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Elisabeth

13 gennaio 2006

Era una sera del 1984. Viaggiavo, come spesso a quei tempi, sul treno della notte da Monaco a Firenze. Ero da sola nel vagone letto, ma sapevo che a Innsbrück sarebbe salita un’altra viaggiatrice. E infatti, ecco salire una ragazza, di qualche anno più grande di me, con sci, zaino e doposci ai piedi. “Tipo sportivo”, pensai con sospetto. Invece no, almeno non solo. Un bellissimo sorriso, accento romano, iniziammo subito a parlare. Mi disse che si chiamava Elisabetta ed era di Roma, stava rientrando da una settimana bianca trascorsa in Austria. La cosa che più mi incuriosì era che mi disse di avere la madre italiana e il padre norvegese. Mai sentita questa combinazione…e poi la Norvegia, sapevo pochissimo di questo paese. Le mie domande furono tante, lei rispondeva volentieri. Passammo quasi tutta la notte a chiacchierare. Molto tardi, le chiesi cosa faceva nella vita. Mi disse che studiava musica, canto. Altri fiumi di domande. Lei ne parlava come se si trattasse del coro della parrocchia, con molta modestia, evitando di approfondire. Verso l’alba, un paio d’ore prima di Firenze, decidemmo che era ora di dormire. Lei mi prestò la sua sveglia. Mi salutò assonnata quando scesi a Firenze.
Dopo molti anni, venni a vivere in Norvegia. E dopo qualche tempo, sulle pagine di un giornale, mi apparve una faccia conosciuta. E allora seppi che fine aveva fatto Elisabetta…
Dopo oltre vent’anni ho rivisto Elisabeth ieri sera, al nostro teatro Olavshallen. Ha cantato “Sieben frühe Lieder” di Alban Berg, e “Wir geniessen die himmlischen Freuden” nella quarta di Mahler. Benissimo, come sempre. Era sempre lei, piccola, molto italiana. Non ricorderà niente di quella notte passata in treno. Ma io ricordo la sua gentilezza, la sua bellezza di allora e di oggi, la sveglia che mi prestò. E ora che capisco quali due culture lei porti in sè, ammiro in lei anche la sua capacità di rappresentarle entrambe, con naturalezza. Perchè non è facile…

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10 commenti

  1. che brivido che e’ la vita!

    non conosco ‘Elisabeth’ ancora ma grazie a te, e alla mia ‘fame’ di musica e altre emozioni, non tardero’ a cercarla. pero’ e’ bello quello che descrivi: due sconosciute si incontrano per caso, si parlano, dividono un pezzo di traggitto (e non solo in senso figurato) e, in qualche oscuro modo, lasciano un segno l’una nella vita dell’altra. e son certo che anche lei ti ricorda, specialmente se era una persona cosi’ semplice e solare come la descrivi.


  2. Esatto, semplice e solare. Come sempre, hai capito.Vorrei consigliarti un bel disco dove lei canta: il Tamerlano di Händel http://www.metoperafamily.org/shop/display.aspx?ID=7401


  3. Una bella storia. Ne avrei alcune, di come ho conosciuto personaggi poi famosi o comunque noti. Le vorrei scrivere ma non so se arriverebbero querele. Non tutto è semplice e solare, purtroppo. Sei fortunata, almeno in questo caso.


  4. pensa che bello ritrovarla dopo anni…in Norvegia (di cui allora sapevi pochissimo)…come sempre gli eventi della vita ti sorprendono…spesso mi capita di ricordare persone che ho incontrato e che ho perso di vista e mi domando: “chissà che faranno?”..chissà


  5. In una bellissima canzone norvegese c’è l’immagine di due navi illuminate che si incrociano nella notte, scivolandosi accanto. Per qualche attimo sono vicinissime, la gente può addirittura vedersi in faccia, poi però scompaiono inghiottite dalle tenebre. Siamo tutti passeggeri…


  6. Siamo tutti passeggeri destin-AZIONE ignota….


  7. Che bella storia Artemisia!
    Incredibile, mi sembrava di essere li’ con voi sul treno..
    Ci stupiscono sempre certi incontri, certe coincidenze, ma guardando bene ci accorgeremmo che sono forti presenza nelle ns vite!
    E nella ns Firenze torni spesso?
    Anche qui delle gelate da paura, probabilmente non a livello della Norvegia, ma molto, molto inusuali:-)
    Grazie per gli auguri a noi futuri zii, probabilmente non abbiamo ancora realizzato:-)

    SI


  8. Mi accosto al pensiero di SI quando dice che si sentiva presente nel treno con voi, ho immaginato la stessa cosa.
    Ogni individuo può lasciarci qualcosa, in questo caso positivo, che hai ritrovato a distanza di tempo.
    Ho conosciuto tanta gente e da ognuno ho imparato qualcosa, ma qelle veramente grandi ti lasciano un segno indelebile.
    Grazie per gli auguri e come ti ho risposto sul mio blog, farò sicuramente del mio meglio per essere un buon padre.

    FA


  9. @SI-FA-SI: Pesserò da Firenze in Febbraio, speriamo che le gelate per allora siamo passate, di gelo ne ho abbastanza…
    Grazie per i vostri commenti.
    Rischiate il linkaggio…


  10. L’altr’anno per Febbraio, verso la fine, abbiamo avuto delle belle nevicate,ma fuori Firenze, soprattutto in campagna…
    L’altro giorno, parlando con un amico esperto di meteorologia, mi accennava alla prossima ondata di gelo siberiano in arrivo per le prossime 2 settimane..Sai che consolazione..E secondo lui (e per molti altri), lo scenario del film “The day after tomorrow” non e’ esattamente fantascienza..Brrrr..

    SI



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