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Ghirigori

25 luglio 2007

Nel giro dell’ultima settimana:

qualcuno mi ha chiesto di sposarlo (ma scherzava)
qualcun altro mi ha detto che non ha mai neanche pensato a chiedermi di sposarlo (e non scherzava)
un altro ancora mi ha detto che se tornasse indietro mi sposerebbe (e forse diceva sul serio)

comunque, io non sono sposata
e non voglio sposarmi mai più
ma se anche lo volessi, non potrei

la vita è proprio complicata

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30 commenti

  1. iodico che più che la vita è complicata…la vita mi prende un attimo per il culo….
    vorrei un figlio…avrei fatto un figlio…no non lo voglio più…sei l’unico/a da cui lo vorrei…sposiamoci….ci sposiamo…
    ma vaffanculo…
    insomma sono un pizzico incazzata…
    nel blog…
    ti linko al mio se posso…ciau!


  2. beata te. io ora non ho nessuno che parla di sposarsi meco.
    … uhm… forse è meglio…

    memorie d’assenza.

    p.


  3. @Prescia: Benvenuta su Pioggiablu.

    La tragedia della vita è la mancanza di coincidenze, diceva un amico (che vorrebbe sposarsi).

    @Paolo: Perchè beata me?
    Se leggi bene quello che scrivo, vedi che siamo nella stessa situazione.
    Per fortuna, dico io.
    🙂


  4. @arte: spesso, per indicare l’inevitabilità, sento dire: “è come il matrimonio, è un male necessario”… Sarà così? Non so, ci penso poco al matrimonio, ci penso come potrebbe pensarci un bambino, senza nessuna cognizione… Però, da quel pò di convivenza che sto sperimentando, non mi sembra una cosa semplice, e nessuno, a parte i corsi pre-matrimoniali della parrocchia (sob!) mi pare ci indichi le istruzioni per l’uso… Ad occhio e croce direi che finchè non ci sono figli di mezzo in comune, nulla è perduto…


  5. @Antonio: Matrimonio come male necessario? Oddio… ma davvero lo senti dire? Mi sfugge questo concetto di necessità.
    Ai corsi prematrimoniali della parrocchia a noi ci butterebbero subito fuori, caro.


  6. per correttezza d’informazione va detto che l’espressione “la tragedia della vita è la mancanza di coincidenze” è da attribuirsi a qualcuno con cui forse avrei dovuto sposarmi più di vent’anni ma allora né io né lei ne avevamo la benché minima intenzione.
    e forse è stato meglio così visto che neanche un anno fa abbiamo litigato furiosamente su una questione di vent’anni prima e da allora non ci siamo più visti né sentiti.

    secondo me il segreto dei matrimoni felici (o delle coppie felici in generale) risiede nel silenzio.
    le parole, sopratutto quelle che scavano dentro, accendono la passione sì ma poi, sulla lunga distanza, creano risentimenti, difese, rancori, circoli viziosi, malintesi, egocentrismi, aggressività.
    molti ritengono il contrario ma io alla fine credo che l’amore non siano parole.
    ma fatti, presenza, abbracci, carezze, animalità, radici, camminare a fianco, respiri, sonni, risvegli, cibo, tana, odori.

    fatti, non parole!!!

    🙂


  7. @Francesco: Su questo io credo che noi discuteremo (senza mai trovarci d’accordo) ancora per molti anni.
    🙂


  8. @Francesco: Su questo io credo che noi discuteremo (senza mai trovarci d’accordo) ancora per molti anni.
    🙂


  9. le parole sono fondamentali, dosate assieme ai silenzi per ragionare sulle parole appena sentite e su quelle che si stanno per dire.
    la mancanza di comunicazione è morte.

    come è morte la mancanza di animalità, ma questo è un altro discorso… 🙂
    p.


  10. Ho conosciuto mia moglie a marzo 2002, quando lei aveva 28 anni e io 36. Eravamo single: lei usciva da un fidanzamento durato più di cinque anni, io avevo alle spalle un periodo di “notti selvagge” seguite alla rottura di un fidanzamento pluriennale quando mancavano meno di sei mesi all’altare.

    Ad aprile ci siamo messi insieme. A luglio convivevamo, a settembre le ho chiesto di sposarmi. Mi ha detto di sì a novembre, quando ormai non me l’aspettavo più.

    Ci siamo sposati a settembre 2003. Fanno quasi quattro anni.

