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Il Cantico

24 settembre 2006

I sensi espressi in parole, la spiritualità del corpo, il senso del sesso e il sesso del senso…rileggendo i post di Pib e Morgan, e i molti interessanti commenti…

L’Amata

Come sono belli i tuoi piedi nei sandali,
o figlia di nobile!
Le curve dei tuoi fianchi
sono come monili,
lavoro di mani d’artista.
Il tuo ombelico è una coppa rotonda,
ove non manca mai vino aromatico.
Il tuo ventre è un mucchio di grano
contornato di gigli.
I tuoi seni somigliano a due caprioli,
gemelli di gazzella.
Il tuo collo è come una torre d’avorio
i tuoi occhi sono come le vasche di Chesbòn
alla porta di Bat Rabbim;
il tuo naso è come la torre del Libano,
che vigila verso Damasco:
Il tuo capo è sopra di te come il Carmelo
e le chiome del tuo capo come la porpora:
un re è rimasto preso nelle trecce!
Come sei bella, come sei incantevole,
o amore, figlia di delizie!
La tua statura assomiglia alla palma e i tuoi seni ai grappoli.
Mi sono detto:
“Salirò sulla palma,
afferrerò i rami più alti.
E mi siano i tuoi seni
come i grappoli della vite,
il profumo del tuo respiro
come quello dei cedri
e il tuo palato come ottimo vino
che scende dritto alla mia bocca
e fluisce sulle labbra e sui denti!”

(Cantico dei Cantici,7, 1-21)

L’Amato

Il mio Diletto è bianco e rosso,
si riconosce fra diecimila!
Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi riccioli sono palme,
neri come il corvo.
I suoi occhi sono come colombe
su rivoli d’acque;
i suoi denti lavati nel latte
si posano in perfetta incastonatura.
Le sue guance sono come aiuole di balsamo,
scrigni di erbe aromatiche;
le sue labbra sono gigli,
stillano mirra liquida.
Le sue mani son cilindri d’oro,
tempestate di gemme di Tarsis;
il suo ventre un blocco d’avorio
incrostato di zaffiri.
Le sue gambe sono colonne d’alabastro
che poggiano su basi d’oro puro;
il suo aspetto è come il Libano,
maestoso come i cedri.
Il suo palato è la stessa dolcezza
ed egli è tutto una delizia.

(Cantico dei Cantici, 5, 10-17)

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14 commenti

  1. Appunto. Insuperabile.
    Unico inconveniente: se ne abusa in chiesa nei riti nuziali.


  2. Ma leggono anche “il suo ventre è un blocco d’avorio incrostato di zaffiri?”
    Ma capiscono cosa stanno leggendo?


  3. In effetti a quella parte lì non ci arrivano.


  4. ma è dal libro del Vecchio testamento? Pensavo, leggendo del Libano, che fosse di Hikmet.
    sarà perchè frequento poco i matrimoni ma non l’avevo mai sentito. Però mi divertirebbe vedere l’effetto tra zie e nonnine.

    Io sposterei solo:
    “Il tuo palato è la dolcezza stessa
    ed egli è tutto una delizia”
    ma forse sarà per l’abuso che faccio si stesso e stessa quotidianamente.


  5. @Claudia: Certo che è l’Antico Testamento…pensa, avrà quattromil anni…non siamo poi cambiati di molto, o almeno non in meglio.

    Proporrò la tua traduzione alla Conferenza Episcopale Italiana, chisà che non la cambino nella prossima edizione.

    Sento la mancanza di Antonio, ma capisco che lo bloccano le difficoltà tecniche di Blogger Beta


  6. a conferma del fatto che i sensi erano attivi fin dai tempi piu remoti


  7. eccomi quaaaaaa!!!! mo so c***i vostri!!!!
    claudia, allora vuoi proprio che le tue piante muoiano in atroce agonia!!!!
    p.s.: secondo me sto cantico nei matrimoni è sprecato!!! ;o)


  8. a proposito di sensualita’….

    peccato che la chiesa l’abbia trasformata in “peccato” e che ora brani come questo vengano solo tagliuzzati e censurati


  9. @Pib: I sensi sono sempre stati iperattivi 🙂

    @Antonio: anche secondo me!

    @Henry: la chiesa sta scontando e sconterà la pena per questo…quante cose si sono perse per paura…questo è il VERO peccato


  10. @Antonio: perchè ti scagli contro le mie piante? che ti hanno fatto?

    Ieri sera ero a cena con due antropologi, uno ebreo e l’altro ateo, ed ho detto: “Oggi ho scoperto il cantico dei cantici!”
    Risposta 1: Ebbé!
    Risposta 2: è il più bel testo erotico.


  11. Come “ebbè”???

    (Questa sembra una di quelle barzellette…”ci sono tre antropologi, uno ebreo, uno ateo e uno sfogliatella…”ecc)

    😀


  12. In confronto boccaccio era un pivellino!
    Questa è poesia erotica…


  13. si, anche a me suonava strana la lista dei commensali, ma data la provenienza del Cantico, volevo sottolineare la molteplicità delle provenienze.
    Ebbè – reso scritto non dà la sensazione che volevo evocare. Era una sintesi compiaciuta, che voleva dire più o meno: Hai detto cotiche! hai scoperto un capolavoro della poesia e della sensualità!

    Forse si capisce meglio se scrivo: Embéh? o Eh, beh!
    l’onomatopea non è il mio forte.


  14. Ah, ora capisco: volevi esprimere il toscano “hai detto stecco!”
    🙂



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