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So few adjectives

29 novembre 2006


– Mrs Clifton, Count Laszlo de Almazy.

– Geoffrey gave me your monograph, and I was reading it up in the desert. Very impressive.

– Thank you.

– I wanted to meet the man that could write such a long book with so few adjectives…

– A thing is still a thing, no matter what you place in front of it. Big car, slow car, chaffeur-driven car, broken car…still a car.

– Love, romantic love, platonic love, filial love…quite different things, truly.

– Now there you have me.

(The english patient)

Ringrazio A. per avermi segnalato questo dialogo.

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21 commenti

  1. 1. chi è costui che si cela dietro quella A. puntata??? so di non essere io, ma ho desiderato di esserlo.

    2. capiti a fagiuolo (con la u): credo che per l’amore non sia solamente una questione di nomi e aggettivi, ma di nomi, aggettivi, e verbi… nessun concetto mi è parso più lontano dalla sua codificazione verbale di quanto lo sia il concetto “amore”. amore e amare riescono sempre ad essere la stessa cosa? l’amore per sua natura non dovrebbe essere innanzitutto un atto e poi una parola? tutto questo credo sia uno dei tanti sintomi di una frattura esistenziale che personalmente riconosco in me stesso ma ho il forte sospetto che sia ubiquitaria. quantomeno ci vuole uno sforzo per superarla che richiede una coscienza-chiave che ancora non ho raggiunto. niente di catastrofico, una semplice visione del mondo. comunque questa separazione tra sostantivo, verbo e aggettivo mi sta creando ansia al solo condividerla con voi… arte, non ho fumato… anzi si, ma poco poco ;o)
    baci a tutti.


  2. p.s.: comunque, per riallacciarmi al post di laura, questo dialogo credo sia da riproporre in caso di tentativi di seduzione… ;o)


  3. 1. Ma come sei curiosooo!!!

    2. Questione di aggettivi, verbi, COPULE, predicati…

    3. Il dialogo nel film è estremamente legato alla seduzione, è la scena in cui i due protagonisti si incontrano per la prima volta.

    Ma io non sono affatto sicura che le definizioni in amore servano…anzi ho proprio difficoltà a definire, limitare, circoscrivere


  4. ieri ho pensato a questo film.

    Lo giuro.


  5. … dico timidamente che non l’ho mai visto… provvederò quanto prima…
    notte a tutti…


  6. il film io l’ho visto ma devo ammettere che non mi ha entusiasmato.
    questo dialogo invece lo trovo splendido oltre che verissimo.
    non esiste un solo amore ma dieci, cento, mille forme diverse.

    poi c’e’ l’Amore…


  7. anche a me il film non mi ha emozionato, sarà perchè l’ho visto alla rassegna di Massenzio, d’estate e all’aperto e lascio alla vostra immaginazione i commenti ironici romaneschi che hanno fatto da sottofondo allo scorrere delle immagini, (tra parentesi quanto mi piace andare a queste arene estive, vi assicuro che i commenti degli spettatori sono esilaranti) però riguardo al tema “amore” rubo le parole a un poeta ditemela voi: “la verità vi prego sull’amore”, che io ancora non l’ho scoperta


  8. Con questo film io ho un rapporto particolare, per varie ragioni, e non solo per via di Ralph Fiennes…diciamo che è uno dei miei cult.

    @Henry: lo so che non ti ha entusiasmato…questa per me è una cosa incomprensibile, ma dopo attente riflessioni ho deciso che non permetterò che questo pregiudichi la nostra amicizia…
    😉

    Ma secondo te l’amore si può sempre definire in una forma o nell’altra?

    @Zefirina: Sì, immagino il dialogo col sottofondo di commenti in romanesco…:D!!!!
    La verità sull’amore? Ognuno deve trovare la sua credo…
    Ma forse siamo qui per aiutarci a vicenda (aiutatemi!!!)


