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Tre strane sorelle

25 maggio 2006


Tre strane sorelle
le stelle stanotte sul ponte
tre lenti sorrisi incrinati
si staccano piano
dal fondo senza parole
dal nero dolore
lontano.

Tre strane sorelle
le voci dell’acqua
più scura del buio sul mondo
tre bocche annegate sul fondo
costrette a gridare
il silenzio.

Tre strane sorelle
tre fila di orme sul prato
leggere su vitrea rugiada
che fredda di luna
invita il mio passo

Visto che ultimamente si è parlato di Parche, Moira, destino, infide superfici acquatiche ecc., ripubblico questa poesia che ho scritto molti anni fa, già pubblicata agli albori di Pioggiablu. Ringrazio Riccardo per il quadro delle Parche.

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8 commenti

  1. Leggo, da altre parti, che stai per venire in Italia, magari a Firenze, e a me non dici nulla?
    Uffa!

    [C’è qualcosa che non va nella tua casella di posta elettronica]


  2. Allora dimmi dove l’hai letto, perchè io non ne so nulla!! Ah la stampa scandalistica…Non dovrei venire prima della fine di luglio, e te lo avrei detto, tranquillo!

    Ti mando il mio nuovo indirizzo, mi sono rotta di broadpark.


  3. Il numero tre che si ripete in un suo multiplo in tutta la poesia (solo in apparenza femminile) dove il maschile è sì sorriso, ma anche buio e dolore.
    Il numero tre è sacro per antonomasia, Spinosa scrisse che “se il triangolo potesse parlare, direbbe che Dio è per eccellenza triangolare (deum eminenter triangularem esse); Freud, ne “Simbolismo nel sogno” evinse che fosse un simbolo del genitale maschile.
    La tripartizione ha in sè una potente funzione apotropaica: protegge dagli influssi malefici. Trifoglio, giglio francese tripartito, il triscele… Portatori di Fortuna.
    Se la tua soave poesia veste un abito notturno, non è detto che non abbia in seno la Speranza di una prossima alba.

    un bacetto


  4. anche a me ha colpito molto la ripetizione del tre. dove c’e’ ripetizione c’e’ musica per me. l’ho letto come un mantra, una filastrocca, il tre ripetuto, che le tre sorelle ripetono. mi sono cullato tra i lenti sorrisi incrinati ed ho osservato spaventato le tre bocche annegate.

    e poi ho seguito i tuoi passi dietro le orme sul prato.

    artemisia: l’ho trovata bellissima! non capisco come mi fosse sfuggita.


  5. @gidibao: “Il maschile è buio e dolore”…non sai quanto hai ragione, almeno nel momento in cui scrissi la poesia.

    Il numero tre è non solo sacro ma perfetto. Triangolo non sempre equilatero. Triangolazioni moltiplicate possono formare stelle.

    Freud non ha capito niente.
    Tu sì.

    @Henry: in generale non ti consiglio di seguire i miei passi…

    (Tu che ami Shakespeare, nei Sonetti parla delle Weird Sisters, anche loro malevole.)

    Grazie, però


  6. ovvia-MENTE se parlate del numero tre con me sfondate una porta aperta… il tre numero della relazione amorosa… l’Amante, l’Amato, L’Amore…
    P.s.: vero, la tua casella sono 4 giorni che mi risputa le mail!!! Non sono ancora riuscito a risponderti!!! In realtà il nuovo indirizzo ce l’ho già… ma non sta bene che ti scriva senza essere invitato!!!
    Bacio bacio a tutti…


  7. @Antonio: lo so che sfondo una porta aperta…il tre e i suoi multipli, quante stelle nel cielo!

    PER TUTTI
    ANNUNCIO UFFICIALE: USATE SOLO IL NUOVO INDIRIZZO PER FAVORE!!

    Antonio scrivimi


  8. ho pensato alla vitrea rugiada stamattina al parco mentre camminavo..ho cercato per un pò anche le orme



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