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(II) La Persona

7 giugno 2006

Persona: Originariamente, la maschera che portavano gli attori nel teatro antico.

“La Persona è quel sistema di adattamento o quella maniera nella quale interagiamo col mondo. Così quasi ogni professione ha la sua caratteristica Persona. Il pericolo è divenire identici alla Persona, come un professore che si identifichi col suo libro, o un tenore con la sua voce…si potrebbe dire, esagerando un po’: La Persona è ciò che uno in verità non è, ma ciò che la gente ritiene che uno sia.”

(C.G.Jung, Erinnerungen, Träume, Gedanken. Trad.mia)

…visto che qualcuno ha nominato Bergman…

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18 commenti

  1. Mi chiedo che affinità e differenze ci siano tra il concetto di Persona junghiano e quello di corazza caratteriale in Lowen. Direi che Lowen non identifica la corazza con la professione, piuttosto con le strutture difensive caratteriali che in ognuno si sono stratificate dall’infanzia in poi. Tema sfiorato anche dal mio post di oggi.


  2. bello quel film, non certo leggero, ma intenso. Io però, nei panni dell’infermiera, avrei adottato il metodo dei ceffoni, ma non so Bergman cosa ne penserebbe…


  3. Uno nessuno…hai centomila? Ovviamente non è mia, non ricordo a chi appartenga.


  4. @Lophelia: non conosco Lowen (ebbene no). Però ti posso dire quello della professione è solo un esempio di Persona che Jung fa. La definizione più generale è nella prima frase: “la maniera nella quale interagiamo col mondo”. Quindi secondo me in fondo è la stessa cosa.

    @Dave: Benvenuto!
    In quanto scandinavo penso che Bergman non ami i ceffoni, ma non si sa mai, a volte segretamente…

    @Matteo: Centomila franchi? No, non li ho…


  5. La Persona è ciò che uno in verità non è, ma ciò che la gente ritiene che uno sia …persona come tu sottolinei dal latino personare ovvero risuonare attraverso quella maschera di legno che gli attori indossavano..siamo voce che parla e come tali siamo inveitabil-MENTE percepiti in modo diverso a seconda di chi ci SENTE….


  6. Fin da piccoli mi sà che veniamo abituati ad essere Persona, per le debolezze dei nostri genitori, di solito. Ma anche perché si vive meglio nel sociale, si è più accettati. Si vive molto peggio in quell’intimo sociale intrecciato ed interiore che è la nostra Anima (non intesa come qualche post fa…).
    Riuscire a grattar via la “Persona” per far restare il se stesso è cosa difficile ma dannatamente possibile. Riuscire poi a farla accettare dal sociale, in taluni casi è addirittura semi-impossibile, ma anch’esso dannatamente possibile.
    Non voglio assomigliare alla mia maschera, voglio anzi che la mia maschera somigli a me!


  7. La maschera è comoda e nasconde il nostro volto non solo agli altri, ma anche a noi stessi! Chi indossa la Maschera lo fa sì per necessità, ma spesso la usa come protezione o canovaccio interiorizzato : “Non mi piaccio, se mi presento per quello che sono, nessuno mi vuole”. La Persona non è il millantare un credito che non abbiamo: la Persona è uno dei tanti “ponti” tra noi è gli Altri. Se poi la strada che percorreremo ci condurrà su di una via di Verità: ben venga. Le “stonature” nascono quando ci si identifica con la parte recitata: le conseguenze possono essere anche pesanti! (una a caso, la si legga nel mio commento a Lophelia).
    Per Amore di Recupero, ricordo che chi usa la Maschera, non conosce il Proprio Volto, ma figura se stesso in funzione delle opinioni percepite dagli Altri! Trovare il coraggio per togliere la Maschera e guardarsi allo specchio della propria coscienza è una delle esperienze psicologighe più terrificanti! Questo passo è l’anticamera per l’Archetipo dell’Ombra (personale e collettiva)Sono certo che, prima o poi, Arte metterà nel Blog un post sull’Ombra: circostanza troppo appetibile…
    Un’ultima cosa: tolta la maschera, il volto non sarà così mostruoso come si può credere! Il vero Volto sa amare e attendeva il Nostro ritorno: sarà come incontrare dopo tanto tempo un fratello, non un demone…
    Sapere Aude: imparare ad usare la propria testa, dicevano, fa bene 😉
    Naturalmente, nulla di cui sopra va forzato in nessun caso! Abbiamo voglia di fingere? Fingiamo! L’importante è, che da ora in poi, ci rendiamo conto di quando recitiamo o siamo sinceri: anche questo è un buon passo che ci condurrà al Sè, alla crescita personale.

