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The everlasting monday

17 dicembre 2006


Thou shalt have an everlasting monday and stand in the moon

The moon’s man stands in his shell,
bent under a bundle
of sticks. The light falls chalk and cold
upon our bedspread.
His teeth are chattering among the leprous
peaks and craters of those extinct volcanoes.

He also against black frost
would pick sticks, would not rest
until his own lit room outshone
sunday’s ghost of sun;
now works his hell of Mondays in the moon’s ball,
fireless, seven chill seas chained to his ankle.

(Sylvia Plath, 1957)

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6 commenti

  1. non so perchè non abbia ancora comperato una raccolta di poesie della Plath…


  2. L’anno scorso prima di Capodanno io e gabriele eravamo a Oslo. Ricordo una via bellissima, costeggiata da palazzi come quello della foto…


  3. L’anno scorso prima di Capodanno io e gabriele eravamo a Oslo. Ricordo una via bellissima, costeggiata da palazzi come quello della foto…


  4. @Hertz: Non lo so neanch’io, ma te lo consiglio davvero…

    @Chiara: La foto non è fatta a Oslo, ma l’atmosfera è quella!


  5. sylvia la consiglio anche io…pero’ va letta con parsimonia…(certe poesie fanno un male cane)


  6. Henry: tutte le cose forti andrebbero usate con parsimonia.
    Ma più si è senza pelle, più le si cercano.



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