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La centrifuga

28 giugno 2006

Con un mio amico stavamo parlando di centrifughe.

(Lo so che è strano, ma io e il mio amico siamo strani.)

Quella della centrifuga è un’immagine interessante. Gira intorno a se stessa a velocità programmata, sempre lo stesso movimento, lo stesso raggio d’azione.

Non siamo a volte un po’ tutti delle centrifughe? Qualcuno inserisce in noi i campioni da analizzare. Non siamo noi a scegliere. Neanche scegliamo la velocità di rotazione. Giriamo e giriamo su noi stessi con dentro quelle poche idee piazzate strategicamente, separiamo il plasma dal siero, le sensazioni dalle valutazioni, ottenendo più o meno sempre lo stesso risultato: valutazioni altrui, sensazioni svaporate.

A volte non ci accorgiamo neanche di non essere calibrati. Così “sbilanciati” lavoriamo male, produciamo campioni inservibili. A volte è sbagliata la temperatura, ci riscaldiamo troppo, o siamo troppo freddi nelle nostre analisi.

La centrifuga continua la sua danza ronzante. Processa e basta, non sceglie, non fa niente da sola. Lei gira, gira e basta, sempre su se stessa.

“The run will end when the integral value has accumulated”.

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21 commenti

  1. ciao artemisia! come va in norvegia? non ti leggo da un po’, arrivo e mi parli di centrifughe? 🙂 baci!


  2. nel post sull’Ombra di qualche tempo fa, l’unica frase in grassetto era “La presa di coscienza dell’Ombra e’ l’inizio del lavoro di analisi”.

    ora dici “non siamo noi a scegliere [..] quelle poche idee piazzate strategicamente [..] valutazioni altrui [..]”

    sarebbe interessante capire di quale “calibrazione” imperfetta stai parlando, di quale ripetitivita’ comportamentale ti accorgi, generante “ronzii” e “sensazioni svaporate”… o no?

    – un abbraccio, a.


  3. Si tratta del destino o del fatto che non siamo “programmati” efficacemente agli imprevisti?
    Oppure delle nostre convinzioni?


  4. La centrifuga è una trappola, ma se si sale sul bordo, quello oltre l’alloggiamento delle provette (cioè noi, no?) e si staccano le cinture, si viene sparati lontanissimi!!!


  5. @Sam: come centrifuga ho un limitato il mio raggio d’azione…grazie della visita, a presto.

    @Auro: sarebbe indubbiamente interessante, ma non qui e non ora…

    @Miss Pip: non credo al destino. Credo che abbiamo davanti milioni di scelte microscopiche ma che la forza di gravità ci tiri giù e quella centrifuga ci faccia muovere solo su noi stessi. Non riusciamo ad essere LEGGERI

    @Antonio: Io pensavo alle provette come concetti o pensieri che noi, quando ci comportiamo da centrifughe, accogliamo in noi acriticamente e processiamo risputandoli fuori, ma che in noi non lasciano traccia

    una vita predigerita


  6. Si scusa, infatti avevo capito male… riformulo il concetto, mutatis mutandis… Bisogna allora allentare la vite che mantiene il rotore della centrifuga solidale con la centrifuga stessa… sarà la stessa forza centrifuga (scusate il gioco di parole) che lo solleverà oltre la soglia del pozzo… saremo noi a sollevarci staccandoci dal resto… Il problema è dove trovare la chiave per allentare quella vite… e soprattutto, una volta trovata, in che verso usare il polso… il rischio infatti è che anzichè svitarla la si avviti ancora di più…


  7. C’ENTRI FUGA….


  8. beh, io ne parlavo a una mia “amica” qualche tempo fa ma per altri motivi…
    😉


  9. @Anto: sebbene il tuo commento generi un po’ paura – per l’introduzione del sospetto del maggiore avvitamente, che non solo annullerebbe le intenzioni, ma le stringerebbe in una morsa…. fatale? – mi concentro sul Rotore solidale.
    Nella tesi di laurea mi imbattei nel neolitico americano e mi lasciai affascinare da quelle pietre scheggiate che mi sembravano stupende. Poi proseguii e giunsi alle lance ovvero alle punte di pietra scheggiata immanicate. Il passetto successivo fu un intacco che il cacciatore iniziò a fare alla base della punta, per renderla più Solidale con il legno. Per quanto fosse un’arma, l’idea della pietra e del legno solidali mi sembò di un fascino…. centripeto.


