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Omeopatia

24 gennaio 2007

Tutto è iniziato da un caffè con un violinista. Siamo finiti a parlare del valore di uno strumento musicale. Lui sosteneva che il valore di un violoncello, o di un violino, è dato anche da chi l’ha suonato. Se ad esempio lo strumento è stato usato da mani esperte, diceva, la sua qualità aumenta, e dunque il suo valore.

“Vuoi dire che lo strumento ricorda?” dico io incredula. “Certo.” “Ma come lo spieghi? Sono le corde a riCORDAre, il legno?” “Non lo so, ma è così. Tutti i musicisti lo sanno.” dice con naturalezza.

A parte il fatto che se questo è vero il mio violoncello si va inesorabilmente svalutando ogni giorno che passa, mi è venuta in mente anche un’altra cosa.

Se il materiale inanimato del violoncello ricorda, a maggior ragione ricorderà il nostro corpo. E ancora di più, forse, la nostra anima. Forse per alcuni avviene addirittura un potenziamento inverso: più l’oggetto del desiderio è lontano, irraggiungibile, più è potente. Uno sguardo è più potente di una carezza, una voce di uno sguardo, una parola scritta di una pronunciata, fino al silenzio, potentissimo. Un’elevazione a potenza.

Più la “sostanza” è diluita, più è potente. Questo spiegherebbe molte cose per me altrimenti incomprensibili.

Quasi quasi comincio a credere all’omeopatia.

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52 commenti

  1. Da piccola il suono del violino mi metteva una tristezza e una paura incredibili…strano eh?


  2. Nelle atmosfere rarefatte il desiderio ha più spazio per nascere, svilupparsi, estendersi.


  3. la fregatura è proprio questa: che anche se tu non vuoi, il corpo ricorda, eccome e il senso di straniamento che ti assale è indicibile, almeno per me


  4. Secondo me hai ragione, dev’essere così.
    Se tutto è energia e noi siamo dello stesso materiale delle stelle, allora E’ così.
    Che cosa fantastica.


  5. @Miss Pip: Non è strano. Anche a me a volte fa quest’effetto. Si chiama sensibilità musicale credo.

    @Lophelia: a volte il desiderio non tollera la luce del giorno, le dosi massicce
    Vedo che hai capito (non che mi stupisca)

    @Zefirina: perchè noi siamo il nostro corpo, ma a volte lui non è noi

    @Rodo: in che cosa ho ragione? sai, ne dico tante…
    🙂


  6. Musica, arte e omeopatia raccolgono e suonano corde inusuali nell’organismo materiale e spirituale dell’uomo…Concordo pienamente.


  7. È da pochissimo tempo che ho imparato ad apprezzare il suono del violoncello, tanto che, ho acquistato un CD (tra l’altro qui difficili da trovare gli assoli di violoncello).
    Trovo che sia uno strumento molto paragonabile al corpo di donna. Forse questafoto, esprime meglio il concetto di ciò che voglio esprimere.


  8. @Astralla: conCORDI?
    😉

    @Sonia: Vero, la bellezza e la forma dello strumento è paragonabile al corpo di una donna. Forse per questo ha buona memoria.


  9. Io credo all’omeopatia…
    Eppoi, sai che anche le trombe si “formano” sull’emissione di chi le suona?


  10. Ecco vedi, tutto torna.


  11. Ecco vedi, tutto torna.


  12. Arte, perdonami…come si dice…me le creo e me le accetto da sola…Nel senso che il tuo post mi fa pensare alle cose che ti ho scritto nel commento sopra, e il tutto, tuo post e mio commento, mi trova pienamente d’accordo!
    Buona giornata!


  13. Arte, perdonami…come si dice…me le creo e me le accetto da sola…Nel senso che il tuo post mi fa pensare alle cose che ti ho scritto nel commento sopra, e il tutto, tuo post e mio commento, mi trova pienamente d’accordo!
    Buona giornata!


