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Piccole perle

5 ottobre 2006

L’espressione sul volto di Maria stamattina quando ha aperto il pacco col costume da odalisca che le ho comprato al Gran Bazar di Istanbul…Mi ero pregustata questo momento per giorni, ma vederla illuminarsi di gioia alla vista di tutto quell’oro, lustrini, veli…vedere la sua gioia infantile…

Piccole perle di gioia da conservare per sempre.

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16 commenti

  1. sara’ stato un regalo bellissimo per lei ma sono sicura che riabbracciarla e ritrovare il suo sorriso sara’ stato un regalo molto molto piu’ prezioso per te!!!!dalle un bacino sulla fronte da parte della sua parteno-zia!


  2. anche io riportai all’ allora piccola valentina un costume da odalisca da instanbul, ancora lo conservo da qualche parte, invece lei che ci è stata a settembre per un convegno e mi ha riportato una bellissima sciarpa, come vedi prima tocca alle mamme e poi alle figlie, ti è capitato di leggere su instanbul il libro di Orhan Pamuk, non è molto scorrevole ma ci ritrovi tutte le atmosfere tipiche di questa città, un saluto.
    p.s. ma come mai tutti che organizzano convegni ad instabul???


  3. @Roberta: Naturalmente per me quello è stato il Regalo!

    @Zefirina: Benvenuta!
    Quello che scrivi mi piace molto…io di sciarpe a Istanbul ne ho comprate un’infinità, ma spero che un giorno Maria ne porti una a me…

    Orhan Pamuk l’ho scoperto in inglese in una libreria di Istanbul coi gatti che dormivano sulle pile di libri, e naturalmente l’ho subito comprato. Lo sto divorando. Io lo trovo non solo scorrevole, ma ipnotizzante. Riesce a mettere in parole quello che fin dal primo momento ho sentito per quella città ma che non riuscivo a definire.

    Già: come mai nessuno organizza convegni a Poggibonsi?


  4. @Roberta: Naturalmente per me quello è stato il Regalo!

    @Zefirina: Benvenuta!
    Quello che scrivi mi piace molto…io di sciarpe a Istanbul ne ho comprate un’infinità, ma spero che un giorno Maria ne porti una a me…

    Orhan Pamuk l’ho scoperto in inglese in una libreria di Istanbul coi gatti che dormivano sulle pile di libri, e naturalmente l’ho subito comprato. Lo sto divorando. Io lo trovo non solo scorrevole, ma ipnotizzante. Riesce a mettere in parole quello che fin dal primo momento ho sentito per quella città ma che non riuscivo a definire.

    Già: come mai nessuno organizza convegni a Poggibonsi?


  5. Grazie per la condivisione.
    “Gioia infantile”: riusceremo a recuperarla/conservarla?


  6. me la immagino… che bella 🙂
    i regali sono una cosa fantastcia a tutte le età, ma alla sua si riempiono di magia 🙂


  7. me la immagino… che bella 🙂
    i regali sono una cosa fantastcia a tutte le età, ma alla sua si riempiono di magia 🙂


  8. Lustrini, oro, veli. Maria mi piace sempre di più!
    un giorno dovrò spiegarle il legame che c’è tra Kitch e rivoluzione, ed allora amerá ancora più spasmodicamente lustrini, paillettes… e collane con molti fili e pacchetti con molti nastri.


  9. @Fabio: no, non ci riusciremo mai.

    @Noek: Mi fa sorridere pensare quanto poco tempo è passato da quando anche tu eri piccola come Maria…(spero che tu non ti offenda, è un complimento!)

    @Claudia: Un giorno lo dovrai spiegare anche a me, perchè veramente mi sfugge! 🙂


  10. Arte: il kitsch è il gusto convenzionale portato all’esasperazione, sinteticamente. è la riproduzione di un’opera d’arte… in plastica. Non vuole proporre un nuovo criterio di bellezza, vuole riprendere quello standard, ma lo esagera. è una lampada con un angioletto e sopra un paralume scozzese. Niente di volutamente fuori dagli schemi, ma fuori dagli schemi.
    E così rompe l’equilibrio dall’interno. Non è una controcultura, che è sempre funzionale alla cultura. è un tarlo che nasce dall’interno e scava.
    Il Kitsch mostra di noi stessi l’aspetto mercificato, appiattito, “prostituito” e ci guarda.
    è una guerriglia che scardina l’ordine costituito.
    Un mobile classico con sopra una mucca tutta lustrini e paillets non ti costringe a riflettere anche sulla convenzionalitá del mobile?


  11. Allora un’anticultura più che una controcultura…no?
    Quello che scrivi mi fa pensare a Jeff Koons.

    Comunque spero che la cosa finisca qui, nel senso che la mucca di pailettes spero di evitarla…
    😉


  12. Purtroppo il proprietario della mucca in questo periodo non ci sta leggendo 😦
    Ma la mucca è bellissima! chiedigli di fotografartela.


  13. #arte: certo che non mi offendo… è un pensiero molto tenero…

    ogni tanto penso anche io alla mia età.. è strano… è come se ogni anno mi “invecchiasse” di cinque almeno allontanando i ricordi anche più vicini…


  14. #arte: certo che non mi offendo… è un pensiero molto tenero…

    ogni tanto penso anche io alla mia età.. è strano… è come se ogni anno mi “invecchiasse” di cinque almeno allontanando i ricordi anche più vicini…


  15. @Claudia: voglio vedere questa mucca!!

    @Noek: Ti voglio confidare una cosa inquietante…quando avevo la tua età avevo spesso la stessa sensazione…
    Molto spesso leggendoti mi sembra di leggere i miei vecchi diari: stesso linguaggio, stesso modo di vedere il mondo. Una delle cose inquietanti che osservo ultimamente!


  16. @Claudia: voglio vedere questa mucca!!

    @Noek: Ti voglio confidare una cosa inquietante…quando avevo la tua età avevo spesso la stessa sensazione…
    Molto spesso leggendoti mi sembra di leggere i miei vecchi diari: stesso linguaggio, stesso modo di vedere il mondo. Una delle cose inquietanti che osservo ultimamente!



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