    Un bacino a tutti, e scusatemi se mi sono dilungato: a quanto pare, l’argomento è di mio gusto 😀

    Luminose giornate

    gidibao


  8. concordo con fabio e gidibao: togliersi quella maschera di dosso e’ quanto di piu’ difficile e doloroso esista. sopratutto perche’ bisogna imparare a conoscere ed amare la faccia che c’e’ dietro e che non conosciamo. e questo fa paura.
    io ho trovato la forza necessaria a scostare, se non proprio togliere, la mia maschera guardando le mie foto da bambino. credo che nelle nostre foto di quando eravamo piccoli si intraveda il nostro vero io, la nostra anima. ed e’ quella che va abbracciata e protetta. come un bimbo appunto.


  9. concordo con fabio e gidibao: togliersi quella maschera di dosso e’ quanto di piu’ difficile e doloroso esista. sopratutto perche’ bisogna imparare a conoscere ed amare la faccia che c’e’ dietro e che non conosciamo. e questo fa paura.
    io ho trovato la forza necessaria a scostare, se non proprio togliere, la mia maschera guardando le mie foto da bambino. credo che nelle nostre foto di quando eravamo piccoli si intraveda il nostro vero io, la nostra anima. ed e’ quella che va abbracciata e protetta. come un bimbo appunto.


  10. con tutto il rispetto, ragazzi: balle.

    la Persona non va rimossa, ne’ eliminata, ne’ combattuta. la Persona va, in primis, ri-conosciuta, compresa, analizzata. la Persona ci parla, e’ il nostro modo di interagire con il mondo, e come tale espone di noi le cose con cui, spesso, non vogliamo confrontarci. quel ‘risuonare attraverso la maschera’ di PiB, cosi’ significativo, visto che quella struttura, si’ costruita, non e’ certo casualmente determinata dall’interazione col mondo!

    la reiterazione nell’errore, il pigrizia affettivo-comunicativa… segnali da interpretare, da leggere.

    mi piace il modo trovato da henry, per cercare nel proprio volto – bambino – le tracce, gli spunti giusti per rielaborare e capire.

    arte, tutti – bella discussione, grazie.


  11. @auro…
    con il dovuto rispetto: balle cosa?
    Fabio rimanda un attributo di Adattamento (difatti esce dal contesto citando l’Anima non in senso junghiano) ed in quei termini, la (sua) “Persona” è un ostacolo relazionale.
    Il primo che usa valori quali rimuovere, eliminare, combattere sei tu…
    Il contesto è junghiano!
    Ri-conoscere, comprendere, analizzare (integrare) sono semmai il passo successivo: l’Ombra.
    E’ l’archetipo dell’Ombra che (ti cito) “espone di noi le cose con cui, spesso, non vogliamo confrontarci” non la Persona.
    Se poi, il mio “tolta la maschera, il volto non sarà così mostruoso come si può credere! Il vero Volto sa amare e attendeva il Nostro ritorno: sarà come incontrare dopo tanto tempo un fratello, non un demone…” è da te interpretato come fosse un incentivo contro l’Archetipo della Persona, credimi, non è così: nel Processo junghiano di Individuazione il “cambiare pelle” fa parte del gioco 😉

    ps:
    ho editato il commento sopra perchè avevo inserito erroneamente il vecchio indirizzo di default :_)…


  12. aha! cercavo una reazione ed e’ arrivata! thx gidibao, ti sei alterato? (se si, interessante – perche’?)

    sappi che per me “rimuovere, eliminare, combattere” non sono valori ma identificatori di comportamento, per di piu’ usati in forma negata nel commento.

    ho apprezzato i tuoi commenti come quelli di PiB, fabio ed Henry – davvero.

    concordo certamente con l’ultima tua affermazione (“importante è, che da ora in poi, ci rendiamo conto di quando recitiamo o siamo sinceri“), ed in fondo e’ quello che volevo sottolineare, che capire, vedere, riconoscere la fenomenologia della Maschera e’ avvicinarsi al Se’.

    di nuovo, grazie ad arte per l’opportunita’ ed a voi per i commenti.


  13. Ma cosa identifica meglio la Persona di una qualsiasi persona? Il suo pensiero, la sua volontà, la sua attività, o cosa? Io starei più per il “cosa”… ma non so ancora cos’è.