  14. concordo con rodo, è una questione di energie… d’altronde la stessa omeopatia, da sempre alal ricerca di una spiegazione del suo meccanismo d’azione, ha trovato nella teoria della memoria dell’acqua un’ottima giustificazione…


  15. concordo con rodo, è una questione di energie… d’altronde la stessa omeopatia, da sempre alal ricerca di una spiegazione del suo meccanismo d’azione, ha trovato nella teoria della memoria dell’acqua un’ottima giustificazione…


  16. La cosa interessante è la piega che ha preso questa discussione. Ne parlavo con qualcuno proprio l’altro giorno: più l’argomento è “delicato”, più c’è tendenza a imboccare vie secondarie.


  17. concordo anch’io: le cose che tocchiamo e maneggiamo ricordano e vengono (tras)formate da noi, e non solo a livello fisico
    Buona giornata Arte!


  18. @Baebs: Ciao, bentornata!
    🙂


  19. chissà se anche il mio flauto, che non tocco quasi mai ha conservato memoria di me?
    comunque che le cose e gli umani si trasformino nel contatto con le altre cose e gli altri umani è un fatto, anche se molti e molte si ostinano a negarlo e a negarselo.
    però più che l’omeopatia mi interessa l’alchimia, da questo punto di vista.

    a me comunque l’incontro con Artemisia ha trasformato, infatti anch’io, oltre a chiudere un blog e aprirne uno nuovo, ho creato la mia playlist…
    🙂


  20. io all’omeopatia continuerò a non credere.
    però la tua teoria mi convince 🙂


  21. io all’omeopatia continuerò a non credere.
    però la tua teoria mi convince 🙂


  22. @Francesco: La vita è trasformazione, passaggi. Però bisognerebbe imparare dalle esperienze precedenti cercando di non ripetere errori.

    Io all’alchimia non credo, ma credo all’osmosi (altra idea per un post).

    La tua playlist però è bellissima.

    @Hertz: Infatti ho detto “quasi quasi”…
    🙂


  23. bellissimo il tuo post, il legno e le corde che ricordano, il corpo che ricorda, la memoria del corpo…io credo nell’omeopatia, credo nel suono, credo nell’anima, credo nelle scritte sul corpo….


  24. Io credo all’alchimia come processo di trasformazione interiore, in cui gli elementi catalizzatori vengono anche dall’esterno.


  25. …anche se l oggetto del ns desiderio è + o – distante da noi,di conseguenza è anche + o – potente?se è così,ora capisco anch io…ciao.


  26. …anche se l oggetto del ns desiderio è + o – distante da noi,di conseguenza è anche + o – potente?se è così,ora capisco anch io…ciao.


  27. @Roberta, grazie. Mi piacciono le persone che credono per principio. Le scritte sul corpo…mi fanno venire in mente una cosa che scriverò.

    @Lophelia: mi sa che tu e io abbiamo letto troppo Jung 🙂

    @Anonimo: Potenziamento inverso, a volte, per alcuni, con alcuni.


  28. che post splendido!

    anche io ho una teoria, sopratutto riguardo la distanza.
    che il corpo abbia una sua memoria mi sembra un fatto inconfutabile (chi non ricorda l’odore di sua mamma quando era bambino?). la distanza, o l’assenza che poi ne e’ una forma estrema, rarefa’ l’aria tra i due corpi, crea quel vuoto attraverso il quale l’energia di cui avete parlato viaggia piu’ speditamente.
    ricordo che per anni stringendo il pugno riuscivo a ricreare l’odore della mia prima ragazza che mi aveva mollato per un altro.
    attenzione pero’. la distanza e’ condizione necessaria ma non e’ sufficiente. c’e’ bisogno di un ‘sentire’ speciale, senza il quale tutto svanisce rapidamente.
    e poi ci sono le eccezioni.
    le persone che non scappano, che rimangono accanto, ma la cui forza e’ tale da vincere la mancanza del vuoto.
    e allora sono scintille!


  29. Non ho niente da aggiungere, tranne che io non ricordo neanche l’odore di mia madre (e questo potrebbe anche essere la chiave per capire alcuni aspetti della faccenda).

