
Canto di donna
19 gennaio 2012Canto di donna che si sa non vistadietro le chiuse imposte, voce roca,di languenti abbandoni e d’improvvisibrividi scorsa, di vuote parolefatta, ch’io non discerno.O voce assorta, procellosa e dolce,fatta di sogni,quale rapiva i marinai in mezzoal mare, un tempo, canto di sirena.Voce del desiderio, che non sase vuole o teme, ed altra non ridicecosa che sè, che il suo buio, tremanteamore. Come te l’accesa carneparla talora, e ascoltasè stupefatta esistere.Sergio Solmi, 1926Recentemente ricordata, dopo trent’anni, da chi me la lesse per primo.




bella: Voce del desiderio, che non sa
se vuole o teme, ed altra non ridice
dilemma
@Zefirina: Non so per te, ma per me il volere è sempre anche un po’ temere. Perché c’è sempre questo discorso del controllo, o della perdita di esso.
e io che proprio non me la ricordo per niente…avrei giurato che fosse lui a sbagliarsi!
Eh no cara, io dal secondo banco me la ricordo benissimo.
Molto significativo.
folta di sogni,
@Ariel: Sì!!! Grazie, il refuso è sempre in agguato. Questo però è particolarmente imperdonabile.
Folta di sogni.
Cercavo testi di Solmi in internet, ce n’è pochi, e ho trovato questo link. Grazie
C’è poco Solmi dappertutto, purtroppo.
Pensa che io invece presto posterò un’altra cosa sua…
ARTE POETICA
Sospirata parola, che alla fine
mi sei giunta, m’hai colto
in un momento di disattenzione,
e ti vuoi improvvisa, non cercata,
sfuggente al gesto raro, alla misura
esorbitante. D’una riga t’orli
di mare, gonfi in nube, ti dibatti
come colomba, sorgi in cima al semplice
respiro della voce, all’indolente
mano che ti scandisce, ed urgi – trepida
cosa tra cose – a collocarti in questa
calda, screziata, precisa esistenza.
(“Dal balcone”, 1968)
Questa è molto bella, Ariel. Una delle mie preferite.
“alla misura esorbitante”
Ma non è questa che intendevo. Vedrai!