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My little kraut

13 aprile 2007

Ieri ho letto che sono state ritrovate delle lettere d’amore che Ernest Hemingway ha scritto a Marlene Dietrich. Non erano più ragazzini, lui 50, lei 47. Leggerne dei brani mi ha confermata nella mia antipatia per Hemingway. Anche solo il modo in cui lui la chiama: “my little kraut”… non mi stupisce che – pare – lei non gliel’abbia mai data.

Le lettere d’amore, in primo luogo quelle che abbiamo scritto o ricevuto noi, sono (tranne rare eccezioni) una lettura imbarazzante. Andrebbero bruciate. Appunto perchè quando uno è innamorato scrive di queste cose, my little kraut.

Ma Ernest ha un lampo di genio. In una lettera, definisce se stesso e Marlene “vittime di una passione asincronica“. Questo, più di ogni altra cosa che ha scritto, lo riscatta ai miei occhi. Questo, forse, spiega tutto.

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34 commenti

  1. no no no no … cara arte per la prima volta da quando ci conosciamo non sono affatto d’accordo.

    ma come bruciare le lettere d’amore scritte o ricevute??? assolutamente no!

    vanno conservate gelosamente, lette ogni tanto per ritrovare un po’ di come eravamo, di come erano le persone che non ci sono piu’, per scoprire che si puo’ andare avanti.

    e anche per farsi delle grasse risate (talvolta)!


  2. Caro Henry, noterai che ho usato il condizionale…
    Secondo te, tu che mi conosci: io le ho bruciate?


  3. Caro Henry, noterai che ho usato il condizionale…
    Secondo te, tu che mi conosci: io le ho bruciate?


  4. Chissà perché si pensa sempre al fuoco nell’atto di sbarazzarsi di cotanto peso.
    Io ho sempre amato farle in mille pezzi, invece, con una furia che neppure un’omicida seriale (dite che la scena è raccapricciante? Be’ avreste dovuto leggere quelle lettere, allora…)
    🙂


  5. Arte, sai vero che Kundera ne “I testamenti traditi” parla proprio di Hemingway e di come sia…ipocrita? laido? pubblicare post mortem qualcosa che uno scrittore o un poeta non hanno voluto pubblicare in vita.
    effettivamente non è una bella operazione, trovare post mortem altrui qualcosa e decidere di renderlo pubblico. Certo, avremmo perso tante cose di Virgilio, Mozart, Lutrech… però pubblicare le lettere d’amore è veramente un testamento tradito.


  6. @Paolino: si pensa al fuoco perchè (come direbbe l’antropologa) bruciare qualcosa è un atto purificatorio, come si cremano i cadaveri…

    Ma tu dei mille pezzi poi che ne fai?

    @Claudia: Pensa se qualcuno decidesse di pubblicare le NOSTRE lettere…mi rivolterei nella tomba…

    Ma – come dici tu – i carteggi pubblicati post mortem sono un bene letterario immenso (perchè la corrispondenza è sempre letteratura, anche se spesso pessima). Io credo che debba esserci un’opera di cernita a monte, un curatore sensibile e rispettoso, in grado di capire cosa ha interesse pubblico e cosa dovrebbe restare sepolto. Difficile!

    Poi, non tutte le opere pubblicate postume sono carteggi, e spesso il giudizio dell’autore sulla propria opera è eccessivamente severo.


  7. bellissima foto!


  8. Adoro Hemingway…my little…

    🙂

    Ps: :-))


  9. @Lophelia: Vero?

    @Gianfranco: Ma ricordati che Ernest rimane a bocca asciutta (e secondo me “The little kraut” è un errore fatale)


  10. @Lophelia: Vero?

    @Gianfranco: Ma ricordati che Ernest rimane a bocca asciutta (e secondo me “The little kraut” è un errore fatale)


  11. Neanch’io l’ho mai potuto soffrire. Ma kraut=crauto? Ma come si fa??
    Comunque per quel che riguarda l’asincronia, beh, poverino, non è una bella situazione.
    Ma non lo compatisco più di tanto.


  12. Neanch’io l’ho mai potuto soffrire. Ma kraut=crauto? Ma come si fa??
    Comunque per quel che riguarda l’asincronia, beh, poverino, non è una bella situazione.
    Ma non lo compatisco più di tanto.


  13. Remarque la chiamava invece “il puma” e credo che l’abbia anche in qualche modo conquistata ma poi lei l’ha fatto soffrire come un cane e però gli è stata vicina in qualche modo per tanti anni, fino alla fine.
    Anche di loro (ma in realtà sono quasi tutte di lui) han pubblicato le lettere, un po’ pallose alla fine ma che perseveranza!
    Anche se lui alla fine ebbe a dichiarare di lei:””Conosci quella situazione per cui ti vergogni di aver preso sul serio una che altro non era se non una bella fraschetta e non ti risolvi a dirglielo e invece continui a essere ancor sempre un po’ troppo gentile con lei, ancorché ciò ti ripugni?”
    Questa frase l’avevo già messa da Fabio mesi fa e ci penso sempre spesso…
    Non si può far altro che bruciare certe lettere, però ci vuole il camino, se no non viene bene e sono guai…


  14. @arte:
    talvolta dei mille pezzi cerco di ricostruirne il puzzle. Solo però quando sono calmo.


  15. @Rodo: Eh, come si fa. Infatti guarda com’è andata a finire…
    😉

    @Francesco: Marlene è sicuramente stata l’oggetto del desiderio di tanti, uomini e donne, proprio per questa sua bellezza androgina. Ma mi sa che non era molto intelligente. La situazione purtroppo è frequente, e non mi pare che Remarque avesse niente di cui vergognarsi, era in buona compagnia.