    “Condizione necessaria ma non sufficiente.” Henry sei unico, e non per niente sei il mio poeta di corte.
    😉


  30. ho visto che hai messo la colonna sonora di “the hours”.

    ecco, quello è un film che parla anche di ciò di cui si parla in questo post.

    tuttavia, è un film inutile e brutto che, personalmente, ho odiato.
    uno dei pochi che ho abbandonato prima della fine, spegnendo il dvd.

    lo so, non c’entra col dibattito, era per la cronaca…

    🙂


  31. ho visto che hai messo la colonna sonora di “the hours”.

    ecco, quello è un film che parla anche di ciò di cui si parla in questo post.

    tuttavia, è un film inutile e brutto che, personalmente, ho odiato.
    uno dei pochi che ho abbandonato prima della fine, spegnendo il dvd.

    lo so, non c’entra col dibattito, era per la cronaca…

    🙂


  32. Il film in effetti c’entra moltissimo, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perchè non ci avevo pensato.

    Invece a me è piaciuto moltissimo, pensa che io invece l’ho comprato poi in dvd e ogni tanto lo rivedo scoprendoci sempre nuove cose.

    Poi vorrei capire cosa significa “inutile”…


  33. Il film in effetti c’entra moltissimo, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perchè non ci avevo pensato.

    Invece a me è piaciuto moltissimo, pensa che io invece l’ho comprato poi in dvd e ogni tanto lo rivedo scoprendoci sempre nuove cose.

    Poi vorrei capire cosa significa “inutile”…


  34. Per quel che vale il mio parere concordo con il violinista


  35. Ops..il commento mi è sfuggito 🙂
    Cmq..dicevo..concordo con il violinista.
    Il legno, di cui sono fatti molti strumenti, nn è un “materiale inanimato”.
    Io credo che lo strumento “respiri” chi lo suona nel vero senso della parola.
    Io credo che il legno di cui sono fatti assorba il tipo di vibrazioni che il musicista ne sa trarre e che questo ne caratterizzi la “stagionatura”.
    Forse per la stanchezza del rientro nn afferro bene il senso del discorso che fai dopo ma io trovo che lo stesso valga per uno strumento…l’oggetto del desiderio è la perfezione che il musicista cerca e che nella difficoltà di essere raggiunta trova la sua potenza.

    Ciao, G.


  36. oddio….”the hours” inutile?

    mmm…questa bisogna che ce la spieghi francesco 😉

    marchesa lei come sempre mi lusinga :*


  37. @Fly: riposati che mi sa che hai il jet lag

    @Henry: stasera accendo la tv e che rivedo? The Hours. E per l’ennesima volta ci ho ripianto.
    Sarà anche inutile…


  38. è un film, come pure “il silenzio degli innocenti” che però è artisticamente più interessante oltre che di un altro genere, che fa mercato e intrattenimento voyeuristico degli aspetti più oscuri e dolorosi dell’esistenza umana.
    è utile a chi non c’è mai passato per dire a sé stesso: “oh, meno male che io non sono così…”.
    di più brutto, sempre sulla stessa falsariga, negli ultimi anni ho visto solo “non ti muovere” di castellitto-mazzantini, ma lì siamo praticamente al fotoromazo.
    va detto poi che l’iniziatore di tutto questo è senz’altro l’orrido von trier con le sue “onde del destino”.

    se proprio bisogna affrontare certi argomenti io preferisco la condivisione, la partecipazione affettuosa e la poesia dell’almodovar di “parla con lei” o “todo sobre mi madre” e, sopratutto, l’intera filmografia di isabel coixet, a cominciare dai due ultimi capolavori: “mi vida sin mi” e “la vida secreta de las palabras”.

    scusate, magari ci sono andato giù pesante, ma visto che me l’avete chiesto in due…


  39. Francesco, già sai che non sono d’accordo.
    Soprattutto non sono d’accordo quando dici che è “utile a chi non c’è mai passato…”ecc. Non capisco come fai a sapere che ad esempio potrebbe anche essere il contrario.

    Lars Von Trier poi è un genio e “Breaking the waves” è splendido (a proposito di amore gratuito).

    Anche a me piace Almodovar, ma non capisco perchè l’una cosa debba escludere l’altra.


