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Presente ricordato

24 novembre 2006


“Trasformiamo immediatamente il momento presente nella sua astrazione”

Milan Kundera

Il ricordo non cattura mai l’autentica esperienza…

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32 commenti

  1. argomento interessantissimo e (per me) sempre attuale.

    cos’e’ l’autentica esperienza? le esperienze che viviamo scorrono veloci nell’imminente. accadono e sono gia’ ricordo. suoni, colori, odori e sapori forse neanche li catturiamo nel momento stesso in cui l’esperienza e’ vissuta.

    nel ricordo invece vengono affinati, deglutiti, elaborati. cosa e’ dunque piu’ autentico? cio’ che ci sfugge o cio’ che rimane dentro e ci condiziona?


  2. argomento interessantissimo e (per me) sempre attuale.

    cos’e’ l’autentica esperienza? le esperienze che viviamo scorrono veloci nell’imminente. accadono e sono gia’ ricordo. suoni, colori, odori e sapori forse neanche li catturiamo nel momento stesso in cui l’esperienza e’ vissuta.

    nel ricordo invece vengono affinati, deglutiti, elaborati. cosa e’ dunque piu’ autentico? cio’ che ci sfugge o cio’ che rimane dentro e ci condiziona?


  3. qualcuno mi disse tempo fa mentre si parlava di ricordi che di fatto ogni ricordo e malinconico perche’ connotato dall’idea del tempo…che scorre e che sappiamo essere irripetibile


  4. Bellissima foto.


  5. @Henry: Bellissima domanda, inesauribile. Io credo questo: Noi riusciamo a percepire il mondo solo come quello che è PER NOI, articoliamo immediatamente le percezioni in sensazioni e immagini, che formano esperienze, alle quali attribuiamo valutazioni positive o negative. Quelle più significative le rielaboriamo poi all’infinito…in realtà dunque secondo me le esperienze esistono autenticamente solo nel ricordo e non nella “realtà”. La realtà di per sè non esiste neanche,siamo noi che creiamo la nostra realtà, inserendola in…

    @Pib: …coordinate spaziotemporali che SAPPIAMO essere irripetibili. Esatto, e questo dà malinconia al ricordo. Per questo per me l’espressione “vivere nel presente” non ha molto senso. Ma far tesoro di ogni momento bello, e vedere la bellezza di ogni attimo, questa è un’altra cosa, e questo sì, ha senso (è forse IL senso).

    @Chiara: grazie!
    🙂


  6. Bella foto, si può chiedere dov’è è stata fatta?
    Condivido ogni parola che è stata detta.


  7. La foto è fatta in una pizzeria vicino casa mia. Pizza cattiva, ma bel locale…

    Grazie! 🙂


  8. Che meraviglia: tutti con il casco. 🙂


  9. sono assolutamente d’accordo con “Il mondo é una mia rappresentazione”, non esiste la realtá se non nella percezione e rappresentazione che ognuno ne ha o ne puó avere.
    Tutto questo poi, nella rielaborazione mnemonica, viene opportunamente scremato di quello che faremmo fatica a ritenere, perché troppo in conflitto con la nostra rappresentazione generica del mondo, in conflitto con la nostra volontá di farlo combaciare e in conflitto con la potenzialitá assoluta dei neuroni (o del neurone, a volte) e delle reti cognitive.
    Ma se cosí non fosse, sarebbe piú doloroso, no?


  10. sono completamente d’accordo con questo: “le esperienze esistono autenticamente solo nel ricordo e non nella “realtà”. La realtà di per sè non esiste neanche,siamo noi che creiamo la nostra realtà” ma non mi è chiaro il collegamento con la foto…

    virruzza-stupida


  11. @Tack: Sì, che meraviglia, ma ripeto: la pizza è cattiva…
    😉

    @Claudia: Non so se capisco bene la tua domanda: vuoi dire che sarebbe più doloroso percepire la “realtà” senza filtri? O che sarebbe più doloroso se la realtà esistesse “veramente”? O che è doloroso accettare ciò che è in conflitto con quella che tu chiami “la nostra rappresentazione generica del mondo” e che io invece chiamerei “i nostri valori”?

    @Virruzza: Macchè stupida!! Il collegamento con la foto non è univoco nè ovvio…diciamo che è aperto alle interpretazioni.
    Io ho pensato al mio ricordo di quel posto, alle foto nelle foto che catturano attimi di vita, agli altri attimi di vita di quelle coppie che probabilmente non li ricorderanno, all’altra coppia (noi) che osservava il tutto senza essere nella foto, a voi che osservate la foto sul blog e le foto nella foto…(e forse qualcuno vi fa una foto mentre guardate il blog…ecc ecc)


  12. Artemisia: oggi compro un libro di Grossman ed è un po’ colpa tua 😉


  13. ps. vedi mio blog


  14. @Chiara: Non mi assumo responsabilità!!
    O perlomeno non da sola…
    😉
    Buona lettura.
    Ti linko.


  15. @Chiara: Non mi assumo responsabilità!!
    O perlomeno non da sola…
    😉
    Buona lettura.
    Ti linko.


  16. Chiara:
    http://www.flickr.com/photos/86876604@N00/199032004/

    (La mia è più bella!!)


  17. Anche io ho scritto un post sui ricordi e il presente… telepatia?


  18. Francesco, ti ho risposto sul tuo blog


  19. Non sapevo l’avessi fotografato anche tu!
    Rimedio subito 🙂

    ps. mi sto innamorando di Grossman. Che facciamo?? (per la cena, intendo).