  14. Personalità e Persona sono due cose differenti: la prima, caratterizza l’individuo (attituduni, carattere, le priorità della tua vita, etc:) la seconda porta un valore collettivo, comune.
    @auro…
    se no, interssante: perchè cerchi le reazioni e non il dialogo?
    Per comunicare non serve abbattere la porta, basta suonare il campanello: prima o poi, qualcuno risponde… 😉


  15. @gidibao: appunto, Persona. La personalità non m’interessa, o meglio, è sottoposta a talmente tante “variabili” che non si può definire, se non di volta in volta. Insomma, io sono quello che penso? Quello che voglio? Quello che faccio? Sono quello che amo? E non mi dite che siamo un pò un insieme di tutte queste cose, se non la domanda non ha senso.


  16. Huh! Caro Antonio… domandare quanto costa un litro di latte, no? 😀
    Per Cartesio era “cogito ergo sum”, penso dunque esisto e non “esisto quindi penso”. Facendo un passo indietro, ogniuno di noi è a prescindere da quello che egli faccia,voglia o ami. Dal generale al particolare, si potrà notare come diverse scuole di pensiero abbiano studiato la medesima cosa da angolature differenti fornendo una propria (parziale e ragionata) interpretazione: Freud, Jung, Adler, solo per citarne alcuni.
    Nella mia somma ignoranza, non credo che Noi siamo l’ “insieme di tutte queste cose” ma abbiamo la possibilità di comunicare attraverso esse. Manifetarci.

    Un abbraccio 🙂


  17. Ma che bello, un vero dibattito!! E in più Auro il Crepaccio che partecipa…la Marchesa è in brodo di giuggiole. Senza ombra di ironia (chi mi conosce lo sa).

    @Pib. La percezione che di noi hanno gli altri è una cosa, ancora più interessante è forse la percezione che noi abbiamo di noi stessi. Graditissimo il contributo filologico, come sempre.

    @Fabio. La Persona è uno dei tanti nostri volti, necessario e non da eliminare. Se ci mostrassimo a tutti e sempre senza maschera credo che non potremmo sopravvivere. L’importante è non credere di essere solo QUELLA parte, non identificare il tutto con la parte.

    @Gidimago. Per favore smettila di leggermi nel pensiero, mi fa effetto. E smettila anche di parlare dell’Ombra, che è – come tu ovviamente hai capito – il tema del prossimo post junghiano. Sono d’accordo con te in tutto, tranne nella tua reazione a Auro, che però è comprensibile dato il suo suo esordio infelice….

    @Henry: Giusto, nelle foto di quando eravamo bambini. Io ad esempio non riesco a guardarle. Ma è proprio questo il punto: da bambini non abbiamo ancora formato la Persona, siamo senza difese. Secondo me non si puo`e non si deve tornare bambini, ma riscoprire quella parte di noi (quelle parti, direi io) dell’Animus e dell’Anima, integrarle, farle crescere.

    @Auro: ogni volta che appari io stendo il tappeto rosso…purtroppo con quel Balle all’inizio ti sei giocato la platea…ma so che volevi gettare una pietra nello stagno.

    Sono d’accordo con te su quello che dici, assolutamente. Quella della Fenomenologia della Maschera poi è bellissima.

    Hai mai pensato di fare l’analista? (Ti alteri? Interessante, perchè ti alteri?? ;))

    Grazie a te.

    @Antonio. La parola IO racchude molti aspetti, molti elementi. E il solo concetto di personalità individuale, di un IO, è di acquisizione relativamente recente. L’EGO di Cartesio era tutta un’altra cosa dal nostro IO o da quello di Jung. Questa cosa ad esempio mi interessa moltissimo, ma ne parlerò in un altro post (se Gidibao non mi anticipa).
    Domandare è facile, rispondere è difficile…Ti rispndo che la risposta esatta alla tua domanda non esiste, perchè varia a seconda delle scuole di pensiero. Per me siamo un insieme di tutte le cose (anche se ti deludo), e in ogn individuo le parti hanno peso diverso. Se ci pensi bene, scegliere una sola delle alternative sarebbe devastante. Pensa essere solo puro intelletto, o pura emotività, o pura azione…

    @TUTTI: COME MI DIVERTO!


  18. La Persona è ciò che uno in verità non è, ma ciò che la gente ritiene che uno sia?
    Non credo…
    Penso invece che ognuno sia ciò che vede quando guardandosi allo specchio fissa insistentemente i propri occhi!



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