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10 luglio 2006

damien rice

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23 commenti

  1. ascolto religiosa-MENTE in SILENZ-IO


  2. ho visto solo il titolo e il fermo immagine: mi auguro che sia quello che penso. 😉


  3. Siiiiiiii. :))
    L’ascoltavo stamattina mentre viaggiavo nel mio pod.

    COMMOVENTE!

    grazie Arte. :))))


  4. non conoscevo questo cantante, quindi non mi aspettavo niente, ma le note e la voce sono di una delicatezza ed “Evocativitá” estreme.


  5. @Pib: Ascolta e guarda che è bellissimo

    @Paolo: ma prego! Piace anche a te?

    @Claudia: questa canzone me l’hanno regalata per i miei 40 anni…poi è stata rievocata da diversi…evocativa è la parola giusta.


  6. Ah dimenticavo:
    nel video ho riconosciuto alcune scene del film Closer.
    Questo brano rappresenta il suo leit motiv.
    Per chi non l’avesse visto, consiglio vivamente di farlo.


  7. Ma cos’è, vi siete messi d’accordo? Va bene va bene lo ordino subito!!


  8. A me invece “Closer” non è proprio piaciuto… Secondo me gli americani non sanno fare film romantici, almeno non come i francesi o gli italiani… Mi sembrano tutti molto inverosimili, tutti sulla falsariga di “Sleeping in seattle” o “Autumn in New York” (o non mi ricordo come…). Le stesse atmosfere, la troppa importanza data all’individualismo, la consacrazione di storie d’amore alla fine comuni che però sembrano epiche, quindi alla fine quasi ridicole. Degli Usa preferisco film esistenzialisti un pò strambi, come “21 grammi”, “Crash”, “Magnolia”, ecc…


  9. L’ho visto due volte qui a Londra. Il suo primo concerto allo Shepherd’s Bush Empire mi lascio’ senza parole, estasiato. La seconda volta, alla Brixton Academy mi piacque un po’ meno. Una mia collega della radio gli aveva parlato di me e lui, oltre ad invitarmi al concerto, mi fece avere un invito per una festa di suoi amici, dopo il concerto. Fu cosi’ che lo conobbi. Un ragazzo davvero simpatico. E sua sorella e’ ancora piu’ simpatica di lui, poi insieme fanno troppo ridere, si prendono in giro in continuazione, ma si vede che si vogliono troppo bene. Ma dov’e’ finito, a proposito?


  10. @Antonio: prima vedo poi decido!

    @Fabio carissimo…alla festa di Demian Rice….ma carissimo Fabio, la prossima volta che vengo a Londra ci andiamo insieme?;)


  11. @Arte: Marchesa, se vuole per l’occasione le faccio da lacchè… ;o)


  12. @Antonio: E sia, in veste (gallonata) di Agenore ti concederò di attaccare i cavalli e venire meco al suddetto intrattenimento…ma mi raccomando il decoro del casato!! 😉


  13. Artemisia,
    non posso esimermi visto che nessuno l’ha ancora ricordato:
    il brano che ci hai regalato è anche la colonna sonora dell’ultimo film di Nanni Moretti Il Caimano. 🙂
    Come vedi un brano che acchiappa molto.


  14. @ Fabio: INVIDIA!!!!!E UNO DEI ARTISTI PREFERITI. E A TORONTO,ONTARIO DOVE VADO GIOVEDI MA LO SHOW E’ SOLD OUT…L’HO INSEGUITO E MI E SFUGGITO!!!!!!


  15. @Pib: allora sarà per la prossima festa a Londra…porterò DUE maggiordomi, come si conviene ad una del mio rango!

    @Paolo: preferisco Closed…


  16. antonio – pur rispettando la tua opinione del film – ma come fai a mettere “Closer” e “Autumn in NY” nella stessa frase? non ricordo alcunche’ di sdolcinato e/o veramente americaneggiante nel film… che ti prende allo stomaco con i suoi dialoghi fulminanti, precisi, diretti, implacabili, finestre aperte sull’anima dei personaggi, illuminanti per il modo in cui rivelano, espongono, rendono in parole le emozioni ed i pensieri, anche e soprattutto quelli non immediatamente evidenti a livello cosciente.

    un film importante perche’ fa pensare, interroga sul significato non evidente delle cose, sul modo in cui i rapporti nascono, crescono ed a volte drammaticamente finiscono, sull’attenzione che serve dare alle parole – quelle dette e quelle ascoltate.

    e poi, il finale drammatico ed inaspettato – che si puo’ volere di piu’?


  17. @Auro: Hai notato che io sbaglio sempre il titolo di questo film? Ora ad esempio ho scritto Closed invece di Closer. Poi sbaglio gli attori, mi dimentico che me ne hanno parlato e chi…insomma c’è un rapporto conflittuale…


  18. @auro: sono onorato di ricevere la tua attenzione, il misterioso e oracolante auro ;o)… in realtà anche io subisco i vuoti mnemonici di artemisia quando si parla di film, di canzoni, e in genere di forme di arte eccessivamente dinamiche per me (forse è per questo che mi affascinano le icone…), però a differenza di arte io so il perchè… il 90% dei film, delle canzoni, ecc… parlano di amore, e già quello per me basta e avanza a farmeli mettere non solo nella stessa frase, ma anche sullo stesso piano…

    p.s. per chi mi conosce di persona: stamattina a lavoro mi è appena accaduta una cosa strana, ma per me molto comica… stavo raccontando una mia vecchia performance sessuale (oramai le mie performances sessuali sono tutte vecchie…) e uno dei miei colleghi ha dovuto allontanarsi per andare a vomitare… poi si è scusato dicendo che non ha resistito all’immagine di me mentre facevo con lui le cose che stavo raccontando… ora mi domando: faccio così schifo oppure ho un modo molto schifoso di raccontare le cose??? arte aiutoooooooo!!!!!


  19. @Antonio: ma dobbiamo proprio parlarne qui??
    Sul tema dell’amore sei stato già (verbalmente) “bastonato” abbastanza a Londra…non andartele a cercare!
    Rispondendo alla tua domanda: è il MODO in cui ti rapporti a certi temi che provoca certe reazioni in chi ti ascolta…anche il fatto che tu lo trovi comico!
    Non ti azzardare a parlare di queste cose quando andiamo alla festa di Demian Rice!!!!! Ti proibisco!!!!;)


  20. @Arte: alla festa, per restare zitto, ci verrò con un’ arancia in bocca, come si fa con le porchette! ;o)))


  21. Concordo con Auro tutto si può dire di Closer meno che è sdolcinato…

    You forget you’re dealing with a clinical observer of the human carnival


  22. @Pib: …but the observer is only pretending his detachment: he is also wearing a carnival mask…


  23. @pib: In realtà non mi riferivo alla sdolcinatezza dei film d’amore (quella lasciamola alle telenovelas), ma alla loro pretesa di poter dire qualcosa sull’amore celebrando le storie d’amore che raccontano, come appunto a me è sembrato facciano films come “Closer”. In questo senso intendevo il loro eccessivo individualismo… Ma forse è solo la mia difficoltà nell’immedesimarmici…

    @Arte: forse è lo stesso discorso della coscienza che vuole conoscere sè stessa… senza un “riferimento” esterno, prima o poi si incarta…



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