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(III) L’Ombra

12 giugno 2006

…a grande richiesta…

“L’Ombra: La parte inferiore della personalità.

La somma di tutte le disposizioni psichiche della personalità e collettive, che, in quanto inconciliabili con la forma di vita scelta coscientemente, non vengono vissute. La figura dell’Ombra impersona tutto ciò che il soggetto non riconosce, ma che però gli si ripropone continuamente – direttamente o indirettamente – come ad esempio tratti caratteriali negativi o tendenze inconciliabili.

L’Ombra è quella parte celata, rimossa, inferiore e colpevole della personalità, che risale nelle sue origini fino agli antenati animali, e che dunque comprende l’intero aspetto storico dell’inconscio. Mentre finora si è ritenuto che l’Ombra dell’uomo fosse l’origine di tutti i mali, dopo attente ricerche si pensa che l’essere umano inconscio, cioè l’Ombra, non consista solo di tendenze moralmente condannabili, ma mostri una serie di qualità positive, cioè istinti normali, reazioni appropriate, sensazioni realistiche, impulsi creativi, ecc.

La presa di coscienza dell’Ombra è l’inizio del lavoro di analisi.

Ignorare e rimuovere l’Ombra, o l’identificazione dell’Io con essa, possono portare a pericolose dissociazioni. Dato che l’Ombra è molto vicina al mondo degli istinti, è indispensabile tenerla sempre in considerazione.”

(C.G. Jung “Träume, Erinnerungen, Gedanken” Trad.mia)

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41 commenti

  1. Lascio uno spunto, secondo me, molto interessante sul concetto di ombra.


  2. Dimeticavo per vedere il filmato ci vuole real player.


  3. …eh appunto. Peccato, cercatori di ombre, il titolo sembrava interessante.


  4. Come sempre parto sfogliando il dizionario

    Ombra:immagine di un corpo raggiunto da una sorgente di luce, che viene proiettata su una superficie e ne riproduce più o meno fedelmente la forma

    quindi mi domando l’OMBRA è la nostra proiezione….l’io proiettato all’esterno su altri io che proiettano a loro volta la loro ombra sul nostro io….

    interagiamo con le nostre ombre?

    forse sono fuori tema ma oggi ho la testa leggera


  5. O troppo Prosecco ieri?
    Hmm…


  6. solo se sai
    quello che sei
    cerchi e non ti importa
    di trovare soluzioni facili…
    cos’e’ che conta
    cosa ti accontenta
    e cosa ti tormenta

    (tiromancino – la distanza)

    ora che sappiamo cosa ne dice Jung – tu, ospite, che ne pensi?


  7. Ciao Arte 🙂
    invito alla lettura (per chi non ne avesse ancora avuto l’occasione) di “Cuore di Tenebra” di Conrad; inoltre, i classici “Archetipi dell’inconscio collettivo” e “L’Uomo e i suoi simboli” di Jung. Gradevole è anche la lettura de “L’eroe dai mille volti” di Joseph Campbell e “L’eroe dentro di noi” di Carol Pearson. Sono tutti testi che vertono sull’argomento del tuo articolo.
    Argomento di grande fascino (anche letterario) perchè tange la figura del “doppio”…


  8. Posso consigliare anche “Il lupo della steppa” di Hesse? Non sono mai riuscita a leggere altro di lui ma quello mi piace sempre e mi sembra in tema.


  9. visitami
    wwww.bobosuperstar.blogspot.com/


  10. Io è da un po’ che non vedo la tua ombra dalle mie parti… tutto bene?


  11. Un altro consiglio di lettura a tema e’ “I sotterranei dell’anima” di Aldo Carotenuto (presidente dell’associazione junghiana e persona molto simpatica). Credo si trovi tra i tascabili Bompiani. Molto molto a tema.


  12. Ottimo autore Fabio! Pecato che Aldo abbia raggiunto il Grande Sogno…
    lascia comunque un bellissimo ricordo anche a me…
    @lophelia…
    😉


  13. @Auro: cosa ti accontenta e cosa ti tormenta…purtroppo è spesso la stessa cosa…

    Cosa ne penso io: penso che arrivare (anche se solo in parte)a conoscere la propria Ombra sia una delle mete del nostro viaggio. Conoscerla significa anche saperne vedere tutte le componenti, negative e positive, domare le prime e imparare ad esternare queste ultime.

    I nostri istinti…fonte di gioia e dolore. Ignorarli non serve, alla lunga vengono fuori.