  10. Credo che molti vivano all’interno della propria centrifuga anche per anni senza accorgersene.

    Artemisia, ti aspetto domani per il venerdì di devozione. C’è un progetto per il prossimo settembre, forse ti interessa.

    Morgan


  11. @Pib: C’ENTRI fuga

    @Francesco: il tema è in effetti poco romantico

    @Claudia: ho imparato l’espressione napoletana “cacaspilli” e cerco ogni pretesto per usarla…non sei un po’ cacaspilli qui? O sono io che non capisco?

    @Morgan: vedo che hai capito.

    Per domani vedremo, io sono curiosa di tutto, anche se ti dico subito che concordo in (quasi) tutto con Antonio…o forse appunto per questo? 🙂


  12. Io, da bravo terrone, l’espressione “cacaspilli” non l’ho mai sentita, ma da oggi in poi ne farò largo uso, qualsiasi cosa voglia dire!!! Mi diverte il solo pronunciarla, come altre parole napoletane tipo “sciosciammocca”, “schizzichea”, “cacciuttillo”, e molte altre!


  13. Non riesco proprio a vedermi come centrifuga. Faccio fatica a entrare nella metafora!
    Io sclego scelgo scelgo sclego sclego scleog scoelgo… ach! sto centrifugando le lettere!!!


  14. Centrifughe ambulanti. Buffa l’idea, ma a pensarci mica poi tanto. Però è bello pensare di poter migliorare, insomma rallentare, anche fermarsi, magari girare un po’ dall’altra parte e ammorbidire il tutto. La mia lavatrice lo fa.


  15. A me fa venire in mente la spirale, dove partendo dall’esterno ti avvicini sempre più al centro, al cuore delle cose: un pò come la vita, pensavo…

    Buon fine settimana, speriamo che sia bel tempo!


  16. Buon week-end a tutti!!! A tutti i bloggari dello zoccolo duro: sabato ci aspetta la festa di C., sarete nel nostro cuore anche voi che non sarete davanti ai nostri occhi… Come al solito vi raggiaglieremo con le foto… Mi raccomando C. e L., pensateci voi con le vostre fotocamere perchè la mia è fuori uso!!!

    Un bacio a tutti e un inchino alla Marquise!


  17. buon weekend Antoni, grazie 🙂
    buon fine settimana a tutti 😉


  18. @Baebs: una centrifuga centripeta, bello!

    @Fabio: le metafore non sono mica obbligatorie, se non ti calza fa lo stesso! 🙂

    @Rodo: sì, anche la mia lavatrice è più brava di me.

    @Antonio: da te voglio il resoconto di questa famosa festa, da Claudia le foto e da Luigi…le foto di Londra!!

    @Gidibao: buon week end a te, carissimo.


  19. Preferivo la scala a chiocciola.


  20. quello che dice baebs mi ricorda che il maestro di yoga parlava di percorsi circolari in cui la mente gira, gira, gira facendo le stesse cose, proponendo le solite soluzioni, incasellando sensazioni e valutazioni, magari di altri, non nostre.
    Pero’ diceva anche che la mente puo’ uscire da questi cerchi e percorsi sempre uguali, saltare fuori e inventarsene altri, leggendo libri, frequentando nuove persone e formando il “proprio” pensiero


  21. @Andrea: tu e Baebs state parlando secondo me di due aspetti dello stessa fenomeno e cioè che se il percorso mentale gira sempre su se stesso non si rinnova e non si sviluppa (centrifuga); invece nell’immagine della spirale c’è anche un aspetto si salita o discesa, la mente scava o si eleva.
    Grazie di questo contributo interessante, e benvenuto! (o bentornato, credo)



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