  20. @Chiara: l’avevo previsto…
    Siccome dubito che Amos Oz sia il mio tipo, faremo così: piazziamo David G tra noi due a cena, e vedremo che piega prende la cosa. Vietato fare piedino!!


  21. per questo mi piacciono le foto, fissano meglio i ricordi e poi aggiungerei che i ricordi non cattureranno l’autentica esperienza, prò rielaborandoli rimuginandoci ricordandoli sai quante te ne fanno vivere di esperienze.
    Avete fatto caso che di una stessa esperienza due persone non racconatano mai la stessa versione, ognuna di loro l’ha sicuramente vissuta in maniera diversa ma così diversa da farti due racconti a volte dissimili.

    Ahooooooo non vi dimenticate di me alla cena l’avete promesso di portarmi


  22. @Zefirina: Acc, te ne ricordavi…Ok, allora ti piazziamo accanto a Tack che seziona i cadaveri a tavola (vedi suo post), così ti distrae da David G…

    Ma quest’idea della cena è proprio un successone…


  23. uh… l’annoso dilemma: il mondo è quel che è oppure ha senso solo in quanto da me percepito? non vorrei essere semplicistico, ma mi pare trattasi della secolare questione tra idealismo e realismo, tra aristotele e platone, tra kant e hegel… poveri noi, oggi alla metafisica nessuno fa più caso (.. e la cosa è diabolica…)…


  24. Antonio, e tu da che parte stai?


  25. Ok, Artemisia…dividiamocelo! (ma senza piedino) Zefrina: non ci dimentichiamo, tranquilla!!


  26. Ok, Artemisia…dividiamocelo! (ma senza piedino) Zefrina: non ci dimentichiamo, tranquilla!!


  27. arte: la mia fede nell’Incarnazione mi impone di essere dalla parte della Storia, sempre e comunque, quindi dovrei dire di essere un realista… ma la stessa fede nello Spirito mi impone di andare oltre la Storia e il Mondo, quindi dovrei dire dire di essere anche un Idealista… Oramai mi sono condannato a condannare l'”aut-aut” e a promuovere l'”et-et”…


  28. arte: la mia fede nell’Incarnazione mi impone di essere dalla parte della Storia, sempre e comunque, quindi dovrei dire di essere un realista… ma la stessa fede nello Spirito mi impone di andare oltre la Storia e il Mondo, quindi dovrei dire dire di essere anche un Idealista… Oramai mi sono condannato a condannare l'”aut-aut” e a promuovere l'”et-et”…


  29. @Arte: la mia domanda era: non sarebbe troppo doloroso se la nostra mente non facesse una cernita della percezione e ritenesse solo quello che “armonizza” con il quadro generale?
    Per quanto riguarda “valori”, forse è una deformazione professionale non usare questa parola. è che è troppo vicina a bene, male, giusto, sbagliato. Ma forse le parole neutre servono solo a non scegliere.


  30. @Antonio: Non c’è bisogno di scegliere

    @Claudia: Non si può non scegliere


  31. Mi ricorda il fenomeno della ritenzione:
    “la ritenzione è uno stato psichico che io percepisco, ma non percepisco quella acutezza con cui percepisco il qui ed ora. Adesso sto dicendo questa frase nelle mie orecchie risuona, ma anche nelle vostre risuona la frase che ho detto un attimo fa. Questa è una ritenzione cioè una sorta di ricordo primario, cioè il ricordo immediatamente dopo il suono emesso. Che fa si che possa scoprire che c’è un prima ed un poi. Il prima è una ritenzione che è presente nel momento in cui parlo e mano a mano che vado avanti con il discorso con percezione del qui ed ora mi porto appresso come una scia di comete, le ritenzioni di quello che era immediatamente precedente, questa è l’esperienza del flusso del tempo. Questa esperienza porta poi siccome io procedo e mi porto appresso tutto una melodia che mi scorre nelle orecchie mentre l’ascolto. L’inizio della melodia quando sono arrivato alla fine è la coda ultima della cometa. Quando è finita l’ultima nota è finito tutto. Allora diventa ricordo e questo è il ricordo secondario. Il ricordo consolidato come ricordo, mentre invece questa scia di comete che mi consentono di avere la percezione del fluire del tempo è una coscienza relativa. Cioè la coscienza del momento presente”.
    Piergiacomo Migliorati


  32. Mi ricorda il fenomeno della ritenzione:
    “la ritenzione è uno stato psichico che io percepisco, ma non percepisco quella acutezza con cui percepisco il qui ed ora. Adesso sto dicendo questa frase nelle mie orecchie risuona, ma anche nelle vostre risuona la frase che ho detto un attimo fa. Questa è una ritenzione cioè una sorta di ricordo primario, cioè il ricordo immediatamente dopo il suono emesso. Che fa si che possa scoprire che c’è un prima ed un poi. Il prima è una ritenzione che è presente nel momento in cui parlo e mano a mano che vado avanti con il discorso con percezione del qui ed ora mi porto appresso come una scia di comete, le ritenzioni di quello che era immediatamente precedente, questa è l’esperienza del flusso del tempo. Questa esperienza porta poi siccome io procedo e mi porto appresso tutto una melodia che mi scorre nelle orecchie mentre l’ascolto. L’inizio della melodia quando sono arrivato alla fine è la coda ultima della cometa. Quando è finita l’ultima nota è finito tutto. Allora diventa ricordo e questo è il ricordo secondario. Il ricordo consolidato come ricordo, mentre invece questa scia di comete che mi consentono di avere la percezione del fluire del tempo è una coscienza relativa. Cioè la coscienza del momento presente”.
    Piergiacomo Migliorati



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