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Dark (2)

22 febbraio 2007

Il display della sveglia segna le due di notte. Si sono addormentati tardi, abbracciati. Ora la sagoma accanto a lei respira piano, regolarmente. Margherita si è appena svegliata da un sogno inquieto, senza nome. Si alza, infila un golf di lana sopra il pigiama. È il rumore del vento a non farla dormire? “E domani ho due meeting importanti…” L’irritazione finisce per svegliarla ancora di più. Il salone è immerso nel buio. Meccanicamente, accende la lampada. Poi con le dita sfiora la superficie liscia del computer, lo apre rapidamente, lo accende. Quattro nuovi commenti. Una mano di ferro le stringe il cuore.

Dark ha detto: “Buio come adesso lì da te?”

Sente la bocca diventarle secca, si alza di scatto, gira intorno al tavolino, si siede di nuovo. ”Calma”, si dice, ”calma.” In fondo non è difficile per chiunque immaginare che la Norvegia a dicembre è un posto buio…chiunque, chiunque può averlo scritto.

“Margherita”. Axel è in piedi, appoggiato allo stipite della porta. La sua figura alta e magra è avvolta nella penombra. ”Cosa fai in piedi a quest’ora?” “Niente. Niente. Ho dimenticato di aprire la posta ieri sera, aspettavo una mail importante per quel progetto a Stavanger.” Lui la guarda in silenzio. “Quella era la pagina del tuo blog”, dice tranquillamente mentre lei si affretta a spegnere. ”Stavo solo dando un’occhiata”. ”Margherita…alle due di notte.” Gli si avvicina, il corpo teso, le braccia conserte. ”Axel. Se voglio passare la notte al computer sono affari miei.” I loro volti sono vicinissimi. Riconosce l’odore del suo stesso corpo, quello di lui misto al sonno di entrambi. Vede i suoi occhi scuri, sente il suo silenzio e la loro distanza, e l’invade un’onda di tristezza. Abbassa le spalle, piega la testa, appoggia la fronte sulla sua spalla. ”Vieni a letto” dice lui, prendendola per mano.

La neve scricchiola sotto gli sci. Il sole è basso sull’orizzonte. Raggi dorati sfiorano la superficie bianca, brillano cristalli solitari. Sembra di camminare su polvere di diamante. Ricordi di nevi passate, schermo bianco. Un frullo d’ali scuote un ramo d’abete, neve gelida le piove sulla nuca, si insinua sotto il bavero, la gela. Tempo di tornare a casa. Il ritmico, rapido fruscio degli sci la rassicura. Spinta di gamba, respiro, spinta di bracca, respiro, battito.

Il commento è sul blog di Benedetto. Nascosto tra i tanti, quasi invisibile, incomprensibile ad altri che a lei. Fuori tema.

Dark ha detto: “OT. Una collana di coralli per te.“

Collana, coralli. Lo schermo bianco su cui pulsa il sangue, di nuovo veloce. Stavolta il fruscio è un ronzio minaccioso, ritmico dentro le orecchie. Coralli, collana. Rosso sul bianco del collo. Piccoli rami rossi che graffiano la pelle, la tagliano, si trasformano in rivoli, colano dal collo caldi, dolore, ma non solo. Non solo. Il telefono la fa sobbalzare. ”Pronto? Hallo?” La mano che stringe il ricevitore è la sua, sente che la stretta le fa male, è la sua e non è la sua. ”Pronto?”

Qualcuno riattacca, da qualche parte, nel mondo. Torna a guardare lo schermo. Clicca sul nome Dark. Il link la porta ad un blog: Dark. Vuoto. Nient’altro.

(continua)

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13 commenti

  1. non avevo commentato l aprima parte perso tra i troppi impegni. ma mi e’ rimasta dentro, e tu, piu’ di tutti sai quanto.
    questa seconda parte mi piace forse di piu’.
    son contento che dark sia rimasto dov’e’…;)


  2. uffa però con i racconti a puntate mi innervosisco perchè ho fretta di sapere come va a finire, come avrai potuto notare l’arte di esercitare la pazienza non è il mio forte
    p.s. mi innervosiscono specie se mi piacciono come il tuo


  3. @Henry: Se comincio a pensare che mi leggi non riesco più a scrivere. L’unica soluzione è quella di cui parlavamo ieri…
    🙂

    @Zefirina: Ma sei sicura poi che “va a finire”?
    😉


  4. beh… arte che si da ai racconti a puntate

    un appuntamento da non perdere…
    belli
    soprattutto questo
    ottima descrizione dei particolari e delle sensazioni 🙂


  5. Davvero! Anch’io sono curiosissima del seguito; non puoi dire che non “va a finire”!!!


  6. @Noek: Arte che si dà alle bertucce diceva mia nonna (a proposito di Scimmia Blu, ma non è sicuro che tu conosca il toscanismo “bertucce”)…

    Un abbraccio

    @Rodo: Ma dove andremo a finire!!!


  7. Io sono un pò come Zefirina (nome antico, la nonna paterna così si chiamava) e stavo pensando di nn leggere più, ma di stamparmi le puntate per poi leggerlo tutto di un fiato…

    🙂


  8. @Gianfranco: allora come avresti fatto coi fuilletons di cento puntate alla Victor Hugo??
    🙂


  9. bertucce bertucce… mi sfugge.. lo chiederò alla mia amica pisana


  10. uhm, progetto a stavanger… interessante…


  11. @Noek: se la tua amica è una tua coetanea magari non lo sa…bertucce=scimmie, darsi alle bertucce vuol dire disperarsi.
    🙂

    @Paolo: magari tu conosci Margherita e sei ancora in tempo ad aiutarla…


  12. @arte: ragionamento contorto


  13. L’inquietudine invece è aumentata: non sono rimasto deluso. Passo a leggere il resto.



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