    Parliamo moltissimo, di tutto e di più. Ceniamo sempre senza tv accesa – salvo rarissime eccezioni, forse cinque in quattro anni, e tutte perché ho fatto tardi al lavoro e non volevamo perderci qualche cavolata di serie tv, ad esempio Doctor House, cui siamo particolarmente affezionati come strumento antistress -.

    E’ una rompiballe infernale, ogni parola che dico devo pensarla (e pesarla) davvero, altrimenti immediatamente o a distanza di mesi, se non anni, potrebbe tornarmi addosso come un boomerang.

    Ma non la cambierei con nessun’altra al mondo. Ci sono cose che sa dare che non ho mai avuto il coraggio di sognare nemmeno nei miei desideri più segreti.

    Le parole sono come ogni altra cosa, strumenti o utensili, ma come tutti gli strumenti possono rivelarsi di volta in volta indispensabili, necessari, insufficienti, spuntati, inutili, eccessivi, ridondanti.

    Parlare è una delle cose indispensabili a un rapporto sano, ma saper parlare è difficile, difficilissimo, specie quando non si tratta solo di dire qualcosa ma di dare qualcosa di sé, di quel sé che nascondiamo gelosissimamente.

    Ma imparare a tacere è ancora più difficile.

    E ancora più difficile, almeno per me, è stato imparare a parlare al momento giusto.

    Per imparare a tacere e a parlare davvero al momento giusto, abbiamo dovuto ricorrere a una terapeuta di coppia. A qualcosa è servita, altrimenti non parlerei del mio matrimonio adesso.

    Jos


  11. @Paolo, Jos: A me pare che – con PAROLE diverse – stiate dicendo la stessa cosa, che è poi quella che dico io, e citiamo pure Nanni Moretti: le parole sono importanti. Come sono importanti i silenzi, e i gesti, il contatto fisico, gli odori e i sapori. Ma senza le parole (quelle dette e quelle taciute) il gesto non basta.
    Se qualcuno si ricorda di chi è questa citazione mi fa un piacere: “Per saper tacere insieme bisogna aver parlato molto”. Io non me l ricordo, ma è assolutamente vera.

    E, Jos, grazie della tua testimonianza. Sei un uomo fortunato.


  12. Io ho una mia versione della tua citazione, mia nel senso di uno dei miei film preferiti:

    “I silenzi che mettono a disagio… Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate, per sentirci più a nostro agio? È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace…”

    Il film per chi disgraziatamente non lo conosce è Pulp Fiction e secondo me rende bene l’idea….


  13. @Arte: già, hai ragione… dalla parrocchia ci caccerebbero… Potrei provare col tacco 12, ma se poi la perpetua ha dato la cera rischio di farmi la navata con le natiche a terra… ;o)
    Scusate le facezie…
    Sono veramente ammirato dai commenti a questo post… non mi aspettavo che la discussione prendesse così tanto soprattutto gli uomini…
    Io non potrò sposarmi, ma non per questo non penso ad una vita passata insieme ad una persona… Questo pensiero è talmente ansiogeno per me che mi sento puntualmente bloccato quando devo parlarne… E infatti sono con le dita sulla tastiera da mezz’ora, a decidere cosa è bene o male scrivere… Ci sono troppi sentimenti (amore, tenerezza, passione, senso di difesa, senso di protezione, lealtà, fedeltà, infedeltà, gelosia, possessività, rabbia, competizione, ecc…), alcuni ragionamenti, molti sragionamenti. E una sola certezza: mi (ci) devo (dobbiamo) sforzare di non usare la bilancia, di non pensare che la vita in comune sia dare, ricevere, scambiare, o cose così… ma deve essere la volontà di mettere in comune, anche e soprattutto se stessi. Poi, come questo si realizzi, ecco, lì sò cazzi, ed ognuno sa la sua. Quindi nessuno la sa giusta. Ed eccoci a bomba, come al solito ci capisco meno di prima.


  14. Colgo l’occasione per ricordarvi il v-day…
    http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/


  15. io confesso di non sapere più quello che voglio, non voglio stare in coppia perchè penso (lo ripeterò fino allo sfinimento) che dopo 10 anni che vivo sola, sola con i figli, che non devo rendere conto a nessuno di quello che faccio, spendo, penso etc etc non riuscirei più ad essere così diplomatica in una vita condivisa, mi andava bene l’ultima relazione a distanza, perchè era così bello ogni volta decidere di rivedersi perchè era un piacere, perchè c’era la voglia di stare insieme, lasciando egoisticamente tutti i problemi “terreni e familiari” fuori della porta, non eravamo più genitori, nè coniugi ma semplicemente due amanti felici di vivere insieme momenti appassionati, la nostra prima vacanza insieme in un’ isoletta della grecia quasi deserta, senza tv, senza folla, senza nessun’altra compagnia che noi stessi, mi rimarrà sempre nel cuore. Certo forse proprio la mancanza di altre condivisioni e la lontananza ha fatto naufragare il rapporto, per me andava bene così. Ora non ho le energie necessarie per iniziarne un altro così intenso.
    A volte mi sento un po’ sola lo ammetto, ma poi penso che sola lo sono sempre stata e quindi va bene così
    è complicato


