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Segnali di panico

7 giugno 2007

– Su 162 canzoni nell’ipod non ce n’è una che senti di poter ascoltare. Due secondi, e “shuffle”

– Sali sull’autobus senza biglietto e senza soldi, ti fanno scendere e manca mezz’ora al prossimo

– La bocca del tuo stomaco è così stretta che non ci passerebbe uno spillo

– La suoneria del cellulare ti provoca una serie di extrasistole

– Hai lo stesso sonno alle due di notte come alle due del pomeriggio

– Hai preso in odio viscerale la parola “pertinente”

– Speri che venga presto il momento di partire per la gita coi bambini dell’orchestra

– Sogni di farti di un anestetico potentissimo che ti consenta altresì di funzionare splendidamente nel quotidiano

– Combatti contro la voglia di piangere davanti a venti persone che ti ascoltano

– Sei stufa e disgustata da questo panico da dipendenza che credevi di avere superato quindici anni fa

– Fai blogterapia

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26 commenti

  1. e la blogterapia aiuta…perchè ti lascia “sputare” fuori quello che dentro non c’entra piu.


  2. artemisia per favore.-…scuotiti…. ti abbraccio
    ti ho letto poche volte così, si la blogterapia non è male, ma anche la cioccolatoterapia, la coccoloterapia, l’abbraccioterapia

    smack


  3. coraggio cara coraggio!!!


  4. @Pib: se ci voleva questo per farti tornare ne è valsa (quasi) la pena…
    🙂
    Io sputo, il peggio è per voi!

    @Zefirina: Bè, ci sono molti lati che per tua fortuna non conosci di me…
    Dopo averti letto sono subito andata a cercare la cioccolata, ma nella mia furia salutista del periodo di euforia avevo naturalmente fatto piazza pulita di ogni cibo godurioso…
    😦
    Ma era un ottimo consiglio, e grazie del bacio

    @Galadriel: ma sì!


  5. un abbraccio


  6. Ehi, c’è da preoccuparsi?


  7. @Virruzza:
    🙂

    @Rodo: Con me non c’è mai da preoccuparsi più di tanto, per tanti versi siamo uguali tu ed io.
    Poi mi passa.


  8. su, arte, non fare così… ci saranno altre occasioni, mi è stato negato il viaggio, ma non credevo che tu l’avessi presa così a cuore…
    :-)))

    dai, facciamo che la prossima volta che scivolo sul ghiaino di fronte all’ufficio (successo stamattina, lo giuro, porcapuzzola…) lo faccio riprendere con il videofonino e te lo mando!

    passa un’ottima giornata!
    p.


  9. @Paolo: guarda cos’hai combinato, tutta colpa tua, ti odio.
    :)))

    Si sa che l’uomo è caSCatore, ma hai mai pensato di farti visitare? Forse hai proprio dei problemi d’equilibrio…io quasi quasi mi preoccupo…

    😉


  10. Passerà, passerà ed allora sarai ancora più bella di prima…
    Sei una donna forte che ha tutti i mezzi per superare gli ostacoli che inevitabilmente a volte incontriamo!
    Sono sicuro che presto supererai anche questo.
    Ti abbraccio


  11. direi che l’ultimo punto è la cura di tutto 🙂
    un abbraccio, anche per infondere un po’ di coraggio…


  12. blogterapia.
    funziona?

    -carica altre canzoni sull’ipod-

    guarda quante personcine che ti sono vicine, simbolicamente, virtualmente, e mi ci metto anche io, naturalmente.

    non conterà poi molto, me ne rendo conto, però.


  13. @Cilions, Diluvio, Hertz: io a costo di correre il rischio di venire pubblicamente etichettata come patetica, vi dirò che mi confortate e mi fate piacere con le vostre parole.
    Blogterapeuti, pesciolini anche voi nella rete, amici virtuali.
    Io non riesco a vederci niente di male.
    Grazie.


  14. @Arte: aiuto, c’hai proprio preso… “questo panico da dipendenza che credevi di avere superato quindici anni fa”… Lo vedi che faccio bene io ad ammazzari di canne ogni sera? Dipendenza per dipendenza… Anche adesso che sono innamorato (nonstante i due lividi che oggi campeggiano su un lato del mio musetto imbronciato) e ricambiato, spesso mi viene da pensare che l’amore è una malattia. La differenza rispetto a Londra è che allora ero sano, ora invece sono malato e con una prognosi forse infausta!


