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Una

25 novembre 2005

…ho ritrovato il testo che cercavo – a proposito di perdersi e ritrovarsi.

“Luce ombra, assenza presenza, i miei frammenti si ricompongono. Ti vedo, ci sei. Sei mia irrevocabilmente disperatamente, senza scampo. Raccolgo il coraggio per guardarti senza perdermi, mi tengo stretta la mia anima come una foglia in un gorgo infinito. Resisto l’impulso irresistibile di diventare te, lasciare il mio corpo e possederti come un demone, muovermi nel tuo cervello e nel tuo sangue. E la paura del mio corpo vuoto, statua di marmo coperta dall’erba. Mi perdo a me stessa, ma a volte mi ritrovo. In un tuo gesto, nel pulsare impercettibile di una tua vena nascosta, in un tuo brivido sottopelle. Esisto in quell’attimo, finalmente una.”

(scritto nel marzo 2003)

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7 commenti

  1. Esisto in quell’attimo fungente… battito cardiaco che pulsa nelle vene del sentimento


  2. Una volta da piccola ho visto un film, non mi ricordo il titolo. Parlava di alcuni scienziati che per salvare un paziente si fanno rimpicciolire alle dimensioni di un anticorpo, e si fanno iniettare nel sangue del paziente. Dopo un viaggio attraverso il corpo raggiungono la parte malata (mi pare fosse nel cervello) che riescono miracolosamente ad operare. Vengono ripescati dall’occhio…
    Chissà come si chiamava.
    A volte ho avuto il desiderio folle di impadronirmi del corpo di un’altra persona, dell’anima, di tutto…


  3. confesso che questo desiderio ha attraversato anche la mia mente….oppure era solo qualcuno che attraversava la mia mente….fattosi piccolo e desiderio


  4. Oppure siamo tutti noi ad essere piccole particelle nella mente di qualcun altro…e desideriamo i desideri suoi…


  5. solo ora trovo un attimo per perdemi nelle tue parole…

    mi piace sopratutto quando dici: ‘mi perdo a me stessa ma a volte mi ritrovo’. a me capita spesso si sentirmi ‘altro’ da me.
    c’e’ stato un periodo (breve per fortuna) in cui chiamavo con nomi diversi questi due esseri che vivevano in me.

    poi ho trovato una mia foto da bambino. ed e’ stato il brivido sottopelle, la vena nascosta che mi ha fatto ritrovare UNO.

    forse mentre scivevi avevi altro in mente (anzi, sicuramente e’ cosi’) ma quel mio personalissimo attimo ho rivissuto leggendoti.

    grazie


  6. Non è proprio questo il bello della parola scritta (non la chiamo letteratura..), cioè che ognuno ci può riconoscere qualcosa di suo? Quando l’ho scritto pensavo una cosa, oggi rileggendolo penso tante altre cose…Le cellule del mio corpo sono nel frattempo quasi tutte cambiate, sono in parte un’altra da allora, eppure la stessa…

    Grazie a te.


  7. questo è il bello del crescere quotidiano…..ogni volta una nuova emozione o la stessa ma con sfumature diverse…di fatto Henry ogni giorno siamo diversi..altri da noi….



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