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Land of the gay caballeros

28 gennaio 2006

“Mia moglie mi sta spiegando da due ore perché “Brokeback mountain” sia molto bello. Tra poco mi avrà convinto, e avrò dimenticato di essermi quasi addormentato”, dice il mio “amico” Wittgenstein.

Eppure Ang Lee è un maestro. Gli attori sono tutti bravi, alcuni molto bravi, ad esempio Jake Gyllenhall. La fotografia è strepitosa. La storia interessante, il contesto (se non il tema) è nuovo. Un’ottima occasione, mancata? Non so. Non so cos’è che mi fa sentire questa distanza, questa parete di vetro tra me e i due protagonisti. Non riesco a relazionarmici, non si fanno conoscere. Dovrei venire coinvolta dalla tragica bellezza della loro storia, e mi scopro mio malgrado a sbadigliare.

Cos’è che è andato storto?
Ditemelo voi…

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22 commenti

  1. Mmm, volevo vederlo ieri, poi ho optato per travaux. Adesso, per non perdere il passo, devo vederlo. Non so come ma non mi attira, ma il “dovere” chiama.


  2. Queste premesse non sono le migliori…
    Però vorrei sentire il tuo parere.


  3. non posso dire cosa sia andato storto…e’ difficile spiegare le alchimie che certi film suscitano in chi guarda. posso dirti quello che ho provato io guardandolo, anzi, l’ho gia’ fatto.
    una cosa pero’ forse ha giocato a sfavore nel tuo caso: l’aspettativa. mi viene in mente la delusione che ho provato quando ho visto “Il signore degli anelli” la prima volta. Freddezza, distacco, delusione.

    Poi l’ho rivisto una seconda volta ed e’ stato diverso…


  4. Anche a me Il signore degli anelli non piacque per niente, a differenza del libro, nel quale ero sprofondata come in un mondo…

    Forse hai ragione Henry, a volte i film bisogna riguardarli.


  5. la sera che sono andato a vedere il film all’uscita ho incontrato un mio amico che aveva visto lo spettacolo precedente, allora? gli ho chiesto – lento, mi aspettavo di meglio! – la sua risposta,
    sono entrato in sala quasi prevenuto ma il risultato non è stato lo stesso. A me è piaciuto molto, in quelle due ore sono stato rapito, non tanto dalla storia, fotografia, ecc ecc ma per come siano stati trattati i sentimenti dei protagonisti e delle rispettive consorti, diverse visioni da angolature diverse ma della stessa cosa AMORE
    Sono le “sfumature” che mi hanno fatto “incontrare” il film.
    Non c’è una motivazione per la quale il film non sia piaciuto Artemisia, è come un libro, un quadro possono trasmettere in modo diverso od in tempi diversi.
    Sarei curioso di conoscere le tue impressioni dopo una seconda o perchè no terza visione, chissà forse cambierai idea

    un abbraccio a tutti

    p.s. comuque la sala era mezza vuota, strano no per un film in odore di oscar???


  6. Io credo che questo film per alcuni rischi di venir “rovinato” dalle aspettative. Forse è il mio caso. Ripensandoci, noto che il pubblico maschile è più positivo, e credo che dipenda dal fatto (a parte l’orientamento sessuale, che non credo abbia niente a che vedere coi gusti cinematografici) che nel film si dipinge un certo modo di essere e di amare maschile, che per una donna non è facile da comprendere. Penso a tutte le scene in cui i due protagonisti lottano giocando, questo modo “da maschi” di esplorarsi e amarsi.

    Però nel film c’è anche, come fai notare giustamente Luigi, un ritratto bellissimo del modo di amare femminile, la moglie di Ennis, che è una piccola perla, e nelle cui reazioni invece mi sono molto riconosciuta.


  7. E’ strano, perche’ e’ un film molto intimo del quale si parla davvero troppo. Io non l’ho letto affatto come “storia di due cowboy gay”, forse perche’ conoscevo il libro di Annie Proulx. Mi e’ sembrata piu’ la storia di un’intesa, “you and me against the world”, che potrebbe essere anche una straordinaria amicizia.


  8. sono d’accordo con fabio: paradossalmente, la scena d’amore iniziale potrebbe anche essere esclusa dal film… l’amicizia/intesa/comprensione e’ descritta con parole mugugnate in wyoming-ese stretto (e incomprensible, almeno per me) quindi ancora piu’ intrigante e’ capire sguardi e gesti

    quello che veramente mi ha dato brividi forti e’ stato pero’ vedere crescere il rapporto tra papa’ e figlia, che credo pochi si aspettassero, date le premesse del film


  9. Benvenuto Fabio, quale onore…

    Anche il nostro comune amico Pib è nel novero di quelli che hanno “sentito” il film.

    Sentirei volentieri anche qualche ragazza.


  10. …e naturalmente, benvenuto Andrea, or should I say, welcome to you?
    (Why are you writing your blog in english, anyway?)

    Ogni volta che mi fate un commento mi viene in mente un aspetto positivo del film: il rapporto di Ennis con sua figlia è sorprendente e bellissimo. Mi fa tornare in mente le discussioni di qualche post fa quando argomentavo a favore dei gay come padri…

    Drop by at any time!