    (Anche la stufa a legna va bene, comunque. Difficile però bruciare un pc)

    @Paolino: Io odio i puzzle, non ho pazienza e non mi tornano mai, come i conti.
    🙂


  16. Che volete che vi dica…
    Per me Hemingway rimane, oltre ad uno scrittore di cui amo i libri, un uomo che, cmq sia andata, ha vissuto e questo in un mondo in cui la maggior parte delle persone “sopravvivere”.
    Cmq sia andata invidio la sua vita e forse per questo posso capire (anche nn essendo d’accordo) il quando e il modo in cui lui abbia deciso di andarsene.


  17. Chiaramente “sopravvivere” era “sopravvive”.

    🙂


  18. Chiaramente “sopravvivere” era “sopravvive”.

    🙂


  19. “passione asincronica”?
    cos’è? un eufemismo per la ben nota tragica mancanza di coincidenze?


  20. “passione asincronica”?
    cos’è? un eufemismo per la ben nota tragica mancanza di coincidenze?


  21. @Gianfranco: ma certamente, anch’io rispetto tutto…la mia antipatia per H è più tematica e stilistica, non certo legata alla sua vita o alla sua morte.

    @Francesco: Alla buon’ora…
    🙂


  22. Le lettere d’amore che ho ricevuto dagli amanti più bastardi le avrei volute bruciare, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
    Le lettere che ho scritto io mi sembrano oggi patetiche ed insulse, credo che chi le ha ricevuto farebbe saggia cosa a gettarle nelle fiamme.
    Allora mi chiedo: perché si scrivono lettere d’amore? E’ vergogna di dire le cose vis-à-vis, oppure è esigenza di cercare di esprimere qualcosa che nemmeno le parole sono in grado di fare? O cos’altro?


  23. e se fosse per il processo liberatorio di materializzare ed esternare i pensieri che ci si aggrovigliano nel cuore?
    Come dire: Caminando se hace el camino, el camino se hace al andar.
    Il processo, non il prodotto.


  24. io ogni volta che ho scritto l’ho patto per fermare il momento. proprio perche’ quell’attimo, quell’emozione, quel fuoc che bruciava, potesse rimanere per sempre.
    ecco perche’ se le rileggessi (e nel caso di email posso farlo) non mi pentirei si averle scritte.


  25. io ogni volta che ho scritto l’ho patto per fermare il momento. proprio perche’ quell’attimo, quell’emozione, quel fuoc che bruciava, potesse rimanere per sempre.
    ecco perche’ se le rileggessi (e nel caso di email posso farlo) non mi pentirei si averle scritte.


  26. @Adynaton:Secondo me le lettere d’amore si scrivono per tentare di dare forma al caos interiore che si ha quando si ama…ci sembra, scrivendo, di poter spiegare all’altro quello che si prova. E invece non ci si riesce mai. Ma anche solo il tentativo lenisce la sofferenza (perchè – almeno per me – l’amore è sempre sofferenza, anche se piacevole).

    @Claudia: Esatto, è il processo. Il prodotto in genere è scadente.

    @Henry:Ma rileggendo, rusciresti a ritrovare quel fuoco? O solo cenere? O qualcos’altro?
    Tempus fugit…


  27. non sono convinto che vadano bruciate, sorridere fa bene


  28. ovviamente non ritroverei quel fuoco…ma il suo ricordo.


  29. @Henry: Mi sto rendendo conto che – per la prima volta nella storia, udite, udite!! – su questo punto siamo diversi.

    Perchè, se rileggere le MIE lettere d’amore mi fa ridere e mi imbarazza, rileggere quelle ricevute mi rattrista a morte. Il fuoco non riesco a ricordarlo. O c’è, o non c’è.

    E questo è uno dei motivi per cui preferisco di gran lunga l’amicizia all’amore.

    @Napolino: Sorridere fa sempre bene, l’importante è riuscirci.


  30. io no riesco a bruciarle, lo farà qualcun’altro per me, e come henry ogni tanto vado a rileggermele anche se so benissimo che poi ci starò male, starò male per quello che ho perduto, o per le menzogne che a posteriori ci leggo….
    perchè si scrivono??? perchè quando ami qualcuno ti sembra che le parole non bastino mai, c’è sempre qualcos’altro di urgente da dire, perchè le lettere d’amore ti fanno e fanno compagnia, (come cantava la mannoia), perchè le lettere d’amore sono ridicole come dice pessoa:
    Le lettere d’amore,
    se c’è l’amore,
    devono essere
    ridicole.

    Ma dopotutto
    solo coloro
    che non hanno mai scritto
    lettere d’amore
    sono ridicoli


  31. @Zefirina: concordo in tutto, e non avrei potuto trovare migliore conclusione…grazie.


  32. Guarda che cosa ci hanno combinato al municipio riguardo la questione Benito.

    Morgan


  33. io le lettere, le conservo, ogni tanto le rileggo e sorrido…mai le brucerei, ancora sto lì tremante all’idea di riceverne una!!
    Arte, lo sai che i miei amici chiamano Lorenzino, il piccolo crautino di gioia, o crauto? Saranno hemingwaiani???!


  34. @Valentina: Sono hemingwayani nella misura in cui lo siamo tutti quando diciamo le cose da innamorati (o facciamo i complimenti ai bambini, che poi è in un certo senso lo stesso tipo di linguaggio)

    🙂



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