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Col piede sbagliato

11 novembre 2006

La sveglia suona alle sei e un quarto. Dalle tre sono sveglia ad aspettarla e ad irritarmi di essere sveglia. (Verso le due di notte Maria la sonnambula chè ‘na bbambula ha tentato di preparare la colazione alle bambole, e da allora non ho più chiuso occhio.)Lo specchio del bagno riflette un ectoplasma dalla pettinatura vagamente punk. La guarnizione della caffettiera perde, e l’odore di caffè bruciato si diffonde allegramente per la casa. Il giornale è bagnato fradicio e illeggibile a causa della pioggia battente caduta sulla neve di ieri. Le strade sono piste da bob. Maria si ostina a voler andare a scuola con dei sandalini infradito. Incontrando la mia resistenza si trasforma in un’Erinni dai capelli particolarmente annodati. S.non trova una camicia stirata, decide di mettersi all’opera e si rovescia l’asse da stiro su un piede tentando di rispondere al telefono che già suona. La macchina odora dei biscotti ammuffiti dimenticati sotto i sedili. S. annuncia che un meeting lo bloccherà fino alle dieci di sera.

La mia collega è malata. Il mio telefono squilla già prima che io apra la porta. Il capo mi chiama nel suo ufficio per appiopparmi diecimila compiti assurdi e urgentissimi, e ha l’occhio più a pesce lesso del solito. Scopro di aver perso irrimediabilmente tre files importanti. L’ascensore non funziona. Per le scale incontro la moglie chiacchierona di un paziente che mi descrive dettagliatamente i sintomi misteriosi che affliggono la sua vicina. Ho dimenticato i soldi a casa e non posso comprarmi il pranzo, che comunque non avrei il tempo di mangiare. I prelievi si sono coagulati. L’azoto liquido è evaporato. La posta è piena di spam. Sento le prime avvisaglie di PMS. Mi telefonano dalla scuola che Maria ha vomitato sul quaderno, ha quaranta di febbre e vuole la mamma. La strada di casa è bloccata da una betoniera impazzita. Comincio a svisionare dalla fame.

Metto a letto Maria, che subito vomita su cuscino, piumone e materasso. Non ho fatto la spesa. Nel frigo regna la desolazione. Decido di tirare fuori qualcosa dal freezer, ma qualcuno ha dimenticato di chiudere bene la porta e mi accorgo che tutto si è scongelato e che la dispensa è allagata. Sto per mettermi a piangere, ma già dalla cameretta giunge il rumore di nuovi conati della piccola…

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19 commenti

  1. Questi ioni negativi non perdono tempo…
    sì, ci vuole quantomeno una lampada antistress.


  2. raddrizzare una giornata cominciata male a volte é proprio un’impresa…

    un abbraccio


  3. raddrizzare una giornata cominciata male a volte é proprio un’impresa…

    un abbraccio


  4. sembra un fil, sembra.tieni duro arte.un abbraccio.


  5. Per fortuna le giornate come questa sono una su mille. Basta solo resistere alla tentazione di buttarsi dalla finestra (tanto non ti faresti quasi nulla) e pensare che domani è un altro giorno.
    Magari ricordati quale era il piede che hai messo giù per primo e non lo rifare….


  6. @Lophelia: Una lampada! Il mio regno per una lampada!

    @Baebs: Raddrizzare questo tipo di giornata è impossibile,l’unica è aspettare che finiscano

    @Matteo: Grazie della solidarietà

    @Rodo: Potrei buttarmi dal balconcino e cadere sulle tuie…
    😉


  7. Il tuo racconto, artemisia, conferma un mio convincimento:
    i fastidi, le noie, i guai non vengono mai da soli.
    Però passano, caspita se passano… è vero, sono passati? 😉

    Coraggio.


  8. Il tuo racconto, artemisia, conferma un mio convincimento:
    i fastidi, le noie, i guai non vengono mai da soli.
    Però passano, caspita se passano… è vero, sono passati? 😉

    Coraggio.


  9. Ci hai le tuie in giardino? che bello! vedi, una nota positiva è venuta fuori.


  10. @Tack: I guai sono come le ciliegie…

    @Lophelia: Sì, tuiacce informi multiresistenti al gelo, bruttissime…

    Vi rivelo una cosa. Questo post si riferisce a diverse giornatacce passate, non a ieri o oggi, è praticamente un condensato di cose successe, se non nell’arco di un solo giorno, in un periodo di tempo molto breve. Molte delle mie giornate somigliano sinistramente a questa. Insomma, ho preso qualche licenza poetica, ho liberamente riadattato…ma voi non lo fate mai?

    Ora però mi sembra di avere abusato della vostra solidarietà!
    😦


  11. Caspita… da farci un film!


  12. Ma che abusato, arte? la solidarietá non é mai troppa! ma come sta Maria intanto?
    Se non siamo reciprocamente solidali….. qui in questo sperduto e rumoroso paese del veracruz mi sentirei veramente persa!


  13. arte se la licenza poetica non la si utilizza qui, sui nostri spazi virtuali, non credo avremmo altri luoghi per poterlo fare.
    Stai tranquilla che la solidarietà non è mai troppa, anche perché, andranno pure via come le cilegie (buone), ma i guai sono successi, no? 🙂


  14. arte se la licenza poetica non la si utilizza qui, sui nostri spazi virtuali, non credo avremmo altri luoghi per poterlo fare.
    Stai tranquilla che la solidarietà non è mai troppa, anche perché, andranno pure via come le cilegie (buone), ma i guai sono successi, no? 🙂


  15. Totalmente d’accordo con Tackutoha. La sfiga è sempre multipla…


  16. come dice un mio amico:
    a cavallo stanco, Dio gli manda mosche


  17. come dice Lupo Alberto:
    la fortuna è cieca
    ma la sfiga ci vede benissimo


  18. @Francesco: Sì, facciamoci un film! Una specie di Bridget Jones: protagonisti Arte e Colin Firth!!
    😀

    @Claudia: Tu non ti perderai mai da nessuna parte…persi casomai sono tutti quelli da cui sei lontana!

    @Tack: i guai sono quotidiani, solo che a volte ci si fa più caso

    @Antonio: legami multipli, sfiga multipla

    @Zefirina: come dicono i fiorentini: ci fa buca!


  19. geniale… sono contenta di averti ispirato o stuzzicato l’ingegno…. 🙂



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