  11. e’ molto bello quello che dici artemisia a proposito del modo “da maschi” di esplorarsi ed amarsi…non ci avevo pensato…

    mi risuona in testa un commento che ho letto da qualche parte: quando gli spettatori sono uscidi dal cinema dopo aver visto Titanic non pensavano mica “che bella storia d’amore eterosessuale”…ecco…io uscito mi sentivo cosi’…e devi ammettere che un po’ meglio di Titanic questo film lo e’…


  12. Certo, non c’è confronto!! Titanic era patetico, non foss’altro che per Di Caprio!!
    B.M. è un ottimo film sotto tutti i punti di vista, non mi fraintendete, sto solo discutendo perchè non è riuscito a coinvolgermi….


  13. OT: venerdì esce in Italia “Orgoglio e pregiudizio”. Sarò lieta di discuterne con te uno di questi giorni.


  14. Undine, ti aspetto.


  15. OK, l’ho visto (BM) e come temevo ho versato litri di lacrime. Il che signica che mi ha coinvolto eccome! Soprattutto mi sono lasciata prendere dai sentimenti di loro due, dei protagonosti. Insomma, era amore vero, quello che ti strappa le budella un metro per volta. E dover finire così, con tutti quei rimpianti. Per colpa di quel che pensa la “gente” , e anche di quel che arriva a fare, purtroppo.


  16. Il primo parere di una ragazza, e s è sentita coinvolta. La mia ipotesi vacilla.
    Vabbè, si vede che era serataccia.


  17. posto anche qui il commento che ho lasciato su Suedive per rodocrosite…

    rodocrosite: sono molto felice del tuo commento. ho letto il racconto anche io e devo ammettere che e’ un altro punto a favore di Lee: il film e’ molto fedele alla storia scritta. Sopratutto ci ho trovato la stessa limpidezza, linearita’…una lama che entra piano piano…bellissimo…(ho pianto anche leggendo il libro)

    artemisia: leggi anche il racconto!!


  18. Henry e Rodocrosite: concordo con voi il racconto è lineare e tagliente come una lama….

    THEY SEIZED EACH OTHER BY THE SHOULDERS, HUGGING MIGHTILY, SQUEEZING THE BREATH OUT OF EACH OTHER, SAYING SON OF A BITH, SON OF A BITH

    diretto schietto scritto da una DONNA


  19. Ok, ok, I get the message….:)


  20. Mi accorgo adesso che qui si è svolto un vero e proprio convegno ad alto livello per ammirare incrociati il film. E allora come può amnacare una voce dissonante? Ecco cosa ho scitto sul mio blog (che nessuno legge …)

    Brokeback

    – Quanto può durare?
    – Finché riusciamo a rimanere in sella. E per noi non ci sono redini

    Questo scorcio di conversazione è un po’ lo specchio di una storia melensa e strascicata dell’amore tra due sheep boy (almeno così cominciano), contrastato e clandestino come si conviene per la provincia americana, del Texas o del Wyoming. Sarà anche che tendo a reprimere la mia componente omosessuale, ma trovo che il film, per quanto correttamente confezionato, spalmato su paesaggi stupendi e ignobili paesucci, sia di una noia mortale. L’emozione più forte che suscita è vedere quanto possano essere grandi e fitte delle mandrie di pecore …
    E’ già stato osservato che si tratta della ripresa del tipico melodramma hollywodiano, ma anche che, se si fosse trattato di amore eterosessuale, nessuno avrebbe fatto caso ad un prodotto di così bassa levatura.
    Se dunque il valore aggiunto del film sta nel soggetto gay, proprio non comprendo come un simile modo di trattarlo possa essere apprezzato positivamente. Machismo, mogli insulse, paura che venga scoperta la verità, sentimenti lasciati sgorgare come lacrimoni e lacrimoni dispensati con dovizia. Tutto troppo scontato e non interessante. Se vi cercassimo qualche motivo di orgoglio o di affermazione di sé e della propria diversità rimarremmo non solo delusi ma spaventati. Resta un’ottima prova degli attori, degna di miglior soggetto. Le qualità del regista non si discutono, sempre che scelga altre storie con un briciolo di idea nuova, con non sia quella di sdoganare i gay al cinema con due pecorai.


  21. Allora Riccardo: io leggo il tuo blog, e lo sai benissimo, visto che hai la versione pro di Shiny Stat.
    Volutamente non ho commentato, ma visto che ci tieni posso dirti che non si sta svolgendo una gara a chi è più entusiasta del film. Io ho detto per prima che nonostante sia ben fatto non è riuscito a trasportarmi. Però non sono d’accordo con te quando dici che è melenso, ma per niente. Dici che se fosse stata la storia di una amore etero nessuno avrebbe fatto caso al film. Ma il punto è proprio questo, ìl film È (tra le altre cose) la storia di un amore tra due uomini. E per quanto mi riguarda quest aggiunge un valore al film, ma non come credi tu perchè è politically correct far vedere due gay, ma perchè questo tipo di storie (come quelle di The Hours) hanno un’altra dimensione rispetto a una storia eterosessuale, per forza di cose. Il punto era proprio quello che ti delude: che per i protagonisti non c’è orgoglio nell’essere gay, ma sofferenza. Questo è il senso di quella provincia noiosa e di quelle mogli insulse.

    Più che ne parlo con te e più lo rivaluto.


  22. @ Riccardo: sottolineo che al post a cui ti fai riferimento io personal-MENTE ho lasciato due commenti di cui rimane ancora in attesa di una risposta…
    @ Artemisia: rivedilo dopo aver letto il breve racconto



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