  16. @Dottor K: Condividere il silenzio… certo, bellissimo. Ma prima – una volta o l’altra – bisognerà aver veramente parlato. Secondo me ci vogliono entrambe le cose.

    @Antonio: Io quando fai così ti ADORO. Se potessimo sposarci, io credo che saremmo la coppia perfetta!
    😉
    (Poi ti adoro anche per altri motivi, che sai).

    @Zefirina: Non ho alcun problema a comprendere il tuo punto di vista, anzi. E ti dico: se non ti senti pronta ora per una vita di coppia, vuol dire che per te va bene così. Magari le cose cambiano. O magari no, e avrai lo stesso una vita ricchissima, piena di amici e amori. Perchè non è la coppia che ci salva dalla solitudine.

    @Tutti: Dalle mie stupidaggini è nata – grazie a voi – una bella discussione.


  17. Sposarsi o non sposarsi questo è il problema…
    Credo che l’importante sia l’amore… sposarsi è una formalità… spesso una forzatura;)
    W l’amore libero e sincero


  18. Due sere fa ero a cena con un’amica e due ventitreenni. Uno dei due ragazzi era stato appena lasciato dalla ragazza. Ne parlava quasi piangendo, diceva di non saperselo spiegare, per lui l’amore era eterno, lui era certo che l’avrebbe sposata.

    È stato lì che io e la mia amica ci siamo sentite due dinosauri, due alieni, due mummie. Totalmente incapaci di dare consigli.

    @Cilions: Ma l’amore, dura?


  19. Due sere fa ero a cena con un’amica e due ventitreenni. Uno dei due ragazzi era stato appena lasciato dalla ragazza. Ne parlava quasi piangendo, diceva di non saperselo spiegare, per lui l’amore era eterno, lui era certo che l’avrebbe sposata.

    È stato lì che io e la mia amica ci siamo sentite due dinosauri, due alieni, due mummie. Totalmente incapaci di dare consigli.

    @Cilions: Ma l’amore, dura?


  20. “marrow” ani difranco

    the answer came
    like a shot in the back
    while you were running from your lesson
    which might explain
    why years later all you could remember
    was the terror of the question
    plus you weren’t listening
    you were stockpiling canned goods
    making a bomb shelter of our basement
    and i can’t believe you let the moral go by
    while you were soaking in the product placement

    where was your conscience ?
    where was you consciuosness ?
    and where did you put all those letters
    that you wrote to yourself
    but could not address ?

    i’m a good kisser
    and you’re a fast learner
    and that kinda thing could float us
    for a pretty long time
    the one day you’d realize
    you’ve memorized my phone number
    and you’ll call it and find
    it’s a disconnected line
    cuz i got tossed out the window of love’s el camino
    and i shattered into a shower of sparks on the curb
    you were smoking me
    weren’t you ?
    between your yellow fingers
    you just inhaled and exhaled without saying a word

    where was your conscience ?
    where was you consciuosness ?
    and where did you put all those letters
    that you wrote to yourself
    but could not address ?

    there’s a smorgasbord of unspoken poisons
    a whole childhood of potions
    that are all bottled up
    and so one by one i am dusting off labels
    i am uncorking bottles and filling up cups
    so go ahead and have a taste of your own medicine
    and i’ll have a taste of mine
    but first let’s toast to the lists
    that we hold in our fists
    of the things that we promise to do
    differently next time

    cuz the answer came
    like a shot in the back
    while you were running from your lesson
    which might explain
    why years later all you could remember
    was the terror of the question
    plus i’m not listening to you anymore
    my head is too sore and my heart’s perforated
    and i’m mired in the marrow of my (well..ain’t that) funny bone
    learning how to be alone and devastated
    where was my conscience ?
    where was my conscoiusness ?
    and what do i do whit all these letters
    that i wrote to myself
    but cannot address ?