  9. se l’amore lo si può capire, lo si capisce facendolo… il verbo più che il sostantivo… ma potrebbe anche darsi che questo sia solo un escamotage…


  10. ANTONIO IL FILM CONOSCENDOTI NON TI PIACERA’ DI SICURO.

    IO SONO MOLTO LEGATO A QUESTO FILM…IL DIALOGO CHE TU ARTEMISIA RIPORTI L’HO RIASCOLTATO TANTE E TANTE VOLTE….NON SI PUO DEFINIRE AMORE…LEGGETEVI L’ULTIMO POST DI FABIO :Amo ergo sum


  11. ANTONIO IL FILM CONOSCENDOTI NON TI PIACERA’ DI SICURO.

    IO SONO MOLTO LEGATO A QUESTO FILM…IL DIALOGO CHE TU ARTEMISIA RIPORTI L’HO RIASCOLTATO TANTE E TANTE VOLTE….NON SI PUO DEFINIRE AMORE…LEGGETEVI L’ULTIMO POST DI FABIO :Amo ergo sum


  12. @Antonio: potrebbe darsi

    @Pib: io più lo riascolto e più mi confondo


  13. Adoro “Il paziente inglese” film e protagonista. E il tipo di amore di cui racconta, mica male. Non mi sembra facile trovare gente così.
    Sarà solo un film da romanticoni?


  14. Antonio: E’ ubiquitaria.

    Zefirina: anch’io ho scomodato W.H.Auden nei commenti al mio penultimo post…

    Arte: ma se ognuno ha la Sua verità che possibilità di incontro ci sono? che fatica…condivido l’idea che siamo qui per aiutarci a vicenda. Il problema è con chi non c’è.
    Sul Paziente inglese dico solo una cosa: la scena tutta color miele-albicocca nella vasca da bagno, sulla geografia dell’amore. Sì, romantico, ma Ralph Fiennes fa perdonare tutto.


  15. @Rodo: Sarà un film ANCHE per “romanticoni”.

    @Lophelia: Le possibilità di incontro ci sono quando le verità si tangono e magari si intersecano pure. Alcuni però sono linee rette che proseguono all’infinito per la loro strada, senza incontrarsi mai neanche con se stessi.

    (A Ralph Fiennes perdono persino il ruolo in “Schindler’s List”, figurati la scena albicocca!!!)


  16. mi hai invocato – eccomi.

    – when were you the most happy?
    – now!
    – when were you the least happy?
    [silenzio, poi:]
    – now!
    – what do you love?
    […]
    – your handwriting…
    – what do you hate the most?
    – a lie
    what do you hate the most?
    – ownership,
    being owned…
    when you leave you should forget me.


  17. mi hai invocato – eccomi.

    – when were you the most happy?
    – now!
    – when were you the least happy?
    [silenzio, poi:]
    – now!
    – what do you love?
    […]
    – your handwriting…
    – what do you hate the most?
    – a lie
    what do you hate the most?
    – ownership,
    being owned…
    when you leave you should forget me.


  18. Il Paziente inglese l’ho adorato dalla prima sequenza: il pennello che scorre sul foglio ruvido tracciando linee dense.
    quando poi, molti metri di pellicola più avanti, ho visto l’ambientazione nella caverna di quella scrittura, sono stata assorbita per sempre da quella punta che scivolava sul foglio.
    E, parlando di seduzione, non vogliamo ricordare la strada di luce con le conchiglie?
    certo, dettagli, ma si può essere conquistati anche da una sola scena.
    E infine, forse turba un po’ il tono della discussione, ma mi è sempre rimasta nitida in mente la scena essenziale nella quale il paziente chiede l’eutanasia: in silenzio, con un solo dito, fa cadere un’altro flaconcino di morfina verso la siringa che lei sta preparando.


  19. @Auro: “Mi hai invocato – eccomi” sembra il Faust di Goethe, “potente fu il tuo appello”…
    🙂

    Bellissimo il dialogo che riporti nel commento: la fuggevolezza del tutto, le contraddizioni inconciliabili.

    Di nuovo grazie.

    @Claudia: Alla fine, anche quella della morte può essere una seduzione (e sicuramente nel film era intesa come un atto d’amore).


  20. @Arte: concordo perfettamente. Anche in “L’insostenibile leggerezza dell’essere” ci sono alcune intensissime righe dedicate all’eutanasia, rispetto al cane del personaggio. Fatta la siringa letale, emergendo per qualche secondo dal sopore, il cane guarda con occhi d’affetto il padrone e gli lecca la mano. Il ringraziamento per un atto profondamente d’amore che invece viene negato agli uomini.


  21. @Arte: concordo perfettamente. Anche in “L’insostenibile leggerezza dell’essere” ci sono alcune intensissime righe dedicate all’eutanasia, rispetto al cane del personaggio. Fatta la siringa letale, emergendo per qualche secondo dal sopore, il cane guarda con occhi d’affetto il padrone e gli lecca la mano. Il ringraziamento per un atto profondamente d’amore che invece viene negato agli uomini.



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