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Medici senza frontiere

23 ottobre 2006

Ieri si è conclusa in Norvegia la campagna annuale di raccolta fondi per Medici Senza Frontiere. Nell’arco di neanche una settimana è stata raccolta la somma record di 181 milioni di corone, pari a 23 milioni di euro.

La campagna prevedeva partite di calcio, una maratona televisiva, concerti, bazar ecc. Si raccoglievano soldi nei luoghi di lavoro e nei centri commerciali. Volontari “rastrellavano” il proprio vicinato. Non c’è stata casa norvegese dove ieri non sia suonato il campanello. Alla mia porta ieri ha suonato un vicino, un ragazzo iracheno, studente universitario rifugiato qui da un paio d’anni con la sua famiglia.

In un paese scarsamente popolato come la Norvegia, che ha solo 4 milioni e mezzo di abitanti, raccogliere 23 milioni di euro significa che in media ogni norvegese da zero a 100 anni ha dato il corrispondente di 30 euro. Il comune più piccolo della Norvegia, l’isoletta di Utsira al largo di Bergen, è stato ilpiù generoso in assoluto. Ognuno dei suoi 109 abitanti ha donato 40 euro.

Un liceo di Sandefjord ha raccolto l’equivalente di 38.000 euro. Il primo ministro Jens Stoltenberg ha contribuito da parte del governo norvegese con 23 milioni di euro. Non si era mai raccolto tanto.

L’importo andrà tra l’altro alle cosiddette “crisi dimenticate”, quelle di cui si è smesso di parlare, i conflitti in Somalia, Etiopia, la catastrofe sanitaria del Darfur. Ogni minuto che passa un bambino al mondo muore di AIDS. La maggior parte potebbero essere salvati con una spesa per noi minima.

In TUTTO il 2005 in Italia Medici Senza Frontiere ha raccolto complessivamente 40.250.000 euro. Neanche il doppio di quanto si è raccolto qui in una settimana. L’Italia ha quasi 58 milioni di abitanti. La Norvegia, ripeto, 4 milioni e mezzo.

Cosa significano queste cifre? Ovviamente, che la Norvegia è un paese ricco. Ma anche, e soprattutto, che è un paese generoso.

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15 commenti

  1. questo non fa altro che confermare quello che si sapeva da tempo sull’italia. non solo in italia non si raccolgono quelle cifre, ma non si sa nemmeno cos’è il darfur, dato che uno dei nostri parlamentari, durante un’intervista civetta, ha detto che il darfur va assunto con cautela e soprattutto a stomaco pieno… poi si è scoperto che si era confuso con l’aulin e che il darfur prorpio non sapeva cos’era…
    che vuol dire questo? che gli italiani sono ignoranti? e perchè sono ignoranti? forse perchè sulle testate giornalistiche si continuano a scrivere i commenti alle notizie (con immancabili corollari politici, ovviamente) e non le notizie in sè…


  2. Se l’italiano non si sente “coinvolto” nel tipo di raccolta, se sente che il tutto e’ molto “lontano” e che non lo tangera’ mai…Poca vela con i soldi…Triste ma vero…Bell’esempio li’ da te Artemisia:-)

    SI


  3. @Antonio: bellissima quella dell’Aulin!Si ride per non piangere…

    @Silvia: chi si rivede! 😀
    Naturalmente molta gente capirà troppo tardi che la terra è una e che tutto ci tange…

    Ma secondo te gli italiani sono solidali con chi ha bisogno in Italia? Sinceramente curiosa…


  4. Eh lo so..casini col modem tra mac e pc, uno sfacelo..E poi dialers bastardi che si infilano quando mi colelgo al blog da un pc..mah…
    Gli italiani sono solidali quasi mai, nella media; e magari in modi circoscritti, superano invece loro stessi in quanto a generosita’…

    SI


  5. Eh lo so..casini col modem tra mac e pc, uno sfacelo..E poi dialers bastardi che si infilano quando mi colelgo al blog da un pc..mah…
    Gli italiani sono solidali quasi mai, nella media; e magari in modi circoscritti, superano invece loro stessi in quanto a generosita’…

    SI


  6. io credo che molto dipenda dalla sfiducia nelle donazioni ad enti così grandi.
    Dopo scandali passati ormai la gente dona a chi sa, a chi può vedere l’utilizzazione.
    Penso questo influisca molto.


  7. Che poi è tutto un chiedere, non ci si salva, Natale, tsunami, onlus, ong, adozioni,…Va bene, va tutto bene, ma poi ti viene sì da pensare “chi se li mette in tasca?”
    E bravi i norvegesi! Continuate così.


  8. Io penso che Silvia abbia centrato il punto: generosi sì, non solidali. L’italiano vuole la singola storia, il contatto visivo con la persona da aiutare, il rapporto personale. Le grandi organizzazioni non danno fiducia.

    Però, secondo me questa è anche una scusa dietro la quale ci si nasconde. È vero per alcuni, pochi, disonesti. Le organizzazioni come Medici senza Frontiere sono degne di fiducia. Però si cerca sempre la scusa per non fidarsi. E si finisce col non dare nente, non fare niente, che è la cosa più sicura…

    Quando i soldi si spendono per sè, chi se li mette in tasca?


  9. Se continui così ci vengo veramente a vivere dalle tue parti!!!! Non fosse per il freddo e il buio…


  10. Eh, non fosse per quello…
    Però puoi venire d’estate, a trovarmi e a suonare!
    😉


  11. Io vedo in Italia un grande bisogno di sentirsi coinvolti e quasi un bisogno di poter dire a se stessi quanto si è bravi e generosi, secondo me è per questo che funzionano le grandi maratone o le trasmissioni che raccolgono fondi per grandi eventi tragici (lo tsunami insegna). Il fatto che il messaggio parta dalla televisione e magari da una trasmissione molto seguita è senza dubbio utilissimo per scatenare questo meccanismo.
    Medici senza frontiere, che lavora in maniera più silenziosa e discreta raccoglie nel nostro paese meno consensi e aiuti.


  12. Ciao Anna, e benvenuta (ma sei l’Anna??)
    Secondo me quello ceh manca in Italia è la capacità di incanalare questo bisogno di aiutare in azioni più capillari e concrete, per esempio andare in giro per il vicinato a raccogliere fondi, fare una torta e venderla davanti al supermercato, ecc.
    Non solo davanti alla tv!
    🙂


  13. Guarda che lo faccio!!! 😉


  14. Guarda che lo faccio!!! 😉


  15. @Francesco: ma io mica dico per dire!



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