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Barboncini

17 luglio 2006

Una mia amica ha un barboncino.
Vittima di un malinteso di fondo, il barboncino è considerato un cane da salotto. Evoca immagini di vecchie signore col cappellino. Errore. Il barboncino in realtà è un cane da caccia. Intelligentissimo, veloce, dotato di grandi capacità relazionali, senso dell’umorismo e capacità di apprendimento.

Ma ancor più che un cane, il barboncino è uno stile di vita.

Il barboncino richiede cure. Specialmente se di bell’aspetto, è predestinato alla vita del cane da esposizione. Le esposizioni canine sono come una droga: se inizi non smetti più. Non è concepibile essere padroni di un bel barboncino e non esporlo. È eticamente riprovevole privare il cane (che capisce benissimo), il padrone (che capisce un po’ meno) e l’allevatore (che in genere non capisce niente)di una simile gratificazione.
E allora, inizia la follia. Il cane va lavato, asciugato, profumato, spazzolato. Incessantemente. Bisogna pulirgli i denti e tagliargli le unghie, toglierli il pelame dalle orecchie, spazzolargli la coda. È chiaro che un essere umano non può fare tutto questo. Si ricorre allora alla figura del proprietario di salone per cani, categoria professionale che coi barboncini ha fatto la sua fortuna. Una “seduta” dura minimo 3-4 ore. Il risultato è sconvolgente: una nube soffice e odorosa di fiori, il sogno – divenuto assurdamente realtà – di un peluche vivente.

Ma il diavolo (canino) spesso ci mette la coda.

Basta qualche goccia di pioggia per rovinare tutto l’effetto bonbon e compromettere irrimediabilmente il risultato. E altri pericoli si addensano all’orizzonte.

Altri cani.

La mia amica porta il barboncino, appena uscito dal salone e dunque in forma smagliante, a fare una passeggiata nel bosco, tra gli sguardi di ammirazione dei passanti. Ma – ahimè – il richiamo della foresta ha un brutto effetto: l’istinto prevale sull’estetica. Spinto all’emulazione dalla cattiva compagnia di un incolto setter, il barboncino strappa il guinzaglio e si tuffa in una pozza gigante di melma, immergendovisi con voluttà, fino al collo. Crisi isterica della padrona, doccia, phon, spazzola. Il barboncino, riportato quasi agli antichi splendori, esce di nuovo. Ma il cagnaccio del vicino lo invita ad un gioco pericoloso, una lotta giocosa che ben presto prende una piega fatale. I maschi sono maschi, si sa: cosa fanno due cani che giocano, per marcare la loro supremazia l’uno sull’altro? La pipì! L’uno sull’altro! Seconda crisi isterica della padrona, doccia, phon, spazzola.

Il barboncino va a cuccia pulito. Ma fino a quando?

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19 commenti

  1. Fino a quando ricorrerà la padroncina del barboncino ad entrare in un salone per cani, fare una doccia, utilizzare il phon, picchiarsi con la spazzola. 🙂
    Che vita difficile!
    Da cani direi. :))


  2. non ho mai avuto un cane, nè da caccia, nè da esposizione, nè da compagnia, ma credo che sia ingiusto avere un animale e pretendere di trattarlo come un soprammobile. Tra l’altro mi hanno detto che, per il loro odorato molto sviluppato, profumarli e cancellare il loro odore li confonde molto e li disorienta.
    Credo che la padrona abbia bisogno di attenzioni e gratificazioni. Ma il cane?


  3. Claudia…ho paura che presto avrai una risposta alla tua ultima domanda…mi raccomando, calma…


  4. Claudia…ho paura che presto avrai una risposta alla tua ultima domanda…mi raccomando, calma…


  5. La padrona del barboncino avrebbe bisogno di qualche seduta dall’analista e il barboncino di una padrona che lo capisce!


  6. ma la tua amica come si comporta con i propri figli?


  7. :))))
    Come quando si dice “io sto dalla parte del toro” (vero tack?), “io sto dalla parte del barboncino”!
    Povero cane, che vive in preda alle crisi isteriche della “padrona”! Ma, appunto, chi è il vero “padrone”? A me sembra che il “cane” sia la “padrona” e il “padrone” siano le sue crisi isteriche!
    Forza barboncino!


  8. Visto che la padrona (forse saggiamente) ha scelto di astenersi dai commenti, chiarirò alcune cose io:

    Quel barboncino, nonostante quello che si potrebbe pensare leggendo le mie esagerazioni, se la gode un mondo, non vi preoccupate! Riceve amore, attenzioni, gioco e movimento. Le “crisi isteriche” sono una mia licenza poetica, diciamo che si tratta di “leggere irritazioni”…
    Le esposizioni sono un paio di volte l’anno…

    @Antonio: figli? Ma il figlio è lui!

    @Fabio A. : figlio padrone!


  9. @fabio artigiani:

    Verissimo 🙂

    Dai barboncino provaci ancora,
    lì in quella pozza gigante di melma.
    Siii, così. :))))

    Ah, la libertà canina!


  10. Secondo me i barboncini sono pure buoni da mangiare, anzi dovrebbe essere il loro impiego principale. C’era anche un film, se non ricordo male…


  11. Artemisia, ma tu hai un’amica così isterica??? Prima di mandarla in un manicomio me la devi far conoscere! o meglio vorrei conoscere il suo barboncino che potrebbe giocare benissimo insieme a Felix. Per me i momenti più belli sono quando Felix si decide a far vedere il suo vero carattere, quando inconsapevole della sua bellezza si tuffa, come quel cane lì, in una pozza di melma! Non importa che dopo ci vogliono ore per pulirlo, il momento è unico!


  12. Sì, Fantozzi quando va con la Mazzamauro al ristorante cinese. Ti riferisci a questo?

    Anch’io ho un barba-volpino, Budino, decisamente non da esposizione, ma sono sicura che Felix si diverta nonostante tutto,anzi, forse proprio grazie a tutto questo.


  13. @Paolo: Sì, abbiamo capito per chi fai il tifo tu: l’omm’a da puzzà (anche il cane evidentemente…) ;))

    @Riccardo: ti riferisci sicuramente al famoso “Il silenzio dei barboncini” con Anthony Hopkins aka Hari Seldon nel ruolo principale…

    @Triksi: te la voglio proprio presentare…;))

    @Rodo: Stai attenta a Riccardo, lui i budini li mangia in un boccone…


  14. La libertà e la fantasia della natura vanno ben oltre i nostri capricci umani. Grazie a dio o a chi per lui.
    E speriamo che quel barboncino si sbrodoli addosso per l’eternità! 😉

    Morgan


  15. @Arte: i tuoi chiarimenti ridimensionano il primo post. Ora tutto si inquadra in un desiderio periodico e comprensibile.
    Come sarà con Giorgia? farò la zia puntigliosa che cerca di farla stare sempre infiocchettata e “vetrinesca” o una bella tutona colorata e via, a rotolarsi nel prato?


  16. Basta che non la porti alle esposizioni e non le insegni a dare la zampa prima di darle il biscottino…;))

    Scherzo, sarai la zia migliore del mondo!


  17. Beh, se non sbaglio sono anche mordaci… hanno un caratteraccio e mordono alle caviglie… buona fortuna…


  18. Ma no Francesco, le nipotine non sono mordaci, figurati!!
    ;))



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