

    Ok, di buoni propositi è lastricata la via dell’inferno. Giusto, verissimo.

    Ma di cattivi propositi si va in Paradiso?

    Anche io comunque preferisco Tomas. Te l’ho detto, vorrei tanto essere Tomas.

    Ma come dicono a Napoli, chi nasce tondo non può morire quadrato.

    Però è anche vero che, come diceva un tale, non si può morire dee–ee–eentrooo….

    Franz (Ferdinand?)


  43. “Quel” tale

    (Oh, non è che sia uno dei miei cantautori preferiti eh! Io amo un altro genere di musica e di musicista)

    Non si può morire dentro
    Gianni Bella
    (1976)

    Se il nostro amore è un altro fallimento
    non me la prenderò con te, con lui o con il vento
    perché son stato io a sollevarti il mento
    perché non ti comprai e adesso non ti vendo

    Tu, bella e triste tu
    mi dicesti quando ti lasciai
    non si può morire dentro
    e morendo me ne andai

    Ora sono qui
    dopo un anno l’ho capito che
    non si può morire dentro
    e morivo senza te

    Abbracciami anche tu
    ci son troppe persone
    se no non lo farei l’amore qui alla stazione
    ma non restare lì a buttar via i minuti
    il mondo tu lo sai è degli innamorati

    Tu chi nascondi tu
    se c’è un altro dillo pure qui
    non si può morire dentro
    e sorridersi così

    Anche senza te
    bella sì ma triste non sarai
    non si può morire dentro
    e restando morirei
    un puntino tu
    la tua storia scrivere vorrei
    ma non si può morire dentro
    e restando morirei

    J


  44. @Jos 1: A me pareva che la risposta fosse anche troppo esplicita: “la via dell’inferno”… nel senso che, con tutte le buone intenzioni di questo mondo, le cose vanno come devono andare, e va bene così.
    Non esiste l’inferno come non esiste il paradiso. Esistiamo solo noi, e in noi c’è l’uno e l’altro, e basta e avanza.

    @Jos 2: Gianni Bella su questo blog non si era mai visto…
    Io mi ci sono un po’ persa, in quella canzone, con lui, lei, l’altro, sensa te, senza me, senza lei…

    Secondo me Gianni Bella è troppo difficile per me.


  45. è molto semplice, non ci sono molti personaggi, ce n’è solo uno che parla con sé stesso:

    “Anche senza te
    Bella sì ma triste non sarai”…


  46. Spero che Gianni Bella non sia una dissacrazione troppo devastante per un blog come il tuo Arte… In effetti è il trash più trash, anzi forse no, Marcella Bella è ancora più trash («Mi ricordo montagne verdi» e via decadendo, con tutte le variazioni di Vergassola).

    Diciamo che, con Gianni Bella, l’anima kitsch di Franz è venuta in superficie (altro che Tomas, come vedi!) e come un medium la scrittura automatica ha portato alla luce reminiscenze della mia tarda infanzia… Nel 76 avevo 10 anni…

    Perdono!

    Jos


  47. @Francesco: Aaaaahhhh!!

    @Jos: Ma quale dissacrazione… anzi, la vita è (anche) Bella, no?

    😉


  48. ah l’amour! Viva l’arcobaleno di colori che popola il mondo intero!Bel blog, posso aggiungerti ai miei link?



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