    @Gidibao, Lophelia, Fabio: quante belle letture…quanto ancora da leggere! Potrei citare anche Dostojevskj, sempre per rimanere sul tema del doppio (tema della tesi di laurea di Sylvia Plath tra l’altro). Come farò a leggere tutte queste belle cose se continuo con questo blog?

    @Franceschino: ti penso spesso anche se non ti visito spesso, davvero. Trovare il tempo per tutto…ma gli esami quando li hai? Ricordati di farci sapere!Bacio.


  14. Ora la sparo grossa, attenzione a schivarla… Io non ci credo più. Nella psicologia. Non intesa come terapia, ma come chiave di interpretazione della realtà, come filosofia insomma. E anche sulla psicoterapia ho molte riserve, nel senso che ci credo moltissimo (pochi mesi fa stavo proprio per imbroccare quella strada), ma oggi la vedo abusata e strabusata, quindi in piena inflazione. Ho letto Freud&Co. con una passione intellettuale che poche altre cose mi hanno dato, ma oggi i concetti di Io, Es, ecc… mi sembrano assolutamente vuoti. Salvo Jung, e lo salvo perchè lui stesso alla fine fu costretto ad ammettere che la scomposizione analitica dell’anima, operata dalla psicoanalisi, rischia di farti rimanere in mano i cocci del vaso… saprai come era fatto il vaso, ma il vaso intero non l’avrai più. E infatti le divagazioni misticheggianti degli ultimi anni della sua vita forse trovavano radici in una specie di superamento della psicoanalisi stessa… Non so ragazzi, io trovo che la descrizione dell’anima sia come un’alitata sul vetro… e trovo giusto che sia così. Non riesco ad accettare che una Persona possa in qualche modo essere capita da un test di Rorschach. Lo uso come strumento diagnostico, allora mi sta bene. Sinceramente avverto come reale il pericolo che l’uomo veda l’altro uomo solo per quello che quest’ultimo scrive o disegna o si racconta dallo psicoterapeuta. In una società così mediatica come la nostra, tutto questo mi dà un profondo senso di solitudine. Spero di non essere uscito fuori dal seminato, ho appena riletto quanto scritto e ho stentato a riconoscerlo come mio, ma è tardi e devo andare a casa!!!!!!
    Ciaoooooooooooooooooooooooooo!!!!


  15. se l’ombra e’ davvero la nostra parte piu’ nascosta allora credo che sia un dovere cercarla e abbracciarla. anche se cio’ che troviamo all’inizio potrebbe non piacerci.
    concordo con arte, cio’ che ci accontenta spesso coincide con cio’ che ci tormenta ma forse questo e’ il tratto fondamentale che ci rende uomini. e se e’ cosi’ allora io accetto anche il tormento perche’ so che alla fine arriva l’estasi.


  16. A grande richiesta (per la verità solo di Artemisia …)
    http://riccardoinnocenti.blogspot.com/2006/06/le-ombre.html


  17. Forse meglio così
    http://tinyurl.com/gnz53


  18. Dostoevskij ha infatti un ruolo centrale in molti capitoli del libro che ti ho consigliato. Spero eh che ci sia nei tascabili. Io conservo la versione originale con cosi’ tante sottolineature che e’ diventata illeggibile. Sai quei libri nei quali ti ritrovi tantissimo. Non se Gidibao e’ d’accordo anche su questo altro consiglio, solo un po’ meno in tema, ma nel caso ti piaccia “I sotterranei” poi consiglio anche “Eros e pathos” dello stesso autore (ricordo che lo leggevo di sera in una casa senza energia elettrica, ad Alicudi, illuminato da candele – non c’entra nulla lo so, ma e’ un bel ricordo per me quel periodo).


  19. Ho perso un “so” da qualche parte. La frase corretta e’ “Non so se Gidibao e’ d’accordo ecc. ecc.”.


  20. Potrei non essere d’accordo Fabio? Aldo Carotenuto ci ha lasciato saggi di rara bellezza con una qualità narrativa degna di un abile romanziere.
    “I sotterranei dell’Anima” l’ho letto, amato e ri-letto non so più quante volte ed “Eros e Pathos” (tutti e due in versine tascabili Bompiani intorno ai 10 euro!)è stato per lungo tempo un “cult” sul mio comodino…
    Giunti a questo punto, per restare in tema con Dostoevskij (autore che a me piace moltissimo) perchè non dare una letta a “La chiamata del Daimon. Gli orizzonti della verità e dell’amore in Kafka” sempre di Aldo Carotenuto? Mamma mia Fabio: qui, non ci fermiamo più! 😉
    librum liber aprit

    un abbraccio,
    buona giornata 🙂

    ps:
    circa la lettura a lume di candela, ricordo una calda estate di fine anni ’80 quando lessi “L’Isola del Tonal” di Castaneda disteso su di un prato… Grazie Fabio, il tuo bel ricordo ha rievocato il mio 🙂