  40. Ecco,non mi provocate su Lars von Trier…lo metto insieme a quel moralista represso di Hans Christian Andersen!
    Le disgrazie dei suoi personaggi non mi commuovono, mi irritano perché sento la coercizione con cui V.T. vuole ottenere a forza certe reazioni emotive. Guardate Luci della sera e poi ne riparliamo, Kaurismaki racconta una storia simile ma ha più rispetto per lo spettatore.
    (Scusate l’intrusione ma Arte, ehm, perlappunto neanche a farlo apposta…)


  41. Ora cosa c’entra, a parte la nazionalità, Lars von Trier con H.C. Andersen…
    Lo so che non piace a molti. Secondo me anche per questa resistenza innata a lasciarsi commuovere, questa paura del pathos scambiato per sentimentalismo che hanno molti spettatori…von Trier è come un equilibrista ubriaco, non cerca l’equilibrio, del rispetto per lo spettatore non gliene frega assolutamente nulla, lui parla per estremi. Non è coercizione, è esagerazione, come le maschere del teatro greco esageravano gli stati d’animo per ottenere la catarsi.
    Lars von Trier come Eschilo!!!!Santo subito!!!

    (stiamo deragliando completamente)


  42. Macché santo, dittatore piuttosto! Però a vedere Il Grande Capo mi sono buttata via dal ridere dall’inizio alla fine:D


  43. concordo con lophelia (come sempre!), von trier è peggio di un ciellino, in pratica ha superato a destra woytila, almeno con le onde, che dopo non ho visto più nient’altro, solo una volta mi hanno costretto a vedere “dancin in the dark” ma ero con un amico più nevrotico di me che dopo mezz’ora di camera a mano che neanche pasolini in edipo re, non ce la faceva più e abbiamo spento il videoregistratore e ci siamo bevuti un goccio con mia grande gioia.
    non è paura del pathos, Arte, anzi ben venga.
    e che il pathos va condiviso, tra regista, personaggi e spettatori, altrimenti è solo negazione della liberazione, rimandare tutto all’aldilà, appunto, puro fondamentalismo religioso punitivo e repressivo.
    Viva Kaurismaki! Isabel Coixet santa subito!
    e viva anche le digressioni e i deragliamenti!
    🙂


  44. a me Lars non piace granche’….pero’ “breaking the waves” mi e’ piaciuto e molto. sopratutto la splendida interpretazione della Watson (era lei no?).

    “the hours” pero’ e’ tutta un’altra storia! a parte la storia, appunto, che e’ molto suggestiva, vogliamo poi parlare dell’interpretazione? e non mi riferisco solo alla grande Nicole ma, sopratutto alla IMMENSA Meryl. e la quarta donna del film? la musica di Glass? dove la mettiamo?

    no no no: “the Hours” santo subito.

    e anche almodovar! 🙂


  45. @Lophelia: M’immagino Lars von Trier ci baffetti alla Hitler come Charlie Chaplin davanti al mappamondo…
    😀

    @Francesco: Dancing in the dark, altro capolavoro, altre ondate di lacrime…

    Più ne dite e più mi rinforzate nelle mie opinioni!
    (secndo me sei tu l’elemento deragliante in questo blog)
    😉

    @Henry: Era Emily Watson, appunto, grandissima attrice.

    The Hours: film magnifico, attori bravissimi, musica non ne parliamo. Rivederlo mi ha dato l’idea per un post.
    Meno male che ci sei tu che mi capisci tra tutti questi fondamentalisti cinematografici.

    😉


  46. a questo punto però a me resta la curiosità di sapere la posizione di lophelia su “the hours”…

    🙂

    p.s. elemento deragliante mi piace, altrove invece ho scoperto di essere un “nerd” o qualcosa del genere


  47. @Francesco: La posizione di Lophelia su “The hours” è intuibile: siete fatti l’uno per l’altra!
    😉

    No, nerd no. Sai troppo poco d’informatica.


  48. Quando l’ho visto non ero lucida, e così non posso essere sicura che la mia delusione-irritazione fosse interamente dovuta al film…comunque di rivederlo non me la sento, valga questo:)

    Arte, difficilmente due adoratori si incontrano…non è vero, Francesco?
    😉


  49. @Lophelia: E io che già mi vedevo al vostro matrimonio…
    😦


  50. adoratori? matrimonio?

    mi sfugge qualcosa…

    🙂


  51. No, a te non ti sfugge niente!!


  52. Sugli adoratori citavo sfacciatamente un mio post, per il resto certe parolacce io non le dico
    🙂



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