  21. Vedo che il It’s complicate dilaga. Ne facciamo una bandiera? Il logo di una generazione che si guarda dentro e cerca delle risposte. Ma essenzialmente si rende conto che “risposte” va bene solo così, al plurale. Perchè è molto bello quello che dice Jos, ma poi ci sono molte altre vite e scelte e forse portano alla felicità. O forse no, ma allora portano al rispetto di se stessi per il coraggio di aver cercato, di non aver accettato soluzioni di compromesso per paura.
    Io – mentre mi chiedo che ci facesse arte ad un appuntamento in 4 con 2 23enni! – sono contenta di partecipare della complessità della vita e delle scelte insieme a voi.
    Buona felicità e buona ricerca a tutti


  22. @Francesco: Ti rispondo con dei versi di una canzone di Regina Spektor (visto che tu citi Ani)

    This is how it works
    You’re young until you’re not
    You love until you don’t
    You try until you can’t
    You laugh until you cry
    You cry until you laugh
    And everyone must breathe
    Until their dying breath

    No, this is how it works
    You peer inside yourself
    You take the things you like
    And try to love the things you took
    And then you take that love you made
    And stick it into some
    Someone else’s heart
    Pumping someone else’s blood
    And walking arm in arm
    You hope it don’t get harmed
    But even if it does
    You’ll just do it all again

    (“On the radio”)

    @Claudia: It’s getting more and more and more complicated!!!
    😉
    Grazie per avermi inserito nella tua generazione, grandissimo complimento seppure falso storico.

    Concordo assolutissimamente su quello che dici. E sono felice che tu “cammini sulla stessa mia terra”.

    Macchè appuntamento coi 23enni!! Quella era zia Arte…
    Insomma, anch’io ho dei limiti, che diamine!!


  23. @Francesco: Ti rispondo con dei versi di una canzone di Regina Spektor (visto che tu citi Ani)

    This is how it works
    You’re young until you’re not
    You love until you don’t
    You try until you can’t
    You laugh until you cry
    You cry until you laugh
    And everyone must breathe
    Until their dying breath

    No, this is how it works
    You peer inside yourself
    You take the things you like
    And try to love the things you took
    And then you take that love you made
    And stick it into some
    Someone else’s heart
    Pumping someone else’s blood
    And walking arm in arm
    You hope it don’t get harmed
    But even if it does
    You’ll just do it all again

    (“On the radio”)

    @Claudia: It’s getting more and more and more complicated!!!
    😉
    Grazie per avermi inserito nella tua generazione, grandissimo complimento seppure falso storico.

    Concordo assolutissimamente su quello che dici. E sono felice che tu “cammini sulla stessa mia terra”.

    Macchè appuntamento coi 23enni!! Quella era zia Arte…
    Insomma, anch’io ho dei limiti, che diamine!!


  24. L’immagine di Claudia che cerca di immaginarsi cosa ci faccia Arte a cena con due 23enne mi fa ancora ridere!!! E lei e la sua amica che si guardano e poi insieme guardano impietosamente ‘sto povero ragazzetto in lacrime!!!… Meravigliose… Chi me lo doveva dire a me!!! ;o)
    @Arte, a proposito della nostra futura liason: appena divento lesbica sarai la prima a saperlo! ;o)

    Un abbraccio a tutti!


  25. guarda un po’ cosa dice Ani in un’intervista:

    “What are you listening to right now?

    This is a question that I love and respect, and I always wish I could rise to. It’s so cool to point people in directions of good music, but I always suck. I’m pawing through my bag. Pawing through CDs. What the f**k am I listening to? There seems to be a new generation of songwriters — a lot of young people who are not major label types, but really cool artists kind of doing their own thing. I think of people like Joanna Newsom and Regina Spektor and Sufjan Stephens. Bonnie Prince Billie and other renegade, unique independent artists. Cool people making songs and traveling around. That’s kind of inspiring to me. In years past, it was not such an active scene … not that any of those people can be put into one scene.”

    praticamente sono tutti i cantanti preferiti di Fabio!
    resta da capire perché lui invece ignori Ani…
    🙂


  26. @Francesco: finge di ignorarla perchè se no tu saresti geloso.

    😉


  27. Anche tu parli di matrimonio? Ci deve essere qualcosa di strano nell’aria…
    *__*


  28. @Lucia: No, io non ne parlo, sono gli altri che ne parlano a me!

    😉


  29. e chi ti ha detto che scherzava?

    a.


  30. @Auro: Diceva sul serio??

    O-O

    Peccato allora che io abbia preso l’irrevocabile decisione di non sposarmi mai più…



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