  15. @Antonio: vedi che è un bene che non viviamo vicini?
    Se no credo che ora come ora avresti una compagna di serate…


  16. tieni duro, siamo tutti con te – e contro la pertinenza…


  17. Il problema sono le 162 tracce sull’iPod Arte. Io ho appena controllato e sono a quota 1510. 4,4 giorni di musica continui. Mi ci aggrappo a volte. Con 4,4 giorni di musica in tasca non mi puo’ succedere niente di male.

    E la blogterapia, si’, funziona.

    Take it easy though. Speriamo di vederci in Florida settimana prossima dai! Adesso ti mando i dettagli di dove saro’.


  18. @Lophelia: siamo imPERTINENTI!

    (attacco di parolite)

    @Fabio: Nooooo…io in Florida ci sarò dal 27 giugno!!
    Stavolta ci siamo mancati di poco. Alla prossima…

    1510????? 0_0


  19. l’amore non è una malattia,
    è uno stato psicotico
    🙂

    arte allora se in un impeto salutista hai buttato tutte le schifezze, metti un brano di salsa o che so io di rock, vedrai che le gambe ti si muoveranno automaticamente e…magari chissà ti sentirai meglio


  20. @Zefi: samba! fa miracoli!!! pensa al testo: il samba è la tristezza che ondeggia, perchè la tristezza ha SEMPRE la speranza di non essere più triste, un giorno!
    @Arte: nell’ultima riga vedo la tua determinazione che, nonostante tutte le prove, guarda la luce.
    corri in pasticceria: codine di aragosta alla crema pasticciera e poi stasera tutti a casa di Antonio 🙂


  21. Solo se sai quello che sei
    pensi e non t’importa
    di trovare soluzioni facili
    cos’é che conta
    cosa ti accontenta
    e cosa ti tormenta
    […]
    le cose che ti cambiano
    tornano e tagliano
    come le lame più affilate
    delle spade bucano
    e non sbagliano

    tiromancino – la distanza


  22. Consiglio un bagno lunghissimo, con apnee frequenti, scrub determinato e uno shampoo molto massaggiato:-)
    Ripetere un paio di volte a settimana.
    Baci:-)

    SI


  23. @Zefirina: Anche Händel va bene, mi fa lo stesso effetto.
    “L’amore è uno stato psicotico” lo dicevo proprio ieri l’altro a un amico.

    @Claudia: io stasera a casa di Antonio ci andrei molto volentieri…

    @Auro: …e non sbagliano mai, anche a distanza di secoli

    @Silvia: ancora meglio, ci vorrebbe un hammam


  24. «I cechi, accanto alla parola “nostalgia” presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commuovente frase d’amore ceca: styská se mi po tobe: “ho nostalgia di te”; “non posso sopportare il dolore della tua assenza”».

    Milan Kundera, “L’ignoranza”

    Com’è che anche tu non puoi sopportare il dolore dell’assenza di qualcuno?

    Jos


  25. @Jos: Grande ritorno.
    Inutile dire che questa è finita sul Moleskine.

    Come sarebbe “anche tu”?


  26. Vedi Artemisia,
    nonostante la fede matrimoniale al dito penso spesso alle donne che nella mia vita sono esistite prima di mia moglie.

    A parte un caso, sono state relazioni lunghe, a volte lunghissime (sette anni a vent’anni sono una vita, un’eternità), che parevano definitive e forse alla loro radice, almeno per me, lo erano.

    In un caso si era già anche fissata la data per le nozze e si stava cercando di convincere il parroco ad aprirci una certa chiesa di Roma, al Palatino…

    Per cui anche io, sì, anche io posso dire sinceramente di aver provato l’insopportabile dolore di un’assenza.

    Ho passato fasi della mia vita a dormire in un letto che, seppure mio per titolo di proprietà, già non lo era più nel possesso e nel ricordo. Ho passato lunghissime notti insonni nelle quali la musica, le letture o Internet erano le uniche alternative al silenzio e alla desolazione. Ho passato notti a pormi domande senza risposte, quelle domande che secondo Kundera sono le sole “veramente serie. Una domanda per la quale non esiste risposta è una barriera oltre la quale non è possibile andare. (…) Sono proprio le domande per la quali non esiste risposta che segnano i limiti delle possibilità umane e tracciano i confini dell’esistenza umana”.

    Ho passato notti a singhiozzare per amori finiti malamente e sogni perduti.

    Per cui sì, anche io ho provato l’insopportabile dolore di un’assenza.

    Jos



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