  21. @Antonio:
    Per certi versi sono d’accordo con te sul fatto che spesso si abusa di quella che viene chiamata “terapia” ma che nel migliore dei casi si riduce a un supporto psicologico, nel peggiore a un’industria.
    Uno dei problemi è che nella nostra società i risultati devono arrivare subito, non si ha il tempo di lavorarci, e invece è necessario.
    C’è molto di vero in quello che dici. È chiaro che la psicologia non ha la pretesa di comprendere la totalità umana, è una disciplina che può aiutare a comprenderne alcuni aspetti. Poi secondo me è già problematico parlare di una psicologia, dalla terapia comportamentale all’analisi junghiana il passo è lungo…
    Di questo riduzionismo penso proprio che non si possa accusare Jung, e infatti vedo con piacere che lo “salvi”, bontà tua…

    @Henry: si torna al fatto che credere nell’estasi ed attenderla è già bello di per sè.

    @Riccardo: non fare i fichi…

    @Fabio e Gidibao: che bella dev’essere Alicudi! Grazie dei vostri ricordi, e delle proposte di lettura. Vedo che la passione per Dostojevskji ci accomuna. E come poteva essere altrimenti.


  22. @Antonio:
    Per certi versi sono d’accordo con te sul fatto che spesso si abusa di quella che viene chiamata “terapia” ma che nel migliore dei casi si riduce a un supporto psicologico, nel peggiore a un’industria.
    Uno dei problemi è che nella nostra società i risultati devono arrivare subito, non si ha il tempo di lavorarci, e invece è necessario.
    C’è molto di vero in quello che dici. È chiaro che la psicologia non ha la pretesa di comprendere la totalità umana, è una disciplina che può aiutare a comprenderne alcuni aspetti. Poi secondo me è già problematico parlare di una psicologia, dalla terapia comportamentale all’analisi junghiana il passo è lungo…
    Di questo riduzionismo penso proprio che non si possa accusare Jung, e infatti vedo con piacere che lo “salvi”, bontà tua…

    @Henry: si torna al fatto che credere nell’estasi ed attenderla è già bello di per sè.

    @Riccardo: non fare i fichi…

    @Fabio e Gidibao: che bella dev’essere Alicudi! Grazie dei vostri ricordi, e delle proposte di lettura. Vedo che la passione per Dostojevskji ci accomuna. E come poteva essere altrimenti.


  23. @Fabio: non ho parole!!! a parte il fatto che anche per me i due suddetti libri di A.C. sono stati molto rispecchianti…ma se ti dico che nel luglio 2001 ero ad Alicudi e leggevo “I fondamenti della personalità” di Aldo Carotenuto???!!! (qualcuno ci dirà siete una banda di matti, e può essere)
    Alicudi poi, ci farò un post, soltanto che non ho belle foto perché ci ero voluta andare libera da zavorre.


  24. Mi spiace deludere la cricca di matti, ma nonostante l’esimio Dostoevskij, io stravedo per l’amico Tolstoj… due paste diverse…

    Un abbraccio a tutti.


  25. @Lophelia: ecco sono contenta che anche tu stia sperimentando quello che per me è quasi pane quotidiano…

    Probabilmente soffriamo di una forma di psicosi collettiva, oppure siamo tutti nella mente di qualcun altro, oppure…a proposito di psichiatria!

    @Morgan: Bè, Tolstoj è un altro dei miei grandi, grandi, grandi. Come al solito non riesco a scegliere tra lui e Fëdor D. (Ma questo è un mio tratto caratteriale). Due paste diverse…e io le paste le scelgo sempre tutte…
    Gabbia di matti, proprio.


  26. Come, un anonimo?? ERO IO!! Ho sbagliato a cliccare!

    Già che ci risono: Lophelia, ma non può essere che tu e Fabio a Filicudi abitavate nella stessa casa senza saperlo? Siccome c’era solo la luce di una candela non vi vedevate!!!;)


  27. Ahaha buona:D!
    A dire il vero io dicevo banda di matti più che altro riferita al fatto di trovarsi in un posto fuori dal mondo come Alicudi a leggere Carotenuto (il massimo dell’introspezione, nonché natura versus cultura!)
    Ma lo si può intendere anche nel tuo senso.

    Tornando sul tema dell’Ombra…ma potrebbe darsi il caso di *qualcuno* che abbia privilegiato questa parte della personalità a scapito di quella che di solito è in luce? e per questo sia convinto di “dover” trasgredire e portare gli istinti all’eccesso mentre magari il suo vero io vorrebbe tanto starsene tranquillo e non sa come farglielo capire?
    Qui ci vuole Gidibao, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa.


  28. Qualcuno si identifica con l’Ombra, e questo è pericoloso…


  29. Bisognerebbe spostare l’illuminazione dalla parte giusta. E fornire un’altra presa di corrente.


  30. Sino ad ora il mio problema è stato l’opposto:lasciar vivere l’mbra, dimenticando la luce.


  31. Si’ non c’e’ dubbio che siamo una banda di matti. Secondo me tra un po’ tu e io Lophelia scopriamo che ci hanno separati alla nascita. Nan Goldin scatto’ una splendida foto di Alicudi dal mare che pero’ non trovo in rete (ma io ce l’ho appesa in casa qui a Londra. Domani la fotografo e la posto da qualche parte). Proprio un posto fuori dal mondo. La casa dove stavo (nel 1996 credo) me l’aveva affittata un pescatore del quale ricordo ancora il nome, Bartolino Taranto. Gli lasciai le cassette di Neil Young che mi ero portato, ed era felice come una Pasqua. Mi disse che l’anno dopo mi avrebbe permesso di andare da lui senza pagare l’affitto perche’ ormai mi considerava un amico, ma da allora non sono piu’ tornato. Un post su Alicudi scritto dalla mia analista sciamana, non vedo l’ora!


  32. @Fabio: io ho dormito in casa di una certa Maria Bellezza, che però faceva anche Taranto di cognome, quindi sicuramente parente se non moglie di Bartolino (lì mi sa che o sei straniero o parente, per forza).
    Di Nan ho presente “Stromboli at dawn”, quella tutta azzurra con il mare e il cono dell’isola al centro.
    Ho sempre pensato di scrivere sulle Eolie perché sono il luogo di origine di mio padre, nonché delle mie vacanze di tutti gli anni da 0 a 25 e saltuariamente anche oltre. Ma è un “temone”, mi ci devo concentrare parecchio.
    A proposito di separati alla nascita, leggendo qua e là il tuo blog ho scoperto che siamo entrambi nati prematuri e cacciati in incubatrice…


  33. Ecco lo sapevo!! Gemelli monozigoti divisi alla nascita e ritrovatisi per caso a Alicudi…
    Il tema di un romanzo.
    Titolo provvisorio: l’ombra dell’incubatrice.:))

    @Undine: ciao!! Bentornata


  34. Ombra e Gemelli sono pienamente in tema con l’articolo (III)!!!


  35. Anch’io ho un brutto ricordo dell’incubatrice, troppa fretta di venire al mondo chissà poi perché visto che non mi senbra un grande affare…
    @ Lophelia e Fabio: non è che eravate troppo presi dalla lettura per vedervi? E poi dicono che i libri non cambiano la vita… 😉


  36. No, è che era buio, sai a lume di candela…


  37. @Matteo, Fabio: quando si dice “quello non ha tutti i suoi giorni”…a noi ci è mancata qualche settimana, tutto lì. Ridateci l’utero (be’ non dovrei essere io a dirlo)

    Comunque quando ci sono andata io ad Alicudi la luce c’era. E’ mancata solo un’oretta all’imbrunire.


  38. Posso dire una cosa?
    Solo Auro e Henry hanno veramente commentato il post…

    Siete degli OT!!


  39. Siamo tutti dei gemelli Omo Tigoti :-))))))))))
    anche io sono stato per un po’ di tempo nella incubatrice 😉


  40. Tra le cose inquietanti di questi giorni quindi dobbiamo contare anche la relazione statisticamente significativa tra essere stati in un’incubatrice e aprire un blog. Il blog e’ una bel ritorno a un’incubatrice calda infatti se ci pensate, un luogo che offre protezione. Su Nan Goldin Lophelia ti rispondo sul tuo blog.


  41. Ciao Artemisia,
    scusa l’interferenza ma siamo capitati per caso sul tuo blog cercando una stanza di pescatori ad alicudi. Se ce l’hai potresti darci il telefono del pescatore Bartolino Taranto, di Maria Bellezza o di qualche altro pescatore che hai conosciuto in modo che possiamo contattarlo.
    Grazie e buona prosecuzione di blog!

    puoi rispondermi a zipni[at]yahoo[punto]it



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