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Estate, un tempo

1 dicembre 2006

Per impietose canicole
riempivamo di vino giallo oro
lisci bicchieri verdi
tagliandoci le labbra.
Innocente curvavo
l’arco di un’altra ultima estate
bevendone gli odori che uccidevo.
Sfioravo il suo dolore sotto il lento
arrampicarsi tra le pietre calde
delle piante di capperi e di ortica.
Con un solo occhio
si versava la pena dal suo volto
nelle mie mani.
Mi cresceva sopra
maschera informe
e diventava mia
con l’ultimo bicchiere.

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9 commenti

  1. Come al solito prosaica mi viene da chiederti: capperi? ma eri a Lipari, o da quelle parti?
    (chiedo venia per aver guastato l’atmosfera)


  2. Sulle orme di Riccardaccio…
    Guarda che le piante di capperi non esistono mica solo a Lipari…


  3. In realtà era una bieca scusa per carpire un qualche indizio temporale;) Ma ora mi sovviene una tua foto fatta sotto un sole propizio alle piante di capperi.


  4. saranno anche capperi, ma dolcissimi; un saluto Artemisia :-))


  5. @Lophelia: Ovviamente le tue antenne hanno intuito che questa poesia è stata scritta diversi anni fa…non so di quale foto stai parlando ma era credo un altro sole.

    @Rossofragola: grazie


  6. OT, arte scusa se insisto, ma non mi piace lasciare le cose a metà (son vergine mica per niente). ho trovato un altro link per scaricare il disco di damien rice.


  7. mi chiedo se la pena versata e la maschera cresciuta abbiano intaccato l’innocenza.

    mi piace pensare che non sia stato cosi’…

    bellissima, come sempre


  8. Il ricordo sembra essere frammisto al sogno, e così si possono spiegare certe simbolgie così insistentemente oniriche.
    Mi colpisce questa sensazione di indeterminazione, come se fosse il riflesso di uno stato transitorio.


  9. @Matteo: Noi vergini insistiamo sempre…perchè i dettagli sono importanti e le cose non vanno lasciate a metà! Sono tutti gli altri che non ci capiscono! Grazie ancora.

    @Henry: Purtroppo hai capito bene. Quella Maschera/Persona ha soffocato tutto, anche la mia innocenza, come qualcun altro aveva soffocato la sua…
    Ti ringrazio.

    @Dottor K: è molto vero e profondo quello che dite, molto molto vero. Non siete l’unico ad aver notato proprio questa indeterminazione, che purtroppo è tutt’altro che transitoria, e anzi assume sempre nuove forme.



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