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A photographer’s life

26 novembre 2006


Non abbiamo mai usato termini come “partner” o “compagna”. Sarebbe stato come parlare di due vecchie signore. Io amavo Susan. Chiamateci amanti.

Annie Leibowitz

È appena uscito il libro “A photographer’s life” di Annie Leibowitz…e Natale si avvicina…

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26 commenti

  1. Della Leibovitz (che non sempre mi piace) ho un bel libro intitolato Women, foto di donne famose e no. Naturalmente la prefazione è della Sontag.


  2. Non ci vedi la bandiera dell’Italia?


  3. @Lophelia: anche a me non sempre piace. Questa mi piace.
    (Ma mi piace più la Sontag, specialmente il libro “The Volcano Lover”)

    @Francesco: l’ho pensato anch’io!
    🙂


  4. peccato che abbia ritratto anche l’artificiosissima famiglia cruise…chissà perchè in quel lavoro li non ci leggo tutta la meravigliosa passione che c’è invece nelle parole che hai postato…
    ma del resto come si dice? bisogna pur vivere…


  5. Scianna dixit: “c’è differenza tra un grande fotografo di persone e un fotografo di grandi celebrità” – e la Leibovitz per lui è la seconda che ha detto.


  6. @Lacuocarossa: Benvenuta! Lo so, lo so, la famiglia Cruise. Appunto, bisogna pur vivere. Se avesse messo tutta quella passione in tutto il suo lavoro penso che sarebbe sfinita…non credo si possa, nella vita professionale.

    @Lophelia: Quella di Scianna secondo me è un’affermazione in bianco e nero, e senza ombre e sfumature: non è detto che una fotografa che fa ritratti, forse anche mediocri, per soldi, non possa contemporaneamente essere una grande fotografa quando fa altre cose e fotografa altre persone. Ma insomma, la foto ti piace o no??


  7. e di tanto splendore loro che cosa vanno a pensare? Alla bandiera…Mah!


  8. be avrà dovuto pagare il mutuo pure lei e magari e a lei la famiglia cruise sta simpatica,

    anche a noi piaceva sentirci amanti, in effetti non eravamo nè conviventi nè compagni nè partner, vivevamo così ontani e ci incontravamo solo per sentirci “amanti”


  9. @Rossofragola: Splendore proprio!

    @Zefirina: Ma come, anche tu con la Leibowitz…
    😉


  10. La foto è bella, la conoscevo. E non mi fa pensare alla bandiera.


  11. Non penso ci sia da rimanere stupiti se questa foto richiama l’idea del tricolore:l’impatto coloristico, in un’immagine quasi monotonale come questa, e’ quello che si vuol far saltare agli occhi, non e’ un caso..
    Conosco parecchie foto della Leibowitz, ma questa non mi esalta particolarmente, sara’ che il nudo, in interni e a colori, e’ parecchio infingardo, nel senso che si casca facilmente o nel volgare o nello scialbo/inutile.
    Non mi piace la posizione artefatta e la luce cruda e artificiale.
    Il libro e’ sicuramente uno stupendo regalo:-)

    SI


  12. @lophelia & arte: ma la sontag è quella scrittrice simpatica con il ciuffetto bianco come gizmo, il capo cattivo dei gremlins? ;o)
    ammirava simone weil, quindi per la proprietà transitiva io ammiro lei ;o)
    baci


  13. @Silvia: Secondo te questa foto è volgare oppure scialba? Io non capisco niente di fotografia, ma non mi sembra nessuna delle due. Secondo me la posizione non è Arte fatta (scusate!), io la trovo violenta nella sua bellezza “artificiale”. Forte impatto.

    @Antonio: È lei, è lei!! Simpatica, vero!


  14. I diari della Sontag sono molto belli.


  15. Io non la trovo artefatta, casomai crudamente provocante, quasi violenta.


  16. @Chiara: Ti consiglio “L’amante del vulcano” e “Malattia come metafora” della Sontag, due cose diversissime tra loro ma molto belle entrambe. Io amo i diari in genere, quindi credo che li leggerò!

    @Lophelia: Ecco, appunto.


  17. Scusate ma devo dirlo: ma quei calzettoni…


  18. Il discorso era sul nudo in generale, che spesso produce foto inutili, giusto per il gusto di mostrare/si.
    In questo caso la foto non mi sembra volgare, ma solo un po’ insignificante.
    Ci sono quelle foto che, anche a non averle mai scattate, insomma non si sarebbe sentita la mancanza, e questa mi sembra una di quelle..De gustibus poi, si sa..
    Cmq i calzettoni, eh si’, fanno abbastanza onco..Tra l’altro sembrano pure zozzetti…:-P

    SI


  19. anch’io la trovo violenta… (nell’accezione espressa da Lophelia).

    ps. i calzettoni sono ORENDI!

    artemisia: grazie dei consigli! Li seguo ciecamente, come sai 😉


  20. I calzettoni però mi fanno pensare a Nanni Moretti quando in “Bianca” ricordava nostalgicamente le ragazze che portavano le espadrillas col calcagno fuori, sciatte ma sexy…


  21. e va be’, però…sono brutti, dai!

    Ragazze: ma che pelle questa?
    Se mi mettessi di schiena io…lasciamo perdere che è meglio 😉 ho una decina di nei.


  22. ops: intendevo che pelle HA questa?


  23. La Leibowitz. La vidi per la prima volta molti (singh!) anni fa ad Edimburgo, per caso, nella Portrait Gallery e mi colpì il suo bianco e nero e le foto dei dettagli, più che i ritratti.
    Questa mi piace per quella vestaglia/accappatoio lasciata lì, quasi come se stesse passando per caso e la fotografa le avesse chiesto di fermarsi un attimo. Poi la posizione è costruita, ma… il bicchiere sul mobile, i calzettoni, sembra di cogliere il momento che fugge.


  24. @Lophelia: ma come mi conosci bene…

    @Chiara: Non importa se sono brutti i calzettoni, non è quello il punto!(vedi Nanni Moretti)

    @Claudia: È il momento colto ad Arte.
    😉


  25. Quando l’ho vista per la prima volta l’avevo scambiata per te…ma lei ha i capelli più lunghi.


  26. Ah ecco…sì, praticamente UGUALE…



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