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Fuori o dentro lo strampalato albergo

6 novembre 2006

Il pianto sentito piangere
nella camera contigua
di notte
nello strampalato albergo
poi dovunque
dovunque
nel buio danubiano
e nel finimondo di colori
di ogni possibile orizzonte
dilagando
oltre tutti i divisori
delle epoche
delle lingue
sentito bene sentito forte
nel suo forte rintocco di eptacordio
e rimesso nel fodero di nebbia
del sonno
e della non coscienza
riposto nel buio nascondiglio
del sapere non voluto sapere
fino a quando? –

(Mario Luzi, da “Per il battesimo dei nostri frammenti”)

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6 commenti

  1. L’ho già scritto che possiedo un libro con dedica autografa di Luzi, di lui medesimo? Me la dette in occasione dell’esame sostenuto di letteratura francese su una sua antologia.


  2. frammenti di sè, da perdere e forse ritrovare.


  3. appena l’ho vista mi son detto: finalmente arte posta una nuova poesia. leggendola mi dicevo: cavolo dopo questa non avro’ piu’ il coraggio di scriverne una delle mie…

    Luzi lo conosco poco ma lo amo molto.

    di questa poseia mi rimane il pianto sentito piangere e la domanda finale. terribile e fortissima.

    grazie


  4. appena l’ho vista mi son detto: finalmente arte posta una nuova poesia. leggendola mi dicevo: cavolo dopo questa non avro’ piu’ il coraggio di scriverne una delle mie…

    Luzi lo conosco poco ma lo amo molto.

    di questa poseia mi rimane il pianto sentito piangere e la domanda finale. terribile e fortissima.

    grazie


  5. @Riccardo: L’hai già scritto da qualche parte, ma non fa niente! Fortunello!
    Io invece di Luzi mi ricordo questo: una sera in cui lui leggeva poesie alla Sala Vanni in Santa Croce, poi lo accompagnammo a casa a Bellariva con dei miei amici, una persona timida e molto fine.
    Poi uno di questi amici mi regalò una copia del libro.

    @Hertz: Frammenti di altri sè, da ascoltare ritrovandoli in sè stessi?

    @Henry: Ma come hai potuto pensare!! Ma ti ringrazio!! Magari!

    Comunque: presto posterò qualcosa, devo solo lasciar passare un po’ di tempo per evitare associazioni indebite
    😉


  6. “Riposto nel buio nascondiglio
    del sapere non voluto sapere
    fino a quando?”…fino alla ennesima ripetizione dello stesso suono rimbombante nella testa, fino all’accettazione del sapere. Bellissima poesia! Grazie!



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