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cinq fois deux

12 settembre 2005


In genere mi piacciono i film francesi. Sono sempre un po’ambigui, un misto di divertente, tragico, comico e triste, come la vita vera. Questo di Francis Ozon però mi ha delusa. La storia di una coppia parigina, che parte dal loro divorzio e si snoda a ritroso fino al loro primo innamoramento, questa storia appunto non decolla, non avvince, annoia e dà fastidio nella sua banalità. I personaggi somigliano a bambole senza occhi, parodie di loro stessi. Eppure gli attori, Valeria Bruni Tedeschi e Stephane Freiss, sono bravi. Ma il loro comportamento, irritante e incomprensibile, dopo dieci minuti diventa insopportabile. Non c’è una scena di sesso dove questo non sia una forma di violenza, subita, fatta o immaginata. Non si capisce cosa la protagonista trovi in quel nevrotico parigino di suo marito. L’unico personaggio attraente, vero e fresco è il giovane amante del cognato. Di una bellezza clamorosa. A parte lui, lo squallore regna sovrano. Una nota spiritosa: la colonna sonora tutta anni sessanta italiani, da Bobby Solo a Luigi Tenco. Forse la cosa più riuscita.

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3 commenti

  1. Hai idea di come sia il titolo in italiano?


  2. No, ma penso “Cinque per due”. Anche se a volte fanno delle traduzioni imperscrutabili.
    Colgo l’occasione per farti gli auguri…


  